lunedì 17 dicembre 2012

Il Sora è un sentimento VERO, ne ho le prove… (Sora vs Turris -5…)

Piantare in asso il Sora e non “parlargli” più per mesi: a me è accaduto quando fu riacquistato Simeoli, un colpo troppo duro da digerire. Aveva abbandonato la nave durante la tempesta nella settimana che precedette la partita interna con il Roviano Team (chi???) persa 1-0, nella stagione forse più importante della storia del Sora Calcio: quella 2009-10, quando un manipolo di tifosi guidò la squadra verso la salvezza in Eccellenza al termine di una stagione incredibile, che in panchina cominciò con Promutico e finì con Luiso.

Certamente Simeoli avrà avuto le sue buone ragioni lavorative per andare via da Sora: sta di fatto che per me quella fuga (non solo sua) fu una delusione. Nell’estate successiva, però, l’attacante napoletano tornò in bianconero; personalmente non riuscii ad accettare la cosa, tanto è vero che disertai volontariamente il Tomei per tutto il campionato 2010/11, quello del ritorno in Serie D terminato con duemila sorani festanti allo Stadio Flaminio di Roma, fatta eccezione per Sora-Lupa Frascati del 23 Gennaio 2011. Quell’anno capii che la vittoria per me vale meno della Maglia, una cosa bellissima. E in questi anni ho capito che non sono il solo a provare tale sentimento.

Ad esempio, un uomo che stimo molto, ma che non posso definire mio amico perché l’amicizia è una cosa che va vissuta quotidianamente e intimamente, si è perso tutta la prima parte del girone di andata di quest’anno, quella migliore con il Sora capolista. Non ha visto neanche il derby con l’Isola ed è tornato allo stadio nella gara con il Civitavecchia, quando il Sora era in testa (o quasi) e veniva dalla vittoria di Anzio ottenuta con un goal da centrocampo a pochi secondi dalla fine. Si aspettava, proprio come me, almeno duemila tifosi sugli spalti: invece, entrato al Tomei ne ha visti si e no cinquecento. Nonostante la vittoria dei bianconeri per 2-0, entrambi siamo usciti dal “tempio” ripensando a quei settori maledettamente vuoti, che in altri tempi sarebbero stati pieni di passione. Io ho superato lo “schock” sperando in cuor mio che si trattasse solo di un caso, lui no.

Un altro uomo, follemente innamorato del Sora, l’ho intravisto ieri pomeriggio tra i banchi della Fiera degli Ambulanti nel centro storico cittadino. Apparentemente nulla di strano, ma c’è un però: mentre passeggiava, il suo Sora, che ha seguito anche in capo al mondo, stava già giocando da un po’ a Sarno ed era addirittura in vantaggio.

Non finisce qui: ci sono tanti, tantissimi tifosi che hanno “divorziato” dal Sora il 30 giugno 2005, il giorno più amaro della sua storia, quelo del fallimento. Molti di essi non hanno voluto vivere le emozioni della rinascita con le vittorie in Prima Categoria, Promozione ed Eccellenza, né sono tornati al Tomei quest’anno con il Sora primo in classifica. Anzi, è caldamente sconsigliato parlare loro della squadra bianconera, perché cambiano colore, diventano aggressivi.

Tutto quanto appena scritto testimonia un fatto inequivocabile: il Sora è amore oppure odio, ma non indifferenza; pertanto è un sentimento vero. E perciò indistruttibile dinanzi alle sconfitte, anche se sono quattro di fila. Sono sicuro che pure quest’anno, come sempre, ci regalerà una gioia violenta dopo tante delusioni, sia essa una salvezza all’ultimo secondo dopo lo smembramento della squadra, oppure un’incredibile, impensabile, assurda vittoria del campionato. Probabilmente vivremo la prima situazione, visto che si accavallano voci di mercato che danno per sicuri partenti alcuni giocatori; a proposito, se qualcuno di loro vuole davvero andare via vada pure, per noi non c’è problema: sappiamo che questa Maglia non è per tutti. A quelli che invece resteranno ricordo che Sabato prossimo c’è SORA vs TURRIS e che stavolta non mi basta la buona prestazione: voglio vincere.

Lorenzo Mascolo – Sora24

26 Giugno 1994: raccontaci il tuo SORA vs TURRIS… scrivi a redazione@sora24.it

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