giovedì 30 agosto 2012

Il SuperSora di Castellucci, “Hulk” Branicki e i fantasmi del passato da dribblare per tornare in Lega Pro (di Sacha Sirolli)

Il Sora di Castellucci parte fortissimo: 2-0 all’Ostiamare. I bianconeri sono stati padroni del campo, favoriti anche dalla immediata superiorità numerica (espulso l’ostiense Proietti al 5’), quindi hanno dilagato nella ripresa.

La partita non ve la racconto io – che a Ostia non c’ero – ma Enrico Bastardi, tifosissimo del Sora e appassionato da sempre di calcio. Quindi uno che ci capisce. Lui a Ostia c’era e la sera l’abbiamo incontrato per caso al Bar Dante mentre cenavamo con il nostro caporedattore Lorenzo Mascolo, l’editore Marco Tari Capone e suo cognato l’avvocato Riccardo Lutrario.

Ebbene Enrico il suo racconto l’ha iniziato dalla scena finale. Tutti i bianconeri in cerchio festanti e Terra al centro che fa la “bomba”. Poi ci ha detto di un primo tempo giocato in surplace in cui la squadra di Castellucci non ha spinto. Finchè, nel secondo tempo, il mister Castellucci ha azzeccato i cambi e vinto la partita. Enrico è rimasto incantato dalla potenza del centravanti polacco Branicki, “una forza della natura”. Poi Simoncelli, poco prima dello scadere, ha messo in cassaforte i tre punti. Per Enrico la difesa del Sora ha fatto il suo dovere guidata da un maestoso Terra. E la prossima settimana rientrerà pure Bellucci. Ora aspettiamo tutti con ansia il match casalingo con la Casertana. Sarà un test vero. Secondo Enrico si giocherà sabato in notturna al Tomei con la tribuna finalmente riaperta al pubblico, tranne la zona interessata dai lavori di  restauro. Insomma, se il buon giorno si vede dal mattino, quest’anno i tifosi del Sora si divertiranno.

Anche l’Isola Liri ha iniziato col piede giusto andando a vincere addirittura a Caserta. Stasera nel bar vicino casa mia ho sentito tifosi del Sora e dell’Isola riparlare di quel famoso derby del 1990. E’ passata una vita, sulla panchina bianconera c’era il Maestro Di Pucchio, su quella biancorossa proprio Castellucci, l’attuale trainer del Sora. Lo dico in tempi non sospetti: il Sora mira ad un campionato di vertice, perciò squadra e tifosi non devono cadere nel retaggio dei fantasmi del passato. Allora il Sora di mister Di Pucchio pagò a caro prezzo gli incidenti di quel derby al Nazareth. A Sora la squadra di pallone non è una fede ma (quasi) una religione, il Sora per i sorani, con rispetto parlando, è come la Sacra Sindone. Non bisogna ripetere gli errori del passato perché questo potrebbe essere l’anno giusto per il Sora per tornare tra i professionisti dopo 7 anni di purgatorio.

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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