giovedì 4 ottobre 2012

Il tempo che utilizziamo per litigare lo togliamo a Sora (di Lorenzo Mascolo)

Ho trentasei anni suonati e sono consapevole del fatto che, se Dio vorrà, avrò la fortuna di vivere nella città che amo più o meno per qualche decennio ancora. E proprio la sicurezza di dover prima o poi morire mi aiuta sempre a voltare pagina, sia pure con una disillusione nei confronti della politica che cresce proporzionalmente con la mia età.

La città di cui parlo è ovviamente Sora. So bene di essere solitamente esagerato nel descriverla, ma non riesco proprio a controllarmi quando parlo di lei: è un sentimento più forte di me. La cosa più bella è che si tratta di un sentimento autentico, ossia provato senza compromessi, perché, ad esempio, raramente mi capita di essere invidioso di un mio concittadino che faccia cose buone.

Sono sempre molto contento quando conquistiamo qualcosa: un palasport, un premio, una piazza, una vittoria sportiva e quant’altro. Al contrario, provo molta delusione quando son costretto a riscontrare divisioni e attriti nel tessuto sociale cittadino, come accade ad esempio in politica. Non pretendo che nessuno litighi, ma vorrei si capisse che guerre di nervi, ripicche, dispetti ecc. ci fanno perdere una bella fetta di tempo.

E il tempo, essendo poco, non serve per litigare bensì per fare le cose, le opere; come ad esempio quella raffigurata nelle immagini sottostanti, che ho trovato su un sito chiamato Europaconcorsi (clicca qui), riguardante la riqualificazione di Piazza Indipendenza. Nello scorrere le foto, al di là del progetto e del soggetto, che francamente mi interessavano poco – poteva trattarsi di qualsiasi altra cosa, un ospedale, una strada, una ferrovia, un palazzo – , ho provato ad immaginare l’opera completata e già a nostra disposizione. La sensazione che ne è scaturità è stata piacevole: spero sia lo stesso per voi.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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