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venerdì 15 giugno 2012 235 VISUALIZZAZIONI

ISTAT: COMMERCIO ESTERO, AD APRILE EXPORT +0,2%. SALDO A -202 MLN

ROMA (ITALPRESS) – Ad aprile – secondo i dati Istat -, rispetto al mese precedente, si rileva un incremento per entrambi i flussi commerciali, piu’ intenso per le importazioni (+2,5%) che per le esportazioni (+0,2%). La crescita congiunturale dell’export e’ dovuta all’incremento delle vendite verso i paesi UE (+1%). Rilevante e’ l’aumento per i beni strumentali (+5,5%). L’incremento congiunturale delle importazioni e’ sostenuto con intensita’ simili dalle principali aree di interscambio, con aumenti piu’ rilevanti per beni di consumo durevoli (+5,1%) e i prodotti intermedi (+4,6%). Un effetto di contenimento delle importazioni deriva invece dalla riduzione degli acquisti di prodotti energetici (-2,4%). Ad aprile la flessione tendenziale del valore delle esportazioni (-1,7%) e’ determinata da una contrazione dei volumi (-4,9%) parzialmente compensata da un
incremento dei valori medi unitari (+3,4%). Anche la marcata riduzione tendenziale del valore delle importazioni (-9,3%) e’ determinata da una ampia flessione dei volumi (-12,8%), mentre i valori medi unitari registrano un incremento del 4%. Ad aprile il saldo commerciale e’ prossimo all’equilibrio (-202
milioni) e in forte ridimensionamento rispetto al deficit dello stesso mese dell’anno precedente (-2,8 miliardi). Dall’inizio dell’anno il deficit commerciale ha raggiunto il valore di -3,6 miliardi: al netto dell’energia, l’attivo e’ pari a 19,4 miliardi. I mercati piu’ dinamici all’export sono Giappone (+34,1%), paesi Opec (+22,1%) e Svizzera (+12,4%). I settori che presentano i piu’ sostenuti incrementi delle vendite sui mercati esteri sono gli articoli farmaceutici (+14%) e gli autoveicoli (+13,9%). La crescita delle importazioni dai paesi Opec e’ molto sostenuta (+58,5%), mentre sono in forte flessione gli acquisti dai paesi EDA (-37,6%), Regno Unito (-30,4%) e Giappone (-29,3%). I settori per cui si rileva una forte crescita delle importazioni sono i prodotti petroliferi raffinati (+35,8%) e il gas naturale (+22,2%). La flessione delle vendite di mezzi di trasporto (autoveicoli esclusi) in Francia spiega da sola un quinto della riduzione tendenziale dell’export (-1,7%).

Fonte: www.italpress.com

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