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Lettera aperta ai 27 sindaci del Distretto C di Sora (di Lorenzo Mascolo)

“Sono pronto a incontrare i sindaci del territorio sulla questione dell’ospedale di Sora già lunedì prossimo 23 giugno. Alla riunione sarà presente la Cabina di Regia della Regione Lazio e saranno invitati tutti i primi cittadini dei Comuni coinvolti dell’area e chi, come me, ha a cuore l’intera vicenda. Credo sia necessario ripetere che ciò per cui si dovrebbe lottare tutti insieme è  l’acquisizione di nuovi servizi con l’assunzione di nuovo personale insieme allo sblocco del turnover. Da quando sono alla Regione Lazio il mio obiettivo non è mai stato quello di ridurre i servizi resi alla comunità, ma di tagliare in modo netto e radicale gli sprechi nella sanità”. Questo è quanto dichiarato oggi dal Presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti.

Dunque il Numero 1 della Pisana vi ha convocato a Roma, cari sindaci del Distretto C della Asl. Certo, ci si aspettava un suo passaggio per Sora stamane, anche per un semplice intervento durante il consiglio intercomunale, ma Zingaretti ha deciso di proseguire dritto per Cassino dove si inaugurava un nuovo treno. Sta bene, non fa niente, restiamo concentrati sul nostro obiettivo che è meglio.

Quella di Lunedì sarà la prima occasione per 107mila persone dopo anni, non dovete sprecarla. Se dovete dire qualcosa al presidente Zingaretti ditelo, certamente con rispetto ma senza paura, senza pensare alla fascia, alla poltrona, alla politica, al partito, ma pensando solamente a tutti quei bambini che arrivano in pronto soccorso a Sora con problemi ortopedici, tanto per fare un esempio, e non possono essere ricoverati.

Pensate a Pediatria che va avanti con 4 medici e nessuno di essi può praticamente ammalarsi oppure andare in ferie, perché altrimenti si rischia la chiusura del reparto. Pensate a tutti quelli che devono andare a L’Aquila per sottoporsi ad un’ecografia transrettale oppure ad una biopsia prostatica, perché l’ecografo dell’ospedale è rotto (quello del ’94, non quello nuovo). Pensate a quella mamma di Sora che ha dovuto trascorrere 16 giorni e 16 notti allo “Spaziani” per assistere il figlio arrivato al SS.Trinità con una frattura scomposta del femore (operabile anche a Sora) e trasferito a Frosinone perché qui non si ricovera più.

Pensate anche e soprattutto ad una cosa: se riuscirete davvero ad ottenere il Dea di 1° livello, nessuno vi ringrazierà. Chi parla male dell’ospedale SS. Trinità oggi continuerà a farlo domani; i lavoratori dell’ospedale continuereanno a lavorare ed i fannulloni continueranno a fare nulla, come in tutti gli altri contesti lavorativi. Ciononostante, la vostra eventuale vittoria resterà scritta nella storia e nessuno potrà togliervela.

Siamo sinceri: ci sembra difficile per il SS. Trinità ottenere un Dea di 1° livello così, su due piedi. Siamo al contrario convinti che Lunedì 23 a Roma proveranno per l’ennesima volta a prendervi in giro con un contentino. «Vedemo che vònno sti burini», questo penseranno. I motivi di tanta superficialità li conosciamo bene, basta osservare la ripartizione dei posti letto tra Roma ed il resto della Regione, 5,5 contro 1,8: praticamente la vita di uno dei nostri vale il 33% di quella di un romano. L’idea delle macroaree è stata di Polverini, non c’è dubbio. Ma Zingaretti deve ristabilire l’equilibrio.

Vi preghiamo di dire al presidente anche una cosa: l’istituzione del Dea di 1° livello all’ospedale SS. Trinità di Sora sarebbe il minimo riconoscimento per una struttura che nacque come policlinico da 700 posti letto dotato di facoltà di Medicina e Chirurgia, come indicato nella foto, e che oggi si trova ad essere relegato all’umiliante ruolo di Pronto Soccorso con 200 posti letto, come evidenziano chiaramente i documenti regionali.

dea

Speriamo veramente in un vostro successo. In bocca al lupo, ma sia chiara una cosa: con qualsiasi altro risultato LA PROTESTA CONTINUERÀ AD OLTRANZA, dite anche questo al presidente Zingaretti. E non fatevi più dividere da nessuno, perché le vostre divisioni politiche sono la principale causa dell’isolamento del Sorano e delle Valli del Liri e di Comino. Tutte quelle fasce tricolori insieme, pubblicate sui vari quotidiani d’Italia, sono proprio belle, trasmettono fiducia e… fanno paura.

BISOGNA VOLERE, FORTEMENTE VOLERE!

Lorenzo Mascolo – Sora24

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