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L’indignazione dei Distefaniani su Caschera? Meglio la politica del Fanciullino (di Sacha Sirolli)

Una frase detta con estrema franchezza dal consigliere comunale Lino Caschera nell’ultimo consiglio comunale ha scatenato una vera rissa da bar (e che bar, il Bar Dante mica pizza e fichi…) in seno alla redazione di Sora24, che è andata in fibrillazione, proprio come succede (troppo) spesso alla maggioranza di Ernesto Tersigni.

Ci era appena arrivata all’orecchio la notizia delle dimissioni di Salvatore Meglio da capogruppo Pdl, e siccome noi siamo “ricchionacci” (come era solito dire l’ex sindaco di Sora Cesidio Casinelli) Lorenzo Mascolo aveva pubblicato la notizia su Sora24 direttamente dal Bar Dante in una frazione di secondo, dopo la doverosa telefonata a Salvatore Meglio (uomo sempre corretto nei rapporti con la stampa). Quindi, la serata tra un bicchier di vino ed un caffè (il mio rigorosamente corretto con la Sambuca) stava scivolando via liscia, quando Marco Tari Capone, il nostro Steve Jobs in erba, tra una Phillip Morris e un’altra lancia il sasso: “Noi dobbiamo essere diversi dagli altri”, ci dice ed io già mi preoccupo, perché quando fa così mi fa cadere le braccia, sempre. Infatti, Marco spara: “E’ gravissimo quanto successo nell’ultimo consiglio. Il consigliere comunale Lino Caschera appena passato con Tersigni, mentre gli ex compagni d’opposizione in assise lo accusavano di tradimento, ha replicato ai consiglieri distefaniani: parlate voi quando la sera stessa che il sindaco aveva aperto la crisi sul voto dell’Ambiente eravate contenti. Ci è andata bene, dicevate sotto il Comune, perché ora Tersigni ci darà le deleghe, entreremo in maggioranza”.

“Embè?”, rispondo a Marco e lui: “Ma come, si sono ammazzati l’uno contro l’altro alle ultime elezioni fino a sfiorare la rissa e poi durante un consiglio comunale dicono queste cose in diretta, ripresi dalle telecamere… salto di qua, prendo le deleghe di là… è gravissimo per la gente che li ha votati”, dice Marco con gli occhi del Fanciullino di Pascoli. “E’ il teatrino della politica, tutto normale”, la replica disincantata mia, di Elena Quadrini, Mike Di Ruscio e Lorenzo Mascolo. “Ma se noi non denunciamo queste cose che ci stiamo a fare? – insiste Marco  Non faremo mai la differenza con Sora24”. Panico tra la redazione che si divide tra falchi e colombe sulla moralità della politica locale.

Per me la politica, a Sora come a Frosinone o Ceccano, dove ora si vota, è zozza, amorale e va al di là dell’amicizia, ma è potentissima, è potere allo stato puro. Per esser eletti la gente usa ogni arma e spende l’inverosimile. Volano buoni benzina, cellulari, soldi, promesse, favori dell’ultim’ora, si scrivono libri bianchi e neri su cui c’è scritto il destino civile e lavorativo di ogni singolo cittadino elettore, quando il candidato sindaco sostenuto salirà sullo scranno più alto del Comune. Ripeto, così fan tutti da decenni, anzi da secoli. Inutile fare le verginelle. Anche il buon Salvatore Meglio per esempio, sullo strappo dell’Asi si è dimesso da capogruppo Pdl e ha riconsegnato le deleghe, ma mica si è dimesso da consigliere comunale… Sta da troppo in politica, conosce le regole non scritte del gioco. Due a caso tratte dal Manuale Cencelli: 1) se sei il primo degli eletti in un governo di centrodestra o centrosinistra non fare mai l’assessore. Perché o sei un Superassessore (come Walter Pacifico) o un giovane assessore (tipo Giorgio Rea) sarai vittima del fuoco amico; 2) e poi mai dimettersi… dopo tutto i soldi spesi per sedersi sulla poltrona… piuttosto usa il Bostik e continua la scalata al potere.

Quindi a Marco dico: “Ok scriviamolo, ma il pezzo lo fai tu perché io non sento nessuno stimolo”.  Perché sono abituato a quello che il nostro editore visionario bolla come malcostume. Per me nulla di scandaloso in consiglio, solo normale routine. Invece per Marco, che sta alla politica locale come Pascoli alla letteratura italiana, non è così. Lui è un marziano che ha fatto la solita sparata. Questo è quello che ho pensato venerdì sera. Poi a mente fredda stamattina mi si è accesa la lampadina. La politica tradizionale è vecchia, in crisi di valori. Per cambiarla ci vogliono tanti fanciullini nel prossimo consiglio comunale di Sora e in Parlamento a Roma… meglio dei fanciullini che i soliti marpioni!

Il direttore responsabile di Sora24 – SACHA SIROLLI

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