venerdì 6 luglio 2012

NAPOLITANO "ITALIA DEVE FARCELA, COSTITUENTE HA SUA MOTIVAZIONE"

ROMA (ITALPRESS) – “Non mi domandare se ce la faremo. Io so soltanto che dobbiamo farcela”. Cosi’ il presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, in un colloquio con Eugenio Scalfari su “la Repubblica”. Secondo il capo dello Stato “a fine giugno a Bruxelles Monti, Hollande, Rajoy, Draghi e altri hanno provato ad aprire nuove strade, e con successo”. Quanto ai rapporti con la Germania di Angela Merkel, Napolitano osserva che “nei diversi scambi di opinioni che ho avuto in questi anni con la signora Merkel, si e’ sempre espressa reciproca comprensione e fiducia tra noi. Sono in giuoco questioni complesse, si sono manifestati disaccordi non lievi, ma il rapporto tra l’Italia e la Germania, e quindi tra i due governi e le rispettive rappresentanze e opinioni pubbliche, rimane un pilastro fondamentale della costruzione europea”.
Sulle riforme, Napolitano dice no a ogni approccio improvvisato e parziale, soprattutto in tema di passaggio dalla Repubblica parlamentatare a quella presidenziale. “Non mi pronuncio nel merito di progetti volti a cambiare l’architettura costituzionale ma occorre in ogni caso una visione ponderata dei nuovi equilibri da stabilire tra le istituzioni e tra i poteri, una visione ponderata alla luce di fondamentali principi e garanzie”.
Napolitano ricorda che “e’ stata appena presentata la proposta di elezione di un’Assemblea costituente, e dopo trent’anni di tentativi abortiti di riforma costituzionale non si puo’ negare che questo approccio abbia una sua motivazione. Tocca al Parlamento valutare quella e altre proposte”. Ampie anche le riflessioni sul ruolo del Colle: “In questi sei anni al Quirinale – afferma – ho potuto meglio comprendere come il presidente della Repubblica italiana sia forse il capo di Stato europeo dotato di maggiori prerogative”. “Gli altri capi di Stato ‘non esecutivi’ hanno in generale poteri molto limitati. Il solo al quale, oltre a rappresentare l’unita’ nazionale, la Costituzione attribuisce poteri in vario modo precisi e incisivi e’ quello italiano”. Il governo invece “non puo’ mai essere pertinenza esclusiva di un partito. E’ un’istituzione, il governo, e risponde a tutti gli italiani. Naturalmente deve avere la fiducia di una maggioranza parlamentare che lo consideri un governo da sostenere attivamente. Quando non fosse piu’ cosi’, le Camere lo sfiducerebbero. Questo e’ il funzionamento corretto di’ una democrazia parlamentare”.

Fonte: www.italpress.com

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