12 agosto 2013 redazione@sora24.it
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Nessuna domanda… ma una proposta sociale per lo sport (di Marco Tari Capone)

Cari Lettori, basta (per ora) con le domande senza risposta e concentriamoci su qualcosa di propositivo. Fortunatamente lo sport nella nostra Città “funziona”. Infatti, diverse associazioni sportive riescono ogni anno ad ottenere lusinghieri risultati nella pallavolo, nel basket, nel calcio, nel rugby ed in tante altre discipline meno note. Inoltre, Sora ha diverse strutture sportive pubbliche: il nuovo Palazzetto dello Sport “Luca Polsinelli” (dove gioca l’Argos Volley), il nuovo Palazzetto dello Stadio Panico (dove gioca la N.B. Sora 2000), lo stesso Stadio Panico (dove gioca il Volsci Rugby Sora), lo stadio Tomei (dove gioca il Sora Calcio), il Palazzetto “Aldo Di Poce” (dove gioca la Pallacanestro Sora).

Per quanto mi risulta, nelle diverse convenzioni tra il Comune di Sora e queste associazioni sportive non è previsto nessun compenso annuo da corrispondere al Comune per poter usufruire (quasi in via esclusiva) di queste strutture pubbliche. Inoltre, è sempre il Comune a pagare tutti gli oneri per la manutenzione ordinaria e straordinaria delle stesse strutture ed anche tutte le spese per le utenze (elettricità, gas, acqua). Infine, diverse società sportive ricevono anche un contributo economico da parte del Comune per la loro attività.

In tutto ciò niente di male, ma a fronte di questo “investimento” annuo dei soldi dei contribuenti quale è il ritorno in termini sociali? Molte società non fanno pagare il biglietto d’ingresso per assistere alle partite, e questo sicuramente ha un valore sociale. Molte hanno una propria scuola dove avvicinare i più giovani allo sport, ed anche questo ha un valore sociale. Il problema purtroppo è che in un momento difficile come quello che stiamo vivendo, dove le richieste di sussidi presentate agli sportelli dei Servizi Sociali del Comune di Sora sono passate in due anni da 300 a circa 700, una fetta della Città è tagliata fuori dallo sport.

La mia proposta e la seguente: perché non chiedere alle associazioni sportive che hanno una propria scuola ed usufruiscono per questa degli impianti pubblici (gratuitamente), di riservare (sempre gratuitamente) ai Servizi Sociali del Comune di Sora una percentuale dei propri allievi, di modo che anche i giovani meno fortunati possano frequentare i corsi? Magari fornendo loro gratis anche tutto il materiale tecnico ed un servizio di trasporto? Voi che ne dite?

Marco Tari Capone

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