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No a Roma 2020: io sto con Monti. (di Lorenzo Mascolo)

Un paese che vuole riconquistare la fiducia degli altri stati, ma sopratttutto quella degli investitori, non compie scelte scellerate. Le Olimpiadi di Roma non s’hanno da fare, ha ragione Monti.

Dovrei motivare tale affermazione con numeri, percentuali, statistiche e quant’altro, rischiando però di fomentare noia e disattenzione. Pertanto, mi limerò ad utilizzare il gergo della gente comune, grazie al quale posso spiegare il mio “no” alle Olimpiadi con una sola frase che ogni giorno viene pronunciata milioni di volte in milioni di case italiane: “non possiamo permettercele”. Il budget necessario per l’organizzazione dei Giochi partirebbe da una spesa (pubblica) di 4,5 mld di euro, ma presto lieviterebbero a 15-20 mld perché non dobbiamo dimenticare che siamo italiani. Accollarsi un impegno così gravoso nel momento in cui i nostri conti pubblici sono sotto osservazione in ogni angolo del mondo, comprometterebbe definitivamente la nostra credibilità presso le altre nazioni, che pur riconoscendo al nostro premier il grande merito di aver avviato un corso nuovo per l’Italia, nutrono forti dubbi sulla durata dei nostri buoni propositi.

In buona sostanza, ciò che preoccupa maggiormente all’estero sono le elezioni politiche della primavera 2013, poiché il peggior biglietto da visita del nostro Paese, attualemente, è la sua classe politica. Orbene, dopo aver incassato ampi cenni di assenso in Inghilterra, Usa, Francia ecc, ma soprattutto dopo aver lottato per allineare l’Italia al target degli stati d’Europa più in salute, impegnandosi a portare il rapporto debito/Pil al 60%, Mario Monti non può sperperare tutto ciò che ha costruito in soli due mesi approvando una spesa pubblica immensa nel momento in cui siamo tra i primi paesi a rischio contaminazione in caso di default greco.

Tuttavia, il mio non è un “no” irrevocabile: difatti, se domattina i presidenti delle province riconsegnassero le loro fasce e annunciassero finalmente la soppressione degli enti (inutili) che essi rappresentano, dal taglio di 3500 poltrone inutili (perché ormai i comuni parlano solo con le Regioni) potremmo fare da subito un primo tenue pensierino alle Olimpiadi. Idem dicasi per tanti altre “associazioni di vampiri” create e consolidate con il sangue dei contribuenti. In caso contrario credo sia giusto accettare la scelta di Mario Monti, uomo coraggioso di cui son sempre più orgoglioso, poiché Roma2020 sarebbe pagata da noi, come già accade per aziende municipalizzate, vari enti refugium peccatorum per politici trombati, processi lunghi 40 anni e tutto ciò che lo Stato è condannato a pagare a causa di coloro che dal dopoguerra ad oggi hanno approfittato meschinamente nonché irresponsabilmente del formidabile sistema di contrappesi entrato in vigore nel 1948, contamimandolo, drogandolo, distruggendolo.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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