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Non ti sopporto…ma il cuore urla: MARIO BALOTELLI, SEGNA PER NOI! (di Lorenzo Mascolo)

Strano individuo il tifoso dell’Italia: non approva mai la lista dei convocati, se viene chiamato Tizio rivendica Caio, se nel primo tempo la squadra non va urla inviperito chiedendo la sostituzione di tutti e 11 i giocatori. Per non parlare del CT, chiunque esso sia, che durante Mondiali ed Europei diventa il più stupido di tutto lo Stivale. Ciononostante, quando gioca la Nazionale, questo Paese si trasforma fondendosi in un’unica bandiera e una speme, proprio come chiedeva Goffredo Mameli.

Sono innumerevoli le dimostrazioni del teorema di cui sopra. La Nazionale del 90, ad esempio, era una miscela esplosiva di campioni: eppure fino al goal di Schillaci contro l’Austria ne dicemmo centouno a Gianluca Vialli che non riusciva a segnare. Quella del ’94 con il famoso blocco Milan, per molti, giocò solo i primi 30 minuti della semifinale contro la Bulgaria, perché furono tecnicamente e tatticamente perfetti.

Proprio in occasione del mondiale americano ricordo un particolare alquanto turbolento che descrive adeguatamente il nostro modo (folle) di amare la Nazionale. Eravamo agli ottavi di finale e la Nigeria (chi?) stava per buttarci fuori. Guardavo la partita insieme ad un centinaio di persone nel bar del villaggio turistico di Vieste dove mi trovavo per le vacanze estive. Gli africani andarono in vantaggio a metà primo tempo e da quel momento cominciò un ora di insulti e commenti sarcastici riv0lti a Sacchi e alla sua truppa.

Ne avevamo per tutti, ne dicevamo di tutti i colori. Ma all’89’, Roberto Baggio la buttò dentro e scoppiò il putiferio: baresi, foggiani, romani, milanesi, bolzanini, genovesi, un sorano (ovviamente io), torinesi, fiorentini, tutti uniti in un unico abbraccio sincero. Volavano sedie, birra, patatine, chi cadeva, chi in piedi su un tavolo prendeva a pugni la tettoia del bar con il viso paonazzo e la bocca spalancata per far transitare un urlo disumano (uno a caso…):  l’Italia era ancora dentro!!!

Questo è ciò che eravamo, che siamo e che saremo. Pertanto, caro Balotelli, confesso che non ti sopporto proprio e non per il colore della tua pelle, sia chiarissimo: non ti sopporto e basta. Ma…spero con tutto il cuore che stasera segnerai il goal qualificazione e che correrai in lacrime verso i tuoi tifosi, orgoglioso di appartenere ad una nazione ed un popolo che non hanno eguali sulla Terra. Viva l’Italia!

Lorenzo Mascolo – Sora24

httpv://youtu.be/sgNqoq81tng

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