Situazione stazionaria per quel che riguarda il reparto di Pediatria dell’Ospedale SS.Trinità di Sora. La speranza è che Lunedì mattina la dottoressa che prenderà servizio in modo definitivo presso l’Azienda Usl di Frosinone venga assegnata nuovamente a Sora dallo stesso ente. In caso contrario il nostro reparto andrebbe in gravissima difficoltà e sarebbe costretto a tenere in considerazione l’ipotesi di sospensione del servizio. Sono ore di contatti frenetici e febbrili, tuttavia bisogna aggiungere che anche se Sora conservasse un suo medico pediatra il problema resterebbe irrisolto.

Redazione

Situazione stazionaria per quel che riguarda il reparto di Pediatria dell’Ospedale SS.Trinità di Sora. La speranza è che Lunedì mattina la dottoressa che prenderà servizio in modo definitivo presso l’Azienda Usl di Frosinone venga assegnata nuovamente a Sora dallo stesso ente. In caso contrario il nostro reparto andrebbe in gravissima difficoltà e sarebbe costretto a tenere in considerazione l’ipotesi di sospensione del servizio. Sono ore di contatti frenetici e febbrili, tuttavia bisogna aggiungere che anche se Sora conservasse un suo medico pediatra il problema resterebbe irrisolto.

Da alcune indiscrezioni provenienti dai pochi ospedali della provincia rimasti aperti, vale a dire Sora, Frosinone, Cassino ed Alatri, apprendiamo infatti che i reparti di Pediatria sarebbero in grossa difficoltà per quel che concerne l’organico almeno in tre casi su quattro, se non addirittura in tutti e quattro i nocosomi. A quanto pare inoltre, ma questa voce non è ufficialmente confermata, non mancherebbero risorse umane in ambito aziendale da destinare ai suddetti reparti. Dunque il problema è grande e rischia di estendersi anche in altre unità operative dove persistono pericolosamente situazioni del genere. In due parole: si rischia il “cannibalismo”.

Supponiamo infatti che i quattro ospedali in questione siano persone che si trovano tutte insieme su un’isola deserta, ossia senza altri ospedali e soprattutto senza cibo, alias personale per i reparti. Aggiungiamo un fattore importante: le quattro persone hanno caratteristiche “fisiche” diverse. Frosinone è abbastanza robusta, Sora e Cassino più o meno si equivalgono, mentre Alatri è quella un po’ più magra. Se il cibo continua a mancare, prima o poi, la persona più magra verrà presa di mira dalle altre tre e cucinata arrosto. Metabolizzata Alatri, però, tornerà la fame. E a quel punto Sora e Cassino inizieranno una dura lotta tra di loro per la sopravvivenza. Chi l’avrà vinta passerà un breve ed apparente periodo di tranquillità e di concordia con Frosinone. Ci sarà pace per entrambe fino a quando avranno di nuovo fame. In questo caso vincerà Frosinone, perché più grande e robusta. Rimasta da sola, la stessa Frosinone avrà cibo per un bel pezzo. Ma prima o poi tornerà la fame e non ci sarà più nulla da mangiare.

Alatri non merita di chiudere e Sora non deve vivere sempre con la sensazione di essere sotto attacco. Cassino e Frosinone da sole non bastano. Ceccano, Ferentino, Isola del Liri, Anagni, Fiuggi, Pontecorvo, Atina, Arpino, ecc. sono state private del loro ospedale: È UNA VERGOGNA!

Lorenzo Mascolo – Sora24