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“Per quattro scemi che vanno a sciare bisogna fare tutto questo?” (di Lorenzo Mascolo)

Ogni volta che il compianto Peppino Barone, conosciutissimo fotografo ed ottico sorano scomparso nell’agosto del 2008, mi raccontava la storia del mai realizzato traforo Sora-Pescasseroli, lo faceva con molta rabbia, convinto che la città avesse perso una grande occasione. All’inizio degli anni ’60, infatti, in Comune si discuteva molto della galleria in questione, che avrebbe incrementato, secondo i favorevoli all’opera, il trafffico di turisti diretti nel Parco Nazionale d’Abruzzo per le vacanze estive o invernali.

Grazie al traforo, sempre secondo i “pro”, Sora avrebbe goduto di uno “spot” gratuito rappresentato dai tanti forestieri di passaggio. Il resto sarebbe dipeso dalla bravura di commercianti, albergatori e ristoratori. Ebbene, dopo una serie di estenuanti vicissitudini, un esponente istituzionale della nostra città, mise fine alla “c’mmeddia” con una frase tanto perentoria quanto sconvolgente: “Per quattro scemi che vanno a sciare bisogna fare tutto questo?”

In tale espressione maldestra sono contenuti gli ultimi cinquant’anni di una città arroccata su posizioni ridicole per quel che concerne il turismo. Che non si sviluppa per magia bensì attraverso l’opera lunga e coraggiosa di gente lungimirante e altruista, capace di vincere l’inerzia di una parte della città apatica, disillusa e sempre, dannatamente contraria.

La querelle sul traforo è più o meno uguale a quella più recente riguardante il Castello di S.Casto, nel senso che si leggono pareri favorevoli e contrari alla sua promozione turistica.

Per quel che riguarda i favorevoli, voglio subito sgomberare il campo da ogni dubbio: se si dovesse fare la strada sul versante Spinelle-S.Rocco sarei contento; nel caso, invece, venga scelta via Ravo, sarei contento due volte. Questo per spiegare definitivamente (spero) come la penso.

Quanto ai contrari, sempre contrari, ostinatamente contrari su tutto, in tutto e per tutto, per intenderci quelli che sono soliti cavarsela con la frase, tipicamente cervell-OFF, “Non sono questi i problemi di Sora”, vorrei tanto sapere quali sono le alternative che essi sono in grado di proporre alla città. In sostanza, se domani chiudesse la cartiera che faremmo? Potremmo dare un’alternativa lavorativa a 400 famiglie oppure dovremmo cacciarle da Sora?

Poniamoci anche queste domande ogni tanto, e se proprio non vogliamo offrire Rocca Sorella ai turisti perché dobbiamo godercela solo noi di Sora, almeno pensiamo a qualcos’altro che sia in grado di alimentare l’economia e permetterci di avere le spalle coperte in caso di chiusura. Allargare le braccia, dire “chess’è” e lasciar partire tanti altri Sorani, perché “bene io bene tutti”, è da egoisti.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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