Piancastagnaio accoglie il nuovo comandante della Stazione dei Carabinieri, si tratta del maresciallo Simone Lucente, originario di Sora. Il Comune rivolge il benvenuto anche al vice brigadiere Alessio Calignano, sottolineando il ruolo dell'Arma come presidio di sicurezza e vicinanza alla comunità.

PIANCASTAGNAIO – L’Amministrazione comunale di Piancastagnaio ha rivolto il proprio saluto istituzionale al nuovo comandante della Stazione dei Carabinieri, il maresciallo Simone Lucente, originario di Sora, esprimendo al tempo stesso un ringraziamento all’intero personale dell’Arma per il servizio quotidianamente svolto a tutela del territorio e della comunità.
Nel messaggio diffuso dal Comune viene sottolineato il ruolo che la Stazione dei Carabinieri ricopre in un centro montano come Piancastagnaio, dove la presenza dell’Arma rappresenta non solo un presidio di legalità, ma anche un punto di riferimento costante per i cittadini.
Il ruolo dei Carabinieri nella comunità
L’Amministrazione evidenzia come il lavoro dei militari si fondi sulla vicinanza al territorio e sulla conoscenza diretta delle persone e delle loro esigenze. Un’attività quotidiana svolta con discrezione e dedizione, che contribuisce a rafforzare il senso di sicurezza della popolazione.
Nel comunicato si sottolinea inoltre che la familiarità con il contesto locale e il rapporto costruito con i cittadini rappresentano elementi fondamentali per garantire un’efficace attività di prevenzione e di tutela della comunità.
Il benvenuto ai nuovi militari
Il Comune ha inoltre rimarcato il valore del rinnovamento all’interno della Stazione, considerandolo un elemento importante per assicurare continuità al servizio e rafforzare il legame tra le istituzioni e il territorio.
Contestualmente è stato rivolto un caloroso benvenuto anche al vice brigadiere Alessio Calignano, entrato a far parte della Stazione dei Carabinieri di Piancastagnaio. L’Amministrazione ha augurato ai due militari un proficuo lavoro, esprimendo la convinzione che troveranno una comunità pronta a riconoscere nell’Arma un punto di riferimento fondamentale per la vita civile.
