A Picinisco si è svolto un convegno dedicato ai formaggi a latte crudo e al futuro del Pecorino Dop di Picinisco. Esperti, istituzioni, Slow Food Italia, ONAF, Arsial e rappresentanti del settore hanno affrontato i temi della tutela della biodiversità, della sicurezza alimentare e dello sviluppo della pastorizia nella Valle di Comino.

PICINISCO – La tutela e la valorizzazione dei formaggi a latte crudo sono state al centro del convegno “La tradizione casearia italiana patrimonio culturale della cucina italiana: i formaggi a latte crudo da Slow Food Italia ai parametri sanitari vigenti”, organizzato nell’ambito delle iniziative dedicate al Pecorino Dop di Picinisco.
L’incontro, promosso in collaborazione con Arsial, Slow Food Italia, ONAF Italia e il Comune di Picinisco, ha riunito amministratori, tecnici, veterinari, rappresentanti del mondo agricolo e allevatori per approfondire le prospettive di sviluppo della produzione dei formaggi a pasta cruda e le norme che ne regolano la lavorazione.
Il valore del Pecorino Dop di Picinisco
Ad aprire i lavori sono stati il sindaco Marco Scappaticci e il presidente di Pastorizia in Festival, Antonio Mancini, che hanno richiamato il ruolo storico dei pastori e dei casari del territorio nella produzione del Pecorino Dop di Picinisco.
Nel corso dell’intervento è stato evidenziato il legame tra la qualità del formaggio, la biodiversità dei pascoli montani e la pratica del pascolo in quota, considerata determinante sia per le caratteristiche organolettiche del prodotto sia per la conservazione dell’equilibrio ambientale.
I progetti per sostenere la pastorizia
La commissaria della XIV Comunità Montana Valle di Comino, Aurora Aprile, portando i saluti dell’assessore regionale all’Agricoltura Giancarlo Righini e di Arsial, ha illustrato alcune iniziative a sostegno della pastorizia.
Tra queste figurano il progetto per la realizzazione di tre stazzi destinati al ricovero notturno dei pastori nell’area di Prato di Mezzo e la realizzazione di un caseificio, con l’obiettivo di consentire agli allevatori di trasformare direttamente il latte e incrementare il valore delle produzioni locali.
Tradizione, biodiversità e sicurezza alimentare
Sul valore culturale dei formaggi a latte crudo si sono soffermati anche Eleonora Di Palma, segretaria della delegazione di Roma dell’ONAF, ed Emanuele De Vittoris, dottore in Scienze Gastronomiche e rappresentante di Slow Food Italia.
Entrambi hanno sottolineato come la lavorazione a latte crudo rappresenti un elemento distintivo del patrimonio caseario italiano, strettamente collegato alla biodiversità, alle tradizioni locali e alle caratteristiche dei territori di produzione.
L’aspetto della sicurezza alimentare è stato invece affrontato dal medico veterinario della Asl di Salerno, Angelo Citro, che ha illustrato le procedure necessarie per garantire la salubrità dei prodotti realizzati con latte non pastorizzato.
Le richieste del settore
Nel corso del convegno sono intervenuti anche il presidente di Coldiretti Sora, Francesco Baldesarra, che ha richiamato l’attenzione sulla necessità di riconoscere adeguati indennizzi ai pastori, tutelare i pascoli di Picinisco e contrastare la contraffazione alimentare.
L’agronomo forestale Giuseppe Francazi ha invece evidenziato l’importanza di semplificare le procedure per le concessioni della fida pascolo, favorire la realizzazione di nuovi stazzi in quota e promuovere progetti intercomunali dedicati alla gestione dei pascoli montani.
Un saluto ai partecipanti è stato portato anche dal presidente uscente della Comunità del Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Antonio Di Santo.
L’iniziativa ha registrato una significativa partecipazione di pastori e allevatori, confermando l’interesse del comparto verso le prospettive di tutela e sviluppo della filiera del Pecorino Dop di Picinisco.
