20 giugno 2012 redazione@sora24.it
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Primi risultati dell’udienza penale per la Turbogas della Cartiera del Sole

Abbiamo assistito all’udienza del 12 Giugno scorso e sentito la breve deposizione di Maurizio D’Andria, che ci è sembrato aver cambiato strategia: più che rifarsi ai propri documenti e pareri, ha voluto lasciare la parola alle risultanze tecniche prodotte dai vari Enti e soggetti interessati alla vicenda, sentiti anch’essi in aula. Dopo l’intervento di D’Andria, infatti, hanno deposto i due periti nominati dalla Procura, che sostanzialmente hanno affermato che la Regione Lazio, anziché escludere la necessità di una Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A.) per l’installazione della Turbogas, avrebbe dovuto richiederla, come già fatto per la centrale a olio di palma della cartiera sita nel comune di Guarcino (di potenza minore rispetto a quella di Sora). Agguerrita anche la difesa degli imputati, che in questa prima fase del processo ha cercato di screditare il dott. D’Andria e i due periti di parte Procura, più che entrare direttamente nel merito delle accuse mosse dalla Procura stessa.

Per completezza d’informazione e delicatezza della materia, più che commentare quanto sentito in aula, vogliamo riportare alcuni passi significativi espressi dai due periti nella loro relazione svolta per la Procura (che lo stesso Maurizio D’Andria ci ha fornito), rimanendo inteso che altre opinioni di parte possono comunque trovare sul nostro giornale l’accoglienza dovuta.

I due periti, nel rispondere ai quesiti posti dal PM, nel loro documento hanno riportato i seguenti pareri:

  • “il progetto prevede la realizzazione di un impianto di cogenerazione… ricadente in una zona  di intensa urbanizzazione…” (pag. 9);
  • “dall’esame della documentazione acquisita risulta che per la potenza installata e dichiarata come riserva/riserva fredda (caldaia Monego 60 MW – E3) non vengono dettagliatamente specificate le condizioni di effettivo esercizio…” (pag. 25); “Pertanto in ragione che in A.I.A. viene prevista l’emissione continua anche del punto di emissione E3, corrispondente alla caldaia 3, si giunge alla conclusione che la potenza corrispondente a detta caldaia debba essere computata ai fini della determinazione della potenza termica complessiva installata nell’impianto in parola” (pag. 26);
  • la capacità produttiva pari a 266.000 t/a è equivalente ad una capacità produttiva giornaliera dell’impianto che oscilla tra le 729 t/g e le 887 t/g” (pag. 28);
  • “… i dati presentati dimostrano incontrovertibilmente che a livello locale, di area d’impianto, l’emissione di CO2 viene incrementata considerevolmente” (pag. 31);
  • “ … ritengo opportuno sottolineare come la modifica impiantistica introdotta non possa essere considerata come una modifica di modesta entità, ma anzi implichi un significativo incremento delle emissioni a livello locale per quanto riguarda il particolato (+ 52,8%) e il CO (+99,7%). Si ricorda che nell’area insistono insediamenti abitativi densamente popolati…” (pag. 31-32);
  • “… si riconosce la natura di modifica sostanziale rispetto al progetto autorizzato…” “… La Direttiva 97/11/CE che ha modificato la precedente Direttiva 85/337/CEE, prevede l’obbligo di effettuare una nuova verifica di compatibilità ambientale per le intervenute modifiche dell’opera… (pag. 32-33);
  • “E’ da evidenziare che l’art. 7, co. 2, D. Lgs 59/05, impone che le informazioni  o conclusioni pertinenti risultanti dall’applicazione della normativa in materia di V.I.A., devono essere necessariamente prese in considerazione in sede di rilascio dell’A.I.A.” (pag. 37);
  • “… per i procedimenti amministrativi per i quali alla data di entrata in vigore… si debbano concludere in conformità delle disposizioni di competenza in vigore all’epoca della presentazione dell’istanza; ciò vale anche per il D.P.C.M. 10.8.88, n. 377… il quale prevede che gli impianti termoelettrici con potenza elettrica complessiva superiore a 50 MW siano sottoposti alla procedura di V.I.A. di competenza del ministero dell’Ambiente” (pag. 40);
  • “la Determinazione regionale di pronuncia sull’esclusione delle opere dal procedimento di V.I.A. non appare sufficientemente motivata… Manca in sostanza, la dimostrazione di una vera e propria attività istruttoria” (pag. 42-43);
  • “Diversamente, la complessità delle questioni sottese alla realizzazione del progetto importino l’esigenza di una più ampia istruttoria, necessariamente l’Amministrazione rinvia il completo espletamento alla sua naturale sede procedimentale – la via  ordinaria (TAR Sicilia Palermo sez. I – 20.8.2007, n. 1959) (pag. 43);
  • “… ciò sarebbe sufficiente a far ritenere la nuova centrale nel suo complesso quale sostanziale modifica dell’esistente stabilimento industriale e del preesistente impianto termoelettrico” (pag. 44);
  • “… emissioni in atmosfera di sostanze inquinanti pericolose c.d. PM2,5, PM0,1 ritenute dagli esperti fortemente nocive per la salute pubblica per il loro alto grado di penetrabilità nelle vie respiratorie e nei polmoni,  la Regione Lazio si sarebbe potuta pronunciare diversamente, esprimendo parere negativo all’esclusione dalla procedura di V.I.A…. (pag. 46);
  • “Una diversa pronuncia regionale in tal senso, avrebbe anche dovuto valutare se la nuova centrale fosse da considerarsi modifica sostanziale dell’esistente Stabilimento industriale che essendo ricompreso nell’allegato A, lett. c, del D.P.R. 12/04/1996 è di per se assoggettato a procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi dell’art. 1, co. 3 dello stesso D.P.R. … che ai sensi dell’art. 4 paragrafo 1 della citata Direttiva 337/85 è anch’esso di per se impianto da sottoporsi all’obbligatoria valutazione di impatto ambientale di competenza Statale” (pag. 46-47);
  • “… appare piuttosto contraddittorio il comportamento della Regione Lazio….. riguardante la realizzazione nel comune di Guarcino (FR) di un impianto di cogenerazione … della potenza termica di 20 MW … la Regione con nota … ha determinato che il progetto venisse sottoposto alla V.I.A. ) (pag. 47);
  • …la Regione Lazio …. ai fini del calcolo della potenza elettrica complessiva… non sia stata computata la caldaia che il progetto prevede di mantenere in funzione di riserva spenta e comunque potenzialmente in grado di interagire e lavorare in parallelo con il nuovo impianto, in tal ultimo caso, accrescere la produzione di energia elettrica oltre il limite max di 45,1 MW” (pag. 47);
  • “Non è da escludersi che la realizzazione della nuova centrale,potendosi ricondurre finanche ad una modifica sostanziale dell’intero processo industriale, dovesse essere sottoposta a procedura di valutazione di impatto ambientale ai sensi…” (pag. 48);
  • “…la eventuale prescritta autorizzazione paesaggistica, non può essere acquisita attraverso un nullaosta paesaggistico ottenuto prima e al di fuori della rituale procedura di V.I.A….” (pag. 48);
  • “I provvedimenti di autorizzazione o approvazione adottati senza la previa valutazione di impatto ambientale, ove prescritta, sono nulli….. (o)… sono annullabili per violazione di legge” (pag. 48);
  • “.. ed anche il successivo Permesso di costruire rilasciato, potrebbero essere annullati in sede giurisdizionale o di autotutela di autorizzazioni o permessi rilasciati…” (pag. 49);
  • “In linea con quanto supposto…il su richiamato Permesso di costruire potrebbe risultare fortemente viziato sotto il profilo della legittimità in quanto rilasciato in assenza della procedura di V.I.A….” (pag. 53);
  • “… fatta eccezione per una più puntuale applicazione delle disposizioni in materia di V.I.A. che avrebbe dovuto … indurre la Regione Lazio ad una diversa determinazione rispetto a quella assunta di escludere dalla procedura di V.I.A. il complesso dell’impianto della nuova centrale della soc. Burgo Group” (pag. 55);
  • “… la Regione Lazio avrebbe ben potuto determinare di assoggettare il progetto alla procedura di V.I.A…. essendo l’impianto industriale ricompreso sia nell’allegato A, lett. c) del D.P.R. del 12/04/1996 che nell’allegato I della Direttiva 337/85… per i quali la richiamata normativa prevede la sottomissione obbligatoria alla procedura di V.I.A.”  (pag. 56);
  • “Infine, come già riferito, tale supposta non corretta applicazione della normativa in materia di V.I.A., ben può riverberarsi sia sull’autorizzazione paesaggistica acquisita che sul Permesso di costruire rilasciato, nonché sulla procedura in corso dell’Autorizzazione Integrata Ambientale (A.I.A.), posto che l’art. 7, co. 2, D.Lgs 59/05, impone che le informazioni o conclusioni pertinenti risultati dall’applicazione della normativa in materia di V.I.A., devono essere necessariamente prese in considerazione in sede di rilascio dell’A.I.A.” (pag. 57).

Marco Tari Capone – Sora24

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