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Progetto SoraOPEN: 142.000 Euro per cosa? 13 domande all’Amministrazione comunale (di Marco Tari Capone)

Cari lettori, dopo svariate richieste rivolte al Sindaco Ernesto Tersigni, finalmente ieri il Comune di Sora ha pubblicato sul proprio sito web il Progetto SoraOPEN (clicca qui per scaricarlo in PDF). Forse il nome non vi dirà niente, ma ci eravamo già occupati dell’iniziativa il 18/11/2012, con un articolo che sollevò diverse polemiche (clicca qui per leggerlo).

Riepiloghiamo la vicenda: il Comune di Sora, con delibera della giunta comunale del 13/11/2012, partecipa con un progetto, denominato SoraOPEN, ad un finanziamento del Fondo FERS (Fondo Europeo di Sviluppo Regionale) 2007/2013 stanziato dall’Unione Europea. Il Comune chiede 180.000 Euro ed in data 22/04/2013 la Filas (Finanziaria Laziale di Sviluppo) gli comunica che il finanziamento è stato ammesso per 142.175 Euro.

Ottima notizia! In un periodo di vacche magre, tanti bei soldini che arrivano anche a Sora per poter fare qualcosa di buono! Così avevo pensato, ma avendo avuto (finalmente) la possibilità di leggere tutto il Progetto nel dettaglio, devo dire che non ho proprio capito quale ne sia l’utilità per noi Cittadini. Probabilmente sarà colpa di mie deficienze, comunque vi invito a cliccare sul link per scaricare il documento e dirmi cosa anche voi ne pensiate.

Da parte mia ho solo alcune domande, che rivolgo a chi lo ha approvato:

  • Ernesto Tersigni (Sindaco)
  • Vittorio Di Carlo (Vice Sindaco)
  • Agostino Di Pucchio (Assessore)
  • Maria Paoloa D’Orazio (Assessore)

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Il progetto prevede la realizzazione di un database consultabile tramite un’APP (applicazione) da installare sul proprio telefono cellulare (solo se di ultima generazione, ovviamente). Tramite quest’APP, tra meno di 11 mesi potremmo avere accesso ai seguenti dati:

  1. elenco passi carrabili
  2. numeri civici e toponomastica
  3. illuminazione pubblica
  4. cartellonistica
  5. segnaletica verticale
  6. attività culturali: carnevale e inforata
  7. Museo della Media Valle del Liri (catalogazione dei reperti presenti nel museo con foto e descrizione)
  8. servizi bibliografici (catalogazione dei testi raggruppati per tipologia e anno)

Parte dei dati (si legge nel documento) è già in possesso da parte del Comune di Sora, per gli altri saranno necessari dei rilievi in loco. Il Progetto specifica più volte che “tutti i rilievi saranno effettuati con telecamere GPS, che permetteranno la localizzazione dei punti interessati”.

La mia prima domanda è questa: ma veramente pensate che a qualcuno possa interessare di conoscere quali siano i passi carrabili più vicini o i numeri civici delle strade che lo circondano o dove sono dislocati i pali della luce, la cartellonistica o i segnali stradali? Veramente?!

La mia seconda domanda è: quali dati sono stati richiesti al comitato del Carnevale e all’Associazione Il Torrione (suppongo in merito al punto 6 “attività culturali: carnevale e infiorata”)? Spero non siano l’indirizzo della sede, telefono, fax ed email, perché per conoscere questi dati non serve certo un’APP.

La mia terza domanda: chi si occuperà della catalogazione dei reperti presenti nel museo con foto e descrizione? Dal progetto non si evince nessuna figura atta a questo compito (e non penso si possa fare con una telecamera GPS), a meno che i dati non siano già in possesso del Comune. In questo secondo caso non sarebbe più facile, utile ed economico pubblicarli sul sito web comunale, di modo da rendere le informazioni più accessibili rispetto a quanto si possa fare con un’APP?

La mia quarta domanda: quando si parla di servizi bibliografici (punto 8) a cosa ci si riferisce, a quali testi? Anche in questo caso, non sarebbe più facile, utile ed economico pubblicarli sul sito web comunale o su un terminale accessibile al pubblico in Biblioteca?

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Nel progetto si scrive: “Raccolti i dati, saranno realizzate APP (applicazioni) disponibili per i più diffusi sistemi operativi mobili (Android, Windows, iPhone), che permetteranno da una parte l’interrogazione dei dati e l’invio di segnalazioni e dall’altra una ulteriore popolazione dei dataset. Sorgeranno così forme di collaborazione e scambio di idee ed esigenze comuni tra i cittadini, che potranno così inviare: segnalazioni di situazioni rilevate sul proprio territorio che necessitino di interventi da parte delle istituzioni, riconducibili a casi di incuria, degrado o più in generale scarso senso civico o di mancati controlli da parte di chi di dovere; risposte all’istituzione su precise tematiche quali quelle sulla percezione sulla qualità dei servizi fruiti; partecipazione a sondaggi di opinione o di orientamento su argomenti di interesse comune”.

La mia quinta domanda: cosa centrano i passi carrabili, numeri civici, ecc. ecc. con l’invio di segnalazioni o sondaggi di opinione? Per questo non esiste già l’URP con un numero verde gratuito? E perché non si utilizza per segnalazioni e sondaggi il sito web comunale? Prima almeno il vecchio sito prevedeva la possibilità di inviare delle segnalazioni, perché il nuovo sito no?

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Passiamo adesso alla parte economica del progetto: il Comune specifica che tutti i 180.000 Euro inizialmente richiesti (la Filas ne darà solo 142.175) andranno a consulenti esterni (in totale 5 persone), in quanto all’interno dell’Ente non vi sono figure professionali con adeguate competenze in materia di: archiviazione documentale; normalizzazione dei dati; database open. Neanche un euro, invece, viene chiesto per macchinari, attrezzature tecnologiche, hardware e software. Vengono però chiesti 10.000 Euro per lo studio del logo dell’APP e 2.000 Euro per la sua registrazione (tutti costi questi ultimi che sono stati depennati dalla Filas in sede di approvazione del finanziamento). Quindi, nel dettaglio si chiedono 14.000 Euro + IVA per lo studio di fattibilità e progettazione tecnica ed economica-finanziaria (da destinare ai consulenti esterni) e se ne ottengono dalla Filas 10.000 + IVA; si chiedono 122.760 Euro + IVA per la realizzazione dell’APP (sempre per consulenti esterni) e se ne ottengono 107.500. La voce più grossa tra i costi di produzione dell’APP è quella destinata ai tre operatori terminali video (sempre consulenti esterni), che si occuperanno della ricerca e inserimento dei dati: 75.000 Euro + IVA, ossia 25.000 Euro + IVA a testa per un impegno di nove mesi di lavoro.

La mia sesta domanda è questa: capisco che per strutturare un database e realizzare un’APP servano competenze tecniche specifiche, ma una volta fatto questo, è possibile che nessun impiegato comunale sappia inserire dei dati al computer?

La mia settima domanda: perché non sono stati chiesti soldi per macchinari, hardware e software? Penso che almeno la telecamera GPS poteva essere chiesta o il costo di un server web per l’hosting del database sia legittimo.

La mia ottava domanda: vi pare possibile chiedere 10.000 Euro + IVA per lo studio del marchio? Un’iconcina di un’APP pensate possa mai valere tanto? E che esigenza c’è di registrare all’Ufficio Brevetti il marchio “SoraOPEN”? Non mi sembra che qualcuno possa avere qualche interesse a copiarlo e poi la registrazione di un marchio direttamente all’Ufficio Brevetti e Marchi costa solo poche centinaia di Euro e non certo 2.000 + IVA.

La mia nona domanda: pensate sia giusto pagare 25.000 Euro + IVA a testa i tre consulenti esterni chiamati a fare in nove mesi un lavoro (ricerca e inserimento dati) che potrebbe fare chiunque (non serve certo un laureato per usare una telecamera e inserire dei dati al computer)? Non mi meraviglio che le casse comunali siano vuote, se questo è il modo in cui si amministra il denaro pubblico che noi contribuenti versiamo.

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Ultima cosa è concludo: mi vorrei soffermare su come è stato scritto il Progetto. Veniva richiesto dalla Filas di spiegare nel punto 4.3 “Originalità, creatività, sostenibilità” e nel punto 4.4 “Usabilità e potenziale di adozione” la bontà dell’opera. Da qual che leggo, non mi sembra che questi due punti siano stati trattati in maniera esauriente.

La mia decima domanda è questa: ritenete che un’APP per smartphone con passi carrabili, numeri civici, lampioni, ecc. ecc. sia un’idea originale e creativa? Qualunque cosa inutile è originale, perché nessuno mai la produrrebbe.

La mia undicesima domanda: ritenete la cosa sostenibile? Nel senso che, una volta realizzata l’APP, chi si occuperà di aggiornarne costantemente i dati? Chi adeguerà il codice dell’APP con l’evoluzione degli smartphone? Insomma, avete preventivato quale sarà il costo di gestione? Spero non siano altri 25.000 Euro + IVA l’anno per ogni incaricato dell’inserimento dati.

La mia dodicesima domanda: pensate che un’APP possa essere più usabile di un sito web e perché? Quante persone su 26.542 abitanti secondo voi scaricherà quest’APP? Quante invece visitano giornalmente il sito web del Comune?

La mia tredicesima ed ultima domanda: per la stesura del Progetto presentato vi siete rivolti a consulenti esterni o a personale del Comune? E’ possibile sapere nome e cognome di chi lo ha scritto ed eventualmente anche quanto è stato pagato per questo?

Tredici domande sono tante, ma sono certo che avremo una risposta dai nostri Amministratori comunali. Cosa mi rende così fiducioso? Ho letto nel documento del Progetto SoraOPEN questo passo, che mi è piaciuto molto: “l’Ente promuove la partecipazione democratica dei cittadini negli enti locali, favorisce esperienze attraverso le quali i cittadini possono informarsi, esprimere le proprie opinioni per confrontarle con quelle degli altri… La partecipazione democratica permette di conoscere in maniera più approfondita le Istituzioni, di verificare come nascono e si sviluppano le proposte discusse a livello politico… Il progetto permetterà ai cittadini di essere protagonisti della vita delle Istituzioni, diventando essi stessi fonte da cui altri cittadini possano attingere”.

Marco Tari Capone – Sora24

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