giovedì 6 dicembre 2012

Quando a Sora i funerali saranno più delle nascite…(di Lorenzo Mascolo)

Perché l’Ospedale SS.Trinità di Sora non può essere Dea di 2° livello? Perché tale risorsa spetta al capoluogo di Provincia.

Perché sempre il nosocomio sorano non può avere il reparto di Neonatologia (rischiando di perdere anche quello di ostetricia e quindi impedendo ai SORANI di nascere a SORA)? Perché l’ospedale più attrezzato spetta al capoluogo di Provincia.

Perché il Commissariato di Sora non può essere Questura? Perché quest’ultima spetta al capoluogo di Provincia.

Perché le autostrade del Sole e dei Parchi non passano per Sora? Perché nella loro progettazione si è tenuto conto delle distanze tra i capoluoghi di Provincia e di Regione.

Perché a Sora il tribunale chiuderà? Perché Sora non è capoluogo di Provincia.

Perché i Comuni di Sora e Isola del Liri non sono uniti in unico ente? Perché nel giorno di Natale del 1927 l’allora prefetto della neonata provincia della quale siamo ancora ospiti respinse la richiesta di aggregazione dei due Comuni definendola inopportuna e sconveniente. Già, sconveniente; ma certamente non per Sora e Isola, in quanto la loro unione avrebbe creato un Comune di 30 mila abitanti (Sora 20 mila + Isola 10 mila) contro i 17 mila dell’allora (ed attuale) capoluogo di Provincia.

Chi ama Sora si pone domande come queste e, dopo aver risposto, si danna l’anima per cercare di togliere la città dall’isolamento. Chi invece prova sentimenti tiepidi o addirittura nulli nei confronti di questo fiume, di queste montagne, di questa gente, non ha problemi nel vendere la pelle della città in cambio di un incarico da qualche migliaio di euro o per la propria carriera politica. Per questa categoria di persone, infatti, la grandezza di Sora viene dopo quella personale.

Chi ama Sora sa bene che con il Riordino delle Province, primo passo verso l’abolizione totale delle stesse, nel tempo la città avrebbe nuove opportunità di crescita NON MONITORATE. Sora deve ancora presentare il conto per ingiustizie gravissime perpetrate ai suoi danni da un Regime che si comportò in un modo politicamente infame nei suoi confronti. Sede vescovile da 1500 anni; Capitale per 350 anni del suo Stato preunitario, il Ducato di Sora; uno dei cinque capoluoghi della Provincia di Terra di Lavoro per due secoli: un peso politico plurisecolare annientato in modo scorretto e subdolo.

Chi ama Sora, infine, deve preoccuparsi di programmare e costruire l’unica alternativa possibile, nel tragico caso in cui il decreto di Patroni-Griffi non dovesse trasformarsi in realtà: il Comune di Sora-Isola del Liri. I censimenti del resto parlano chiaro: qui c’è crescita zero da 50 anni; le scuole stanno chiudendo in Valle di Comino e chiuderanno anche a Sora; i più giovani continueranno ad emigrare; gli anziani aumenteranno e diventeranno la maggioranza; poi, però, moriranno progressivamente. E le ultime pensioni che muovono quel poco di economia che resta, finiranno. A quel punto, quando a Sora i funerali saranno più delle nascite, ciò che il nostro boia del ’27 disse in un discorso del 1939 a Reggio Calabria diventerà realtà: “Quando questi popoli, saranno ridotti ad un mucchio miserabile di vecchiardi, essi piegheranno senza fiato sotto la sferza di un giovane padrone”. Quel giorno, non deve arrivare. MAI.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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