mercoledì 6 maggio 2015

Relazione clandestina diventa estorsione, coinvolto un consigliere comunale di Sora

Si presenterà in aula il prossimo 15 settembre il consigliere comunale di Sora coinvolto in una presunta tentata estorsione ad un direttore di banca. Di seguito la ricostruzione della vicenda nell’articolo del 6 maggio 2015, a firma di Francesca Di Nora, pubblicato sul Quotidiano Ciociaria Editoriale Oggi.

«È accusato di tentata estorsione ai danni del direttore di una banca per ottantamila euro. Un reato commesso nel 2007 da un imprenditore, oggi consigliere comunale di Sora e imputato in un processo tuttora in corso davanti al giudice unico del tribunale di Cassino, Olga Manuel. Un procedimento che volge ormai alle battute finali, dopo che ieri sono stati sentiti cinque testimoni della difesa: la moglie, la cognata, un collega di lavoro dell’imputato, un amico di famiglia e il cassiere della banca che era in servizio insieme al direttore e a un’altra dipendente presso quella filiale di Sora.

La moglie dell’imprenditore ha chiarito come, dopo aver ricevuto costanti attenzioni dal direttore, oggi parte civile nel processo penale con l’avvocato Massimiliano Contucci, attraverso agevolazioni nello svolgimento delle incombenze in banca, dove la donna, all’epoca dei fatti commerciante, era correntista, aveva effettivamente avuto una relazione sentimentale con la presunta parte offesa.

La testimone ha anche raccontato che consegnava direttamente al direttore i soldi dei versamenti e che, a distanza di tempo, avrebbe rilevato un ammanco sul suo conto corrente. Quando il marito era venuto a conoscenza del rapporto sentimentale “ clandestino ”, la donna avrebbe confessato e insieme avrebbero cercato di trovare una soluzione. Ma i testimoni che sono seguiti, tutti con un legame affettivo con l’imputato, avevano appreso direttamente dal consigliere della situazione esistente con la moglie e della volontà dell’uomo di avere un confronto con la parte civile. Un intento dal quale amici e parenti avrebbero cercato di dissuaderlo.

Eppure quegli incontri tra direttore e imputati ci sarebbero stati eccome. Secondo la pubblica accusa sarebbero stati tre e rivolti ad ottenere la somma di ottantamila euro dall’imputato. Anche se questa richiesta sarebbe stata registrata dalla presunta parte offesa che ha denunciato l’accaduto ai carabinieri. Nella prossima udienza, fissata al 15 settembre, il giudice ha annunciato l’intenzione di sentire il consigliere comunale di Sora e di procedere con la discussione per la pronuncia della sentenza».

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