Il segretario provinciale Luigi Pede esprime la contrarietà di Rifondazione Comunista agli investimenti militari previsti nel territorio di Frosinone.

FROSINONE – La Federazione provinciale del Partito della Rifondazione Comunista esprime contrarietà agli investimenti destinati all’industria militare nel territorio. La posizione è contenuta in una nota firmata dal segretario provinciale Luigi Pede, che richiama in particolare il progetto riguardante lo stabilimento Propellenti di Fontana Liri.
Secondo Pede, l’ipotesi di rilanciare la produzione di nitrocellulosa e nitroglicerina attraverso un investimento dell’Agenzia Industrie Difesa si inserirebbe in un processo di progressiva riconversione di una parte del sistema produttivo provinciale verso il comparto militare.
I progetti citati nella nota
Il segretario provinciale richiama anche il progetto di KNDS ad Anagni e le indiscrezioni relative a un possibile cambiamento delle produzioni nello stabilimento Stellantis di Cassino.
Per Rifondazione Comunista, tali iniziative devono essere valutate nel contesto internazionale segnato dall’aumento delle tensioni e delle spese militari. Il partito considera questa prospettiva industriale «inutile e dannosa», soprattutto alla luce delle condizioni ambientali della provincia.
Le criticità ambientali di Fontana Liri
La nota richiama le alterazioni rilevate nell’area dello stabilimento di Fontana Liri, dove vecchie vasche utilizzate per lo stoccaggio di olio combustibile avrebbero determinato il superamento delle concentrazioni soglia di contaminazione previste dalla normativa.
Luigi Pede cita inoltre la situazione della Valle del Sacco e la presenza, nei poli industriali di Anagni e Colleferro, di aziende classificate come stabilimenti a rischio di incidente rilevante.
La posizione di Luigi Pede
«Siamo contrari a investimenti di questo tipo, a maggior ragione in un territorio già provato da crisi ambientali sistemiche», afferma il segretario provinciale.
La nota si conclude con una domanda rivolta alle istituzioni: «Davvero si deve sottostare al ricatto del lavoro a scapito della salute dei cittadini?». Pede chiede quindi che ogni scelta industriale tenga conto delle possibili conseguenze sulla popolazione e sull’ambiente.
