mercoledì 24 giugno 2015

Sora, “Faone” di san Giovanni: perché si fa e perché piace sempre di più [FOTO-ALBUM]

«Perché fate il falò a Sora?». La domanda mi è stata posta ieri sera da un giovane “sorano dell’est”, uno dei tanti ragazzi che vivono qui da anni e che oramai parlano bene anche il nostro dialetto. Francamente ho provato a dare una risposta sommaria, affermando che il Faone rappresenta una specie di purificazione, un nuovo inizio. Diciamo che non sono andato molto lontano dal centrare l’obiettivo, anche se devo ammettere che l’iniziativa ha un significato ben più ampio.

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Tra le varie definizioni disponibili sui libri ed in rete, difatti, si legge: «Quello dell’accensione dei falò al solstizio d’estate è un rito magico legato alla fertilità della terra, degli animali, degli uomini, ma anche un rito di purificazione e dunque di protezione». In sintesi, parliamo di una specie di capodanno a metà anno.

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Che si tratti di fertilità o altro, comunque, poco importa: ciò che conta è la passione con cui viene organizzata la festa, puntualmente premiata da una grande partecipazione popolare. Osservando le immagini, difatti, si riscontra chiaramente che la notte del Faone e la Festa di San Giovanni stanno diventando eventi di grande richiamo. Ieri sera, parlando di numeri, erano presenti poco meno di 5 mila persone.

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«Non è niente di speciale, direbbe Manfredi, è roba del paese nostro», eppure funziona molto bene. Il meccanismo è semplicissimo: un gruppo di ragazzi ogni anno scende volontariamente nel Liri con il semplice intento di dare una mano affinché la manifestazione possa svolgersi nel migliore dei modi. Si lavora, si scherza e si vince la sete con un bel bicchiere di birra fresca, stop.

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I protagonisti, fatta eccezione per il classico zoccolo duro che porta avanti la manifestazione, variano ogni anno a seconda delle esigenze e degli impegni familiari e lavorativi di tutti. Ciononostante, gli osservatori più attenti avranno certamente notato che il falò migliora sistematicamente: da tre anni a questa parte, difatti, la qualità del grande fuoco è aumentata notevolmente, sia a livello scenografico che nella disposizione del materiale da bruciare.

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Non è tutto: ieri sera, per la seconda volta, c’è stato anche il contributo dei ragazzi della Curva Nord Roberto Longo, che hanno inaugurato la serata con una bellissima torciata come si usa fare nelle partite di cartello, forse ancora più bella di quella del 2013, quando, con l’esposizione dello striscione “Sora è la mia vita, non solo alla partita”, esordirono ufficialmente nel contesto del Faone, sottolineando che il sentimento di appartenenza a questa città non finisce sui gradoni di una curva ma si vive sette giorni su sette ed in ogni ambito. Oltre all’accensione delle torce, i ragazzi hanno anche esposto il drappo centrale della fantastica coreografia presentata nell’ultimo Sora-Isola Liri allo Stadio Tomei.

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Terminato il rito del Faone, la festa è andata avanti con gli artisti di strada (che si erano già esibiti prima del fuoco) e l’ormai tradizionale Skanceglie Festival, dedicato alla musica ska, nella piazza Cesare Baronio. Tutto intorno, famiglie sedute ai tavoli, allegria e tanta serenità.

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Come vedete, non abbiamo scritto niente di trascendentale, al contrario abbiamo descritto una festa semplice, familiare. Forse è per questo che piace così tanto. Questa sera, in concomitanza con il giorno di San Giovanni Battista, seconda e ultima serata di festeggiamenti in Piazza Cesare Baronio e Lungoliri Rosati.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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