Rifondazione Comunista interviene sulla richiesta di uscita di Sora dal perimetro del Consorzio di Bonifica, richiamando le competenze regionali e criticando lo scontro politico.

SORA – Il dibattito sulla Conca di Sora e sulla richiesta di uscita dal perimetro di contribuenza del Consorzio di Bonifica continua ad alimentare il confronto politico. A intervenire è il Circolo Intercomunale “Antonio Gramsci” di Sora e Zona Est Fr del Partito della Rifondazione Comunista, che prende posizione dopo il voto del Consiglio comunale sulla petizione sottoscritta da 779 cittadini. La petizione e la successiva deliberazione dell’assemblea cittadina risultano confermate anche dalle cronache della seduta del 23 settembre.
Il nodo delle competenze
Secondo Rifondazione Comunista, è necessario distinguere il sostegno politico alla richiesta dei cittadini dagli effetti giuridici della deliberazione. Il partito osserva che il Comune di Sora può avanzare e sostenere la richiesta di modifica del perimetro, ma non può disporre autonomamente la fuoriuscita.
Un aspetto che, durante il Consiglio comunale, era stato chiarito anche dal sindaco Luca Di Stefano, precisando che il voto dell’Aula non avrebbe determinato automaticamente l’uscita di Sora e che la decisione sulla modifica del perimetro resta in capo alla Regione Lazio.
I precedenti degli altri Comuni
Nel documento, il PRC richiama inoltre i casi di Arce, Atina, Colfelice e San Biagio Saracinisco, Comuni che in passato avevano deliberato richieste di uscita dal perimetro di contribuenza.
Il precedente trova riscontro anche in un atto parlamentare del 2022, nel quale venivano citate le deliberazioni dei quattro Comuni e la mancata risposta, fino a quel momento, della Regione Lazio. Nel luglio 2023 la vicenda di Arce è stata inoltre affrontata in un’audizione della XII Commissione del Consiglio regionale del Lazio, dedicata proprio alla richiesta di recesso dal perimetro di contribuenza.
Le critiche politiche del PRC
Su questa base, Rifondazione Comunista ritiene legittimo sostenere le istanze avanzate dai cittadini, ma chiede che vengano chiariti con precisione i limiti e le competenze dell’amministrazione comunale, evitando, secondo il partito, di attribuire alla deliberazione effetti che da sola non può produrre.
Il comunicato propone poi una lettura più propriamente politica della vicenda. Il PRC ipotizza che dietro il confronto sul Consorzio possano esserci anche tensioni interne al centrodestra regionale e provinciale, richiamando le differenti posizioni emerse sulla questione. Si tratta di una valutazione politica del partito, che arriva dopo il confronto tra l’amministrazione sorana e l’assessore regionale Giancarlo Righini, contrario all’iniziativa del Consiglio comunale.
L’appello sulla gestione della città
Nella parte conclusiva della nota, il Circolo “Antonio Gramsci” allarga il ragionamento alla situazione politica cittadina, chiedendo che Sora non diventi terreno di contrapposizioni legate a correnti di partito o ambizioni personali.
Per Rifondazione Comunista, il confronto sulla Conca di Sora dovrebbe quindi concentrarsi sugli interessi dei cittadini e sulle soluzioni concretamente percorribili nelle sedi istituzionali competenti, mantenendo distinto il piano amministrativo da quello della contrapposizione politica.
