domenica 13 maggio 2012

Sorani, innamoriamoci ancora… (di Lorenzo Mascolo)

La riforma dei campionati professionistici è vicinissima e sancirà la sparizione della Seconda Divisione (ex C2) per far spazio ad un’unica Serie C con tre gironi da venti squadre. Non sappiamo se tutto ciò accadrà già nella prossima estate oppure a partire dalla stagione 2013/14: sta di fatto che questo sarà il futuro del calcio italiano. In tale contesto, il titolo di Serie D del Sora, salvato sul campo del Budoni con un goal del guerriero volsco Peppino Bellucci, diventa qualcosa di ancor più prezioso, soprattutto perché la stragrande maggioranza delle squadre italiane che possono vantare una posizione nel calcio che conta non hanno, al tempo stesso, un pubblico numeroso e fedele come quello sorano.

Certamente, osservando i dati dei botteghini del Tomei relativamente alla stagione appena conclusa, sarebbe logico affermare l’esatto contrario. Ma lo stupefacente calo di presenze allo stadio registrato quest’anno è da attribuire, per quel che mi riguarda, ad una serie di fattori extracalcistici. Quali? Personalmente, avendo ascoltato tutte le campane e volendo un gran bene a tutti i miei “fratelli di tifo”, posso solo dire che essi nascono da una catena di pensieri, frasi, illazioni gratuite ed infelici che hanno compromesso l’armonia tra società, tifosi, squadra e sindaco.
Tuttavia ritengo che nulla sia perduto, poiché ciò che conta e fa la differenza, per quel che concerne il presente senza scomodare il passato, sono le duemila unità recatesi di domenica mattina al Flaminio di Roma per una ridicola partita di Eccellenza Laziale. Dunque, i tifosi del Sora ci sono eccome, tanti, tantissimi come sempre.

<<Sarebbe bellissimo ricostituire un nuovo comitato, l’esperienza più bella che io abbia mai vissuto>> ha affermato ieri pomeriggio Michele Sergnese in un accorato colloquio tenuto negli spogliatoi del “sacro tempio”, alla presenza del sottoscritto.
Sono d’accordo: effettivamente la stagione della salvezza in Eccellenza (2009/10) è stata la più bella e toccante degli ultimi vent’anni. Ma, anche se la sostanza dovesse cambiare, ossia se non fosse più possibile coinvolgere nuovamente tifosi ed appassionati nella gestione della società, sarebbe fondamentale rinnovare lo spirito di quei mesi, durante i quali tutti cercavano di fornire un contributo alla causa bianconera.

Concludendo, dunque, credo che abbiamo bisogno solo di parlarci, chiarirci, abbracciarci. Per poi innamorarci ancora.

Finché vivrò, sosterrò il mio Sora

Lorenzo Mascolo – Sora24

httpv://youtu.be/dB3cWqQUNGE

Commenti

wpDiscuz
Menu