4 marzo 2012 redazione@sora24.it
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Tersigni e Geppetto (di Lorenzo Mascolo)

Supponiamo che la riunione di maggioranza prevista per Lunedì 05 marzo, indetta per risolvere la crisi di governo scoppiata Giovedì scorso dopo l’elezione del nuovo CdA della Ambiente SpA, si concluda con una fumata nera. Immaginiamo, poi, che, prima di richiamare i Sorani alle urne, Tersigni si rechi sulla sponda opposta del Liri per verificare l’eventualità di coinvolgere nell’amministrazione volsca i consiglieri di minoranza “distefaniani”.

Orbene, nel caso in cui proprio il guado del fiume da parte del sindaco si traducesse nel confezionamento di una nuova maggioranza, composta dalle forze politiche che hanno totalizzato più o meno quindicimila voti in occasione dell’ultimo ballottaggio, la città di Sora si ritroverebbe incredibilmente tra le mani due “pass”, uno per la Camera ed uno per il Senato. Non solo: parlando onestamente, senza mezzi termini e senza nulla togliere ai novizi dell’attuale maggioranza comunale sorana, si può affermare che l’esperienza indiscutibile dei consiglieri Ascione, Baratta e Corona, ma anche la freschezza di Caschera e Petricca, farebbero gola a qualsiasi sindaco intenzionato ad iniettare un pò di cemento nelle traballanti mura della sua amministrazione.

Detto ciò, sembra quasi che la soluzione alla crisi sia a portata di mano. C’è un però ed è rappresentato ovviamente da Enzo Di Stefano. Costui si è sempre sentito il “Geppetto”, nel senso più affettuoso del termine, sia chiaro a tutti, di tanti personaggi che oggi gravitano nel contesto politico ed amministrativo di Sora. Questi ultimi però (volendo contunare a giocare con il capolavoro di Collodi), una volta trasformatisi in bambini veri lo hanno abbandonato, ritenendolo (a ragione) colpevole di essere indisposto ad accettare il fatto che essi erano oramai diventati carne ed ossa, quindi liberi di compiere le proprie scelte e soprattutto aspirare a ricoprire ruoli politici sempre più importanti, senza chiedere il permesso al loro papà.
Gli strascichi di tale abbandono rappresentano ancora oggi l’unico vero motivo dell’isolamento politico ed istituzionale di Sora, prodotto dai risultati nefasti delle regionali 2005 e delle politiche 2006. Pertanto, se Di Stefano capirà (ci crediamo poco) che un accordo politico e programmatico tra i suoi fedelissimi nei secoli e Tersigni, anche se la crisi dovesse rientrare, rappresenterà l’ultima sua possibilità per tentare di entrare a Palazzo Madama (o Chigi), bene.
In caso contrario, dimostrandosi un Geppetto vendicativo in barba agli insegnamenti di Collodi, ovvero confermando la sua brama di monopolio nonché la volontà di distruggere Tersigni e tutti coloro che lo hanno abbandonato, condannerà ancora una volta la sua amata Sora all’oblìo.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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