lunedì 4 luglio 2011

Un nuovo Direttore Generale al Comune di Sora

È notizia di questi giorni, come anche riportato dall’opposizione interna al consiglio, che ci sia una nuova figura professionale che si aggira all’interno del Comune di Sora e che da disposizioni a dirigenti e dipendenti dei diversi uffici e settori.

Il sindaco non ha dato comunicazioni in merito, ma le mansioni che ci sono state descritte sembrano essere quelle del Direttore Generale o City Manager, previsto dall’Art. 108 del TUEL e già indicato nel programma elettorale del Sindaco Tersigni. L’art. 108 prevede, infatti, che il Sindaco di Comuni con popolazione superiore a 15.000 abitanti possa nominare, previa deliberazione della giunta, un direttore generale, al di fuori della dotazione organica e con contratto a tempo determinato.

Il direttore generale provvede “ad attuare gli indirizzi e gli obiettivi stabiliti dagli organi di governo dell’ente, secondo le direttive impartite dal sindaco e sovrintende alla gestione dell’ente perseguendo livelli ottimali di efficacia ed efficienza” (art. 108 TUEL, primo comma). Il City Manager, insomma, ha compiti di cerniera rispetto all’apparato politico, realizzando la traduzione degli obiettivi politici in strategie gestionali (a partire dalle risorse esistenti e piegandole alle concrete potenzialità produttive), con conseguente coordinamento delle attività dei vertici dirigenziali (stabilendo i tempi, le priorità, quando e come concentrare gli sforzi verso un certo risultato, anche abbandonando altri progetti e/o rideterminandone le scadenze, ecc.). Ma non è un responsabile dell’apparato amministrativo, e dovrebbe essere solamente un raccordo tra vertice politico ed amministrativo. Il suo ruolo, inoltre, dovrebbe essere legato esclusivamente a requisiti professionali piuttosto che a caratteristiche di appartenenza politica.

Un aspetto forse anche più importante è che la giurisprudenza sul tema del City Manager richiede la verifica della “sussistenza di un oggettivo rapporto di congruità tra le qualità soggettive degli individui prescelti e lo specifico contesto organizzativo e funzionale dell’ente in rapporto di continuità con i regolamenti sull’ordinamento degli uffici e dei servizi, il piano esecutivo di gestione e gli altri atti esecutivi della giunta”. Come la persona prescelta rappresenta e garantisce congruità e continuità con le tematiche, le problematiche e le passate deliberazioni del Comune di Sora? Perché non si è considerata una figura proveniente dal nostro territorio che ne conosce molto meglio le caratteristiche e peculiarità? Perché non una persona di Sora?

Inoltre il City Manager viene eletto, per legge, da deliberazione giuntale che specifica i relativi compensi e che non abbiamo ancora visto pubblicata sull’albo pretorio on-line. Ci chiediamo se essa sia ancora parcheggiata presso l’ufficio URP in attesa di essere pubblicata sul sito del Comune.

Solleviamo alcuni dubbi di carattere formale e sostanziale, nonché qualche perplessità sull’efficacia di tale nuova figura. E chiediamo al Sindaco un chiarimento che crediamo dovuto nei confronti dei propri elettori e della cittadinanza intera. Ciò è necessario anche perché trattasi di una figura professionale non contrattualizzata (rectius, avulsa dalla contrattazione collettiva) e, pertanto, lo stesso direttore generale ha contrattato con l’amministrazione la propria retribuzione. Insomma, siamo noi sorani a pagarlo con le nostre tasse ed, al pari del Sindaco e di tutto il personale amministrativo, il City Manager è da considerarsi un nostro dipendente.

Il nostro dipendente sembrerebbe rispondere al nome di Eligio Ruggeri (PDL) e ricopre anche il ruolo attuale di consigliere provinciale e membro delle commissioni consiliari di Ambiente, beni ambientali ed energia, e Affari generali, contenzioso, riordino istituzionale, rapporti con la Regione e le province del Lazio. Ruggeri ha una lunga esperienza politica ma, per dovere di cronaca, occorre anche riportare che ha avuto un’interdizione di 5 anni da cariche pubbliche ed è stata necessaria un’interpellanza alla Camera dei Deputati per fare pressione ed ottenere le sue dimissioni da sindaco di Amaseno ed un decreto del Presidente della Repubblica per lo scioglimento del Consiglio nello stesso comune nel 2002 a causa di incompatibilità per un reato di abuso di ufficio. Senza l’intenzione di giudicare la posizione personale o giudiziaria del Dott. Ruggeri che è comunque stato reintegrato, è lecito comunque chiedersi se l’interdizione dai pubblici uffici non debba rappresentare, se non un impedimento, perlomeno un freno all’assunzione di un incarico di City Manager con responsabilità amministrative presso  il nostro comune.

Sull’opportunità della figura del City Manager, in molti enti locali la presenza di questa figura è denunciata come fonte di turbolenza nei rapporti con i segretari e, c’è da aggiungere, anche con la dirigenza o i responsabili di servizio e dipendenti. Ciò sembra stia accadendo anche negli uffici del comune di Sora. A livello più generale, la figura del City Manager ha – nei comuni che l’hanno adottata – da subito suscitato perplessità circa la sua coerenza con il principio di distinzione tra sfera politica e gestionale nell’ente locale. L’impostazione di fondo del principio di distinzione appare contraddetta dalla sussistenza di uno strettissimo rapporto fiduciario Sindaco-City Manager, denotato dal potere di nomina e di revoca da parte del Sindaco.

Una critica radicale alla figura del City Manager rileva che sarebbe stata sufficiente la previsione degli specifici uffici di staff disposta dall’Art. 90 del TUEL. Inoltre, non è più previsto il potere di avocazione da parte del Direttore Generale, e cioè le disposizioni da quest’ultimo impartite sono vincolanti per i dirigenti solo in caso di omissioni o ritardi nell’esercizio delle potestà di competenza degli stessi, mentre le direttive possono essere osservate o meno dai dirigenti, nell’ambito della propria autonomia, dovendosi assumere, questi ultimi, la responsabilità della loro azione. Quindi la reale efficacia del City Manager è molto ridotta.

Considerati tutti gli aspetti indicati sopra, chiediamo al Sindaco di giustificare la reale necessità di questa figura per un comune come Sora. Tanti Comuni hanno allargato le competenze del Segretario, invece di ricorrere ad un’ulteriore figura esterna come quella del City Manager. Chiediamo che se il ruolo risultasse giustificato e necessario (ma abbiamo espresso i nostri dubbi) si converga su una professionalità espressa dalla città di Sora. Inoltre sia reso pubblico il compenso ma, soprattutto, si rendano pubblici gli obiettivi, che devono essere specificati in modo misurabile, ed individuati dalla predisposizione del piano dettagliato di cui alla lettera a) del comma 2 dell’Art. 197 del TUEL; nonché la proposta del piano esecutivo di gestione previsto dall’Art.169 dello stesso testo unico.

In caso contrario riconosceremmo alla nomina una valenza politica più che effettiva ed efficace per migliorare il funzionamento del Comune. E molti sorani non sarebbero disposti a farsi carico di questa ulteriore, ingiustificata spesa.

Giuseppe Basile – portavoce del MoVimento 5 Stelle Sora

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