A Villa Latina una 46enne denuncia una rapina mai avvenuta per coprire perdite alle slot machine. I Carabinieri ricostruiscono i fatti e la denunciano per simulazione di reato.
VILLA LATINA – Ha denunciato una presunta aggressione con rapina, ma gli accertamenti dei Carabinieri hanno evidenziato che l’episodio non si è mai verificato. Una donna di 46 anni, casalinga di origini romene, è stata denunciata per simulazione di reato. La sua posizione è ora al vaglio della Procura della Repubblica di Cassino.
La denuncia e il racconto dell’aggressione
I fatti risalgono alla mattinata del 17 gennaio 2026, quando la donna si è presentata presso la locale Stazione dei Carabinieri riferendo di essere stata vittima di una rapina. Secondo quanto dichiarato, mentre stava rientrando a piedi verso casa, sarebbe stata raggiunta alle spalle da un uomo in bicicletta.
Nel suo racconto, l’uomo l’avrebbe costretta a voltarsi e colpita con un pugno al volto, facendola cadere a terra priva di sensi. Al risveglio, sempre secondo la versione fornita, avrebbe constatato la sottrazione di una collana in oro giallo a forma di cuore, tre fedi e la somma di 250 euro custodita nella borsa.
Gli accertamenti dei Carabinieri
Le incongruenze emerse fin dai primi riscontri hanno spinto i militari ad approfondire la vicenda. Sono state analizzate le immagini dei sistemi di videosorveglianza presenti nella zona e raccolte ulteriori testimonianze. Dalle verifiche è emerso che non vi è stata alcuna aggressione né la presenza di un presunto rapinatore in bicicletta. L’episodio denunciato era stato interamente simulato.
Le perdite alle slot e la denuncia per simulazione di reato
Secondo quanto ricostruito, il denaro che la donna avrebbe dovuto inviare ai familiari sarebbe stato perso giocando alle slot machine in alcune sale del territorio. Da qui la decisione di inventare la rapina per giustificare l’ammanco.
La 46enne dovrà ora rispondere del reato di simulazione di reato. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari; come previsto dal codice di procedura penale, l’indagata potrà far valere le proprie difese nelle successive fasi procedimentali e processuali.
Fonte: Comando provinciale Carabinieri di Frosinone