1 agosto 2012 redazione@sora24.it
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CAMPOLI APPENNINO – La storia non conosce crisi

Chiusa la 2^ Campagna di scavi a S. Pancrazio

Si è conclusa venerdì scorso, 27 luglio, la 2^ campagna di indagini archeologiche nell’area circostante la chiesa di S. Pancrazio in Campoli Appennino, che ha visto studenti e specializzandi del Dipartimento di Scienze dell’Antichità della “Sapienza” – Università di Roma, coordinati dalla prof.ssa Francesca Romana Stasolla (titolare della cattedra di Archeologia medioevale), indagare il sito alla ricerca di evidenze archeologiche, affiancati dai soci del Gruppo Archeologico Medio Liri, guidati dal loro presidente Diego Mammone. La ricerca, svolta in accordo ed in perfetta sintonia con la Soprintendenza, è stata resa possibile grazie al supporto ed all’impegno economico dell’Amministrazione comunale, guidata dal Sindaco, ing. Pietro Mazzone.

La comunicazione preliminare sulla campagna di scavo di quest’anno è stata voluta all’interno della chiesa dedicata a S. Pancrazio quasi a sottolineare la centralità che questo luogo ha sempre avuto ed avrà, nelle intenzioni dell’Amministrazione, per il paese.

L’Assessore provinciale, dott. Antonio Abbate,  ha recato ai numerosi intervenuti il sostegno, anche futuro, delle istituzioni, elogiando ripetutamente lo sforzo economico di un piccolo comune, come Campoli Appennino, che, in un difficile momento di ristrettezze di bilancio, investe nella ricerca di nuove occasioni atte ad arricchire e sviluppare le potenzialità turistiche del proprio territorio, iniziativa ancor più encomiabile se si riflette sul fatto che il turismo costituisce una delle più concrete occasioni da mettere a frutto per avviare la ripresa economica della provincia di Frosinone.

Con vivo orgoglio e condivisibile soddisfazione il sindaco Mazzone ha sottolineato i risultati raggiunti attraverso la collaborazione tra Amministrazione, Università di Roma e volontari del G.A.M.L., non ultimo quello di coinvolgere i giovani campolesi, studenti delle scuole medie e superiori, i quali hanno potuto, quest’anno, partecipare attivamente allo scavo nel quadro di un’intesa volta alla sensibilizzazione dei giovani verso la tutela e lo studio del patrimonio storico-archeologico locale, al potenziamento delle attività culturali del Comune, nonché alla prevenzione del disagio giovanile e a favorire lo scambio sociale.

La prof.ssa Stasolla ha anticipato che i dati forniti dallo scavo, oltre a confermare la presenza di capanne (dunque di un insediamento stabile) e di una piccola necropoli con fosse scavate nel banco roccioso e coperture a tegoloni, entrambi riferibili al periodo della guerra greco-gotica (565-560 d.C.), ipotesi queste già avanzate sulla scorta delle informazioni fornite dalla campagna dello scorso anno, hanno fornito nuovi spunti di riflessione (quale, ad esempio, la possibile presenza di una palizzata lignea). Tutti i materiali restituiti dallo scavo (frammenti ceramici, resti antropologici, rinvenimenti numismatici) saranno studiati nei prossimi mesi dagli esperti dell’Università ed i più rilevanti saranno restaurati. La professoressa ha sottolineato l’importanza del sito, a suo tempo segnalato dal G.A.M.L., tanto che è già doveroso iniziare a riflettere seriamente su di una futura valorizzazione dell’area, suggerendo come applicabile il modello della ricostruzione analogica, secondo i criteri dell’archeologia sperimentale, che ha dato buona prova di sé nell’Italia settentrionale e, soprattutto, nel nord dell’Europa. Tale metodo ha il vantaggio di facilitare la comprensione del dato archeologico ricostruendo, nel luogo esatto in cui le loro tracce sono state ritrovate dagli archeologi, le strutture in legno o altri materiali deperibili i cui segni sul terreno, per quanto chiari ad occhi allenati, sarebbero di difficile lettura per chi volesse visitarle.

Infine, l’arch. Mammone, presidente del G.A.M.L., si è unito alla prof.ssa Stasolla nell’auspicare la valorizzazione del sito di S. Pancrazio in modo che esso possa essere fruito nel migliore dei modi, diventando non solo veicolo di diffusione della cultura ma, anche, di crescita economica per Campoli. Ha concluso ricordando gli inizi delle attività del Gruppo Arheologico sulla collina e paragonandoli ad una scommessa vinta, con caparbietà e determinazione, dai soci e constatando con piacere come il felice incontro di persone abbia condotto, con l’Università di Roma, non solo ad una proficua condivisione di conoscenze ma anche al crescere di relazioni umane che valicano gli stretti limiti temporali del periodo di scavo: ciò ha consentito e consentirà al Gruppo di crescere ancora, divenendo sempre più consapevole delle proprie possibilità, implementando la sua azione nello studio, nella tutela e nella valorizzazione del patrimonio storico e archeologico della nostra terra.

L’appuntamento è per l’anno prossimo, nel segno della continuità per il bel progetto di valorizzazione storica che Campoli sta portando avanti sul suo patrimonio archeologico al fine di offrire ai sempre più numerosi turisti che lo visitano, oltre alle bellezze naturalistiche e alle prelibatezze gastronomiche, come il tartufo, anche la propria storia.

La Redazione di Sora24

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