24 gennaio 2012 redazione@sora24.it
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Celebrato il Transito di San Domenico Abate del 22 gennaio 1031

Le celebrazioni del Millenario della fondazione dell’Abbazia di San Domenico in Sora (1011), che hanno avuto come momento forte il 22 gennaio, giorno in cui la Chiesa fa memoria del Transito di San Domenico, hanno significato sia per la Comunità Monastica che per quella parrocchiale, intensi momenti di preghiera , spiritualità e comunione fraterna. Venerdì 20, la biblista Rosanna Virgili, attraverso la rilettura del Vangelo di Marco ha preparato spiritualmente la Comunità a vivere la stessa esperienza di Dio e la passione per l’uomo e per la Chiesa che San Domenico ha eretto mille anni fa. Sabato sera, 21 gennaio, i primi vespri pontificali presieduti dal P. Abate Primate della Confederazione Benedettina Dom Notker Wolf, hanno visto una Basilica gremita di fedeli guidati nel canto dal coro di Canto Gregoriano di nuova istituzione ad opera del M° Fabio Stirpe e di P. Sante Bianchi. L’Abate, nell’omelia, ha vivacemente tracciato la spiritualità di San Domenico aprendo i fedeli all’universalità della Chiesa e al rispetto di tutto il creato, citando anche esperienze da lui fatte in visita a diversi monasteri in ogni parte del mondo.

Si è felicemente complimentato con il coro, per la perfetta esecuzione del canto gregoriano e alla fine ha consegnato a tutti i numerosissimi bambini presenti la medaglia di San Benedetto. Domenica 22, giorno del Transito di San Domenico, l’affluenza alla Basilica è stata continua fin dalle 6.00 del mattino. Devoti provenienti da tutto il territorio hanno partecipato alle Celebrazioni delle Sante Messe e hanno venerato la tomba e la statua di San Domenico. Momento culminante è stata la solenne Concelebrazione Eucaristica presieduta dal Cardinal Angelo Amato, Prefetto della Congregazione delle Cause dei Santi. Nell’omelia il Cardinale, ascoltato con grande interesse dai fedeli, ha tenuto un originale panegirico su San Domenico ispirandosi alla sua vita, così come è riportato da Alberico di Montecassino e da Giovanni Ineo, e alle letture bibliche della S. Messa. Il cardinale ha infine chiesto: “Cosa può dirci un santo così straordinario a distanza di mille anni? Noi che siamo abituati alle continue novità di tutti i giorni, in che modo possiamo essere toccati da questa figura così interessante, anche se tanto lontana nel tempo? E’, insomma possibile trovare un link, un aggancio tra noi e lui?”. Ed ha indicato cinque ragioni che toccano la nostra vita.

1) La prima è il fatto che la santità non è un abito che passa di moda…
2) Un secondo motivo è il suo spirito di preghiera. La preghiera appartiene all’identità del cristiano.
3)Una terza ragione risiede nel suo spirito di carità, di amore verso Dio e di amore misericordioso verso il prossimo, da lui accolto, curato, sanato, perdonato, confortato.
4) Un quarto motivo di attualità è dato dall’impegno evangelizzatore di San Domenico, che, sebbene amante della solitudine e del silenzio, spese buona parte della sua esistenza a predicare il Vangelo.
5) Infine, e non è un invito rivolto solo ai sacerdoti e ai religiosi, ma a tutti, grandi e piccoli, e alle famiglie. “San Domenico di Sora, ha continuato S. Eminenza, Angelo Amato, ripropone la gioia della vocazione, come dedizione totale della nostra esistenza al Signore Oggi abbiamo urgente bisogno di religiosi e di sacerdoti santi, che sappiano riproporre con la loro vita la bontà e la misericordia di Gesù. Per i giovani e le giovani c’è una chiamata interiore che noi chiamiamo in modo semplice “vocazione”, alla quale non possono dire sempre di “no”. Ecco il miracolo che dovrebbe fare oggi San Domenico: far risuonare nella mente e nel cuore dei giovani un “sì” generoso e totale alla vocazione religiosa e sacerdotale”.

Concelebravano con il Cardinale l’Abate Ugo Tagni, un monaco cistercense dell’abbazia di Sticna, in Slovenia e P. Felice Calò. La Celebrazione è stata animata dal coro che solitamente anima tutte le celebrazioni domenicali e parrocchiali unito al coro “Doctor Mellifluus” di Casamari e diretti da P. Sante Bianchi. La Celebrazione Vespertina della S. Messa con il bacio delle Reliquie di San Domenico, presieduta dall’Abate Ugo Tagni, ha chiuso la giornata tanto intensamente vissuta da tutta la Comunità monastica e Parroc

Gianni Fabrizio

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