19 settembre 2014 redazione@sora24.it
LETTO 42.809 VOLTE

Ciao “Matteo Sora”, cuore e sorriso…

Un collega: «Quando parlava della sua terra gli si illuminavano gli occhi e si spalancava il sorriso. Siate sempre orgogliosi di lui.»

Un lunghissimo striscione da ieri sera abbraccia Piazza San Rocco, la sua piazza: «Un altro angelo è volato via. Matteo, questo è il saluto della tua Curva Ferrovia». Gli Ultras Sorani hanno voluto salutare così lo sfortunato ragazzo investito ed ucciso la sera di Mercoledì scorso da un’automobile in corsa a Tolmezzo, 50 km a nord di Udine. Matteo prestava servizio nel supercarcere del capoluogo carnico e proprio davanti al penitenziario è finita, all’età di 30 anni, la sua breve esistenza terrena.

10670090_10203909941742181_3046707590425304871_n

Breve, sì, ma abbastanza intensa per lasciare un ricordo indelebile nelle menti e nei cuori delle tantissime persone che lo hanno conosciuto e che per tutta la giornata di ieri hanno letteralmente inondato con centinaia di messaggi di cordoglio il profilo Fb del giovane, ma anche quelli dei suoi familiari. Impossibile menzionarli tutti insieme, ma da molti dei post pubblicati risaltano due parole sufficienti per sintetizzare la vita di questo sfortunato giovane, un ragazzo tutto cuore e sorriso.

matteo01

Matteo ha amato tanto la sua città, così tanto da intitolare il suo profilo social “Matteo Sora”. Non solo: anche nello spazio del nome alternativo tra parentesi, Matteo ha scritto “Sora”, forse per sottolineare in modo ancora più evidente il suo sentimento di appartenenza a questa città, che ha dovuto lasciare poco tempo fa per lavoro e dove oggi pomeriggio tornerà per sempre. Ha scritto un suo collega su Facebook: «Quando parlava della sua terra gli si illuminavano gli occhi e si spalancava il sorriso. Siate sempre orgogliosi di lui.». È un colpo dritto al cuore questa morte, è un lutto per tutti noi. Ciao, “Matteo Sora”.

10712939_10203909930981912_3029980007391663703_n

La Redazione di Sora24 rivolge le sue più sincere condoglianze alla famiglia Sbordone.

Commenti

wpDiscuz
Menu