21 marzo 2016 redazione@sora24.it
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CLASS ACTION TURBOGAS : BOTTA E RISPOSTA (di Maurizio D’Andria)

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato stampa a firma di Maurizio D’Andria, Coordinatore Class Action per 104 firmatari.

«Ho dovuto lasciar passare qualche giorno prima di tornare a commentare a mente fredda la sentenza di rigetto della nostra Class Action da parte del giudice Sordi. Sentenza che compensando le spese legali, ci addebita invece quelle del consulente tecnico Ing. Giovanni Rosati, residente a Sora e ferma la nostra azione civile qui a meno di un nostro ricorso a nuovo collegio giudicante contro la stessa sentenza.

Non tanto la “botta” presa quanto lo stupore di vedere fino a che punto si può arrivare, mi ha lasciato senza parole per quasi 5 giorni passati i quali, ripreso contatto con documenti e persone, eccomi qua pronto come sempre. Sarà Pasqua ma il mio precedente articolo “Se a Sora c’è nato Giuda, a Cassino Ponzio Pilato” è stato quasi profetico. Nemmeno 12 ore e arriva la botta del giudice Sordi. Ricordo all’opinione pubblica che questa è la seconda sentenza che registriamo contraria al comune senso di giustizia di tutela della salute pubblica per l’affermazione di cui molta gente di Sora si stà battendo nelle aule del Tribunale di Cassino. Giustizia che vorremmo vedere affermata in seno alla giustizia processuale ma che tarda ad affermarsi per logiche e relazioni ancora poco chiare, oppure fin troppo chiare. Giustizia cercata non a fini “giustizialisti” (cioè per punire chiunque) bensì esclusivamente per la tutela della salute pubblica di 40.000 residenti di Sora ed Isola del Liri coinvolti loro malgrado dalle ricadute delle micidiali e cancerogene micro polveri PM2,5 presenti in misura abnorme nell’aria che respiriamo tutti i giorni, 24 ore al giorno (media + 400% su soglia massima di tutela della salute pubblica, con picco + 1.000%, dati monitoraggi ARPA LAZIO) da ben 8 anni oramai e causa di malattie e patologie cardio respiratorie (ictus, infarti, asma, tosse, allergie, …), neuropatologie e anche di tumore e cancro a carico principalmente della popolazione più esposta al rischio sanitario quali le donne incinte, i neonati, i bambini, gli anziani, i malati e poi tutti gli altri.

Noi 104 ricorrenti ci stiamo battendo per far mettere i filtri ai camini della turbogas della Cartiera del Sole che fattura di sola energia elettrica venduta al mercato delle aziende dai 50 milioni di euro fino ai 300 milioni di euro l’anno (così ho stimato e così mi hanno riferito), contro un costo indicato di circa 300.000 euro dei filtri richiesti, utili per la durata di 10 anni di esercizio (poi da sostituire con nuovi). La prima sentenza contraria ha visto la giudice indicare il valore della potenza termica dell’impianto cogenerativo/turbogas pari a 75 MegaWatt quando stesso la Burgo SpA e tutti gli altri enti preposti (ARPA, Vigili del Fuoco, Provincia di Frosinone) ed anche gli stessi consulenti tecnici di procura indicavano (5 pagine prima) una potenza totale dell’impianto cogenerativo di 115,564 MW. Se fosse stato indicato questo valore, per la formula usata dalla giudice le 4 persone coinvolte (3 di Regione Lazio + 1 di Burgo SpA) sarebbero state condannate ed invece sono state assolte.

Il perchè la giudice abbia scritto 75 MW e non 115,564 MW è oggetto del mio esposto inviato alla Procura di Perugia competente sugli atti di Cassino da cui ci si attende un atto di chiarezza. Noi tutti invece possiamo farci la nostra idea, molto probabilmente giusta. Il giudice Sordi oggi nel rigettare la nostra azione civile ricorre alla documentazione prodotta da altro consulente tecnico (ctu) interessato nel procedimento penale che dal 10 marzo è stato rinviato in prima udienza al 20 ottobre per mancata notifica agli inquisiti. A chi si e a chi no. Altro mistero del Tribunale di Cassino. Consulente che ci accingiamo a segnalare a stessa Procura di Cassino per quanto da lui scritto nella sua relazione. E con questo signore, siamo a 3 consulenti segnalati alla Procura. Figuratevi che a pagina 127 della relazione tecnica c’è un paragrafo intitolato “PROPOSTA DI REVISIONE DEL QUADRO EMISSIVO” dove il consulente tecnico sembrerebbe suggerire (a chi?) di far aumentare i valori di portata dei fumi della turbogas da 241.115 mc/ora ora autorizzati in A.I.A. e non superabili da Burgo SpA, a 342.431 mc/ora, come effettivamente registrati nel dicembre 2012. Capito???

Sembrerebbe che il consulente si porti avanti il lavoro e propone “revisioni” sui limiti imposti che pure rappresentano un carico inquinante già evidentemente molto gravoso sull’aria di Sora, tale appunto da essere considerati “limiti invalicabili” dalla Provincia di Frosinone. Come si fa? Si spostano in alto i limiti. Nel nostro caso il ctu di cui si è avvalso il giudice Sordi suggerisce di far aumentare di 100.000 metri cubi l’ora i fumi e gli inquinanti emessi dalla turbogas della Cartiera del Sole nell’aria già pessima di Sora che già ora riceve 241.115 mc/ora x 8420 ore di esercizio anno = 2 miliardi e 30 milioni di metri cubi di fumi l’anno dalla turbogas e che vorrebbero aumentare (secondo il ctu di cui si è avvalso il giudice Sordi) ripeto, di altri 100.000 metri cubi l’ora x 8420 ore di esercizio l’anno = 842.000.000 metri cubi di fumi in più nell’aria di Sora e di farli magari iscrivere nella prossima autorizzazione integrata ambientale che la Provincia di Frosinone si accinge a discutere e a formalizzare ad aprile. Sora = camera a gas…a metano. E tutto ciò, tutto questo inquinamento senza considerare gli altri camini emissivi polveri ed altro della Cartiera del Sole ma soltanto la turbogas che ha portato i consumi di metano da 54 milioni di metri cubi l’anno ad oltre 101 milioni di metri cubi l’anno.

Poi però ti dicono che devi pagare la tassa sulle caldaie domestiche perchè inquinano, che devi abbassare la temperatura dei termosifoni per inquinare di meno e che lo smog lo fanno le macchine che passano per il corso, perciò facciamo 4 domeniche con chiusura del traffico su Corso Volsci. Se non che, fortunatamente, c’è anche il parere negativo di ARPA LAZIO direzione generale di Rieti che con il suo documento del 15 settembre 2015 taglia un poco le gambe alla Burgo SpA. Poi ci sono io che ho chiesto ed ottenuto di essere presente in conferenza dei servizi e di lasciare un parere motivato per iscritto agli atti. Ma mai dire mai e la Burgo ha un mago di consulente e un budget di spesa illimitato. Un consulente tecnico che riesce anche a dire e a far dire che, parafrasando, “se non si calcolano le polveri prodotte dalla turbogas risulta che le polveri non sono prodotte dalla turbogas”.

Questo è il “nuovo approccio/metodo di calcolo” proposto da Burgo SpA e ripreso anche dal ctu della cui relazione tecnica si è avvalso il giudice Sordi per rigettare la nostra istanza. Poca enfasi trovano invece i documenti di ARPA e Polizia Giudiziaria intervenuta con ispezione sul luogo pure riportati in relazione tecnica nei quale si dice che il sistema di monitoraggio delle emissioni in continuo (SMEC) montato sul camino della turbogas NON FUNZIONA perchè su tre parametri utili (CO, NOx, O2), due non li misura affatto, l’ossigeno e gli ossidi di azoto (No+NO2). Il sistema di monitoraggio in continuo risulta essere molto perciò “difettoso” ed “inaffidabile”. Il consulente tecnico dice poi che la presenza degli ossidi di azoto NOX nei fumi è “trascurabile” mentre la Burgo SpA ne dichiara oltre 170 tonnellate l’anno (di cui il 60% diventano micro polveri secondarie) e così per le polveri derivanti dal consumo del metano anch’esse “trascurabili che invece la Burgo SpA dichiara essere almeno pari a 11,5 tonnellate l’anno. Tanto per avere un confronto, la turbogas di Porto Corsini (RA) che ha una potenza di 400 MegaWatt pari a 4 volte più potente di quella di Sora, produce soltanto 1 tonnellata di polveri l’anno. Sora 11,5 ton/anno. Noi invece avevamo portato all’attenzione del giudice Sordi sia il parere negativo di ARPA LAZIO direzione generale di RIETI che la Comunicazione di notizia di reato redatta dalla polizia giudiziaria che in ispezione alla Cartiera del Sole era dovuta scappare di corsa da sotto i camini perchè addirittura investita da una montagna di micro polvere di carta emessa dai camini (senza filtri) nell’aria proprio in quel frangente, polveri che stava soffocando il personale presente e di cui hanno trovato tutti i tetti pieni fino all’inverosimile (foto alla mano) la cui gestione è oggetto di rinvio a giudizio anche per la titolare della società di trasporto e smaltimento di queste polveri.

La P.G. aveva perciò contestato il reato di DISASTRO AMBIENTALE perpetrato ai danni della popolazione limitrofa di cui gran parte dei 104 firmatari fa parte. Capo di imputazione invece ora sparito insieme a 4 degli imputati “eccellenti” (da 10 a 6) prima indicati in giudizio. Il Giudice Sordi perciò non ha ritenuto la nostra documentazione utile alla causa (???) ed è perfino tornato indietro su quanto già da lui indicato come indispensabile ossia, la necessità di svolgere le misurazioni direttamente ai camini della turbogas, scelta salomonica da noi accettata e ribadita e forse proprio per questo motivo, stroncata sul nascere dallo stesso giudice Sordi (???). Nella stessa relazione del ctu però è riportato il volume dei fumi che il camino emette a condizione di normale potenza di esercizio (a recupero), pari almeno a 317.585 mc/ora come certificato dal ctu a pagina 122 della propria relazione, in evidente violazione del limite emissivo disposto in AIA dalla Provincia di Frosinone e pari a 241.115 mc/ora (pag. 37). Il valore limite dei 241.115 mc/ora riportati in AIA è un valore NON SUPERABILE dalla Burgo SpA.

Ma la verità è invece che la Cartiera del Sole fa come gli pare e gli enti pubblici di controllo e amministrativi non fanno per nulla il loro dovere, semplicemente non vedono, non sentono, non parlano. Il ctu del procedimento penale certifica invece che già nel dicembre 2102 tale valore limite è stato superato (su una sola prova di controllo effettuata) per almeno 70.000 metri cubi l’ora di fumi aggiuntivi non autorizzati e perciò da fermare e multare. La Burgo invece prende questa perizia e la porta dal giudice Sordi che la usa con il risultato che sappiamo. Ha rigettato il nostro ricorso e ci ha condannato al pagamento delle spese del ctu Ing. Giovanni Rosati. Dunque, per questi motivi ed altri ci accingiamo a contestare la sentenza del giudice Sordi come già detto dal nostro avvocato Massimiliano Contucci nell’articolo del Messaggero di qualche giorno fa e a far ricorso presso un nuovo collegio giudicante composto questa volta da ben 3 giudici da cui si spera si possa avere finalmente giustizia. A meno che…. non abbiano ragione a Sora coloro che parlano di complotto. Fare ricorso non è al momento un problema. Con meno di 200 euro torniamo in pista al 100% e motivi di accoglimento del ricorso credo ce ne siano fin troppi. Dunque, ad usare un paragone calcistico, alla fine del primo tempo il risultato è di 2 a zero per la Burgo SpA, però con arbitraggio quanto meno discutibile se non sanzionabile.

Perciò noi facciamo ricorso e ci giochiamo il secondo tempo dove il risultato può cambiare 3 a 2 per noi… oppure finire 5 a zero per loro. Certo però, non può finire 2 a zero per loro solo perchè ce la facciamo sotto al primo stop. La difesa della salute nostra e dei figli e nipoti ci impongono di andare avanti. Chi vorrebbe avere il rimorso di coscienza un domani di avere un figlio o un nipote gravemente malato per cause ambientali e ricordarsi che per risparmiare 200 euro nel 2016 non ha fatto ricorso in tribunale per evitare che l’inquinamento dell’aria di Sora aumentasse a dismisura? Chi è pronto ad accollarsi un simile rimorso? Vi ricordate la nevicata del 2012 con mezzo metro di neve da Corso Volsci in su direzione via Marsicana e zero neve dal Ponte di Napoli verso S. Domenico? Domani potrebbe essere molto, ma molto peggio. Con 842 milioni di fumi in più oltre i 2 miliardi e 30 milioni già autorizzati, la Valle del Liri diventa una Valle a Gas. Altro che riduzione delle PM2,5 e degli inquinanti in atmosfera richiamati dalla Regione Lazio.

Detto ciò, voglio fare due appelli pubblici. Il primo rivolto all’ing. Giovanni Rosati cittadino sorano. Ingegnere, per riscuotere la sua parcella potrebbe cortesemente rivalersi contro il soggetto che ha presentato istanza di gratuito patrocinio anziché a noi restanti 103 o addirittura verso altra singola persona? Lei sa bene che con il gratuito patrocinio l’intera somma è certamente riscuotibile perchè pagata dallo Stato. Significherebbe perciò che lei pur riscuotendo tutto il suo credito, non si metterebbe “per tigna” contro una parte di suoi concittadini, popolazione sorana già provata da questa vicenda sanitaria e giudiziaria che bene o male, cerca di salvaguardare anche la sua salute e quella dei suoi cari. Noi risparmieremmo la quota parte della sua parcella con buona pace di tutti. Con ciò le anticipo i ringraziamenti di tutte e 104 le persone ricorrenti.

Il secondo appello devo rivolgerlo alle 10 – 15 famiglie sorane e aziende sorane più in vista. Proseguendo la nostra azione civile ci troveremo presto a dover ricorrere ai servizi di una azienda specializzata in monitoraggio dei fumi della turbogas e dei camini della Cartiera del Sole. Dovremmo rivolgerci ad una azienda con certificazione “ACCREDIA” per avere massima professionalità ed imparzialità del risultato. Non possiamo fare collette per strada, non ce la facciamo. Vi chiedo di fare opera di beneficenza verso la città di Sora e perciò di sponsorizzare in maniera del tutto anonima (se preferite) in “quota parte” la nostra causa al fine di assicurarci la possibilità di affrontare la spesa del monitoraggio altrimenti difficile da raggiungere con il solo contributo dei 104 firmatari. Devo dire (e ringraziare) che già in passato una famiglia “per bene” di Sora ha contribuito in maniera molto generosa al fabbisogno finanziario necessario ad iniziare la causa. Torno a chiedere a questa famiglia e alle altre 10 famiglie più in vista di Sora che volessero aiutare attraverso noi essenzialmente la stessa città di Sora, di “adottare” un pezzo importante di questa causa che si sta trasformando sempre più in una sorta di telenovelas con risvolti gialleschi a tinte scandalosamente noir. Insomma, un vero e proprio film di cui porteremo il ricordo per molti anni nel bene e nel male.

Stesso appello lo rivolgo a tutte le famiglie e le persone “per bene” di Sora ed Isola del Liri. Se volete evitare che Sora cada prigioniera di un inquinamento atmosferico sempre più pesante, che dunque peggiori la qualità della vita di tutti i sorani residenti e perciò anche la vostra e dei vostri figli e cari, è assolutamente indispensabile che voi interveniate con una promessa di finanziamento parziale “nel caso ce ne fosse bisogno”. Gli imprenditori sorani che stanno in prima fila, che tengono alla città di Sora, alla salubrità dell’aria che respiriamo e della qualità della vita… facciano un gesto importante per questa città. Una sponsorizzazione occulta, tanto per non creare inamicizia alcuna. A voi famiglie “per bene”, a voi imprenditori “per bene” di Sora e di Isola del Liri, il gesto che vi si chiede di fare vi procurerà soltanto soddisfazione personale e nessuna preoccupazione finanziaria ma a tutta la città invece potrebbe procurare aria salubre e misure di contenimento degli inquinanti emessi alla Cartiera del Sole nell’aria di Sora.
Potete garantire che la telenovelas “GLI INNOMINABILI DI CASSINO” continui ancora per alcune puntate e scrivere molto probabilmente il lieto fine … E VISSERO FELICI E CONTENTI.

Al momento non denaro ma solo una promessa di sostegno finanziario “all’occorrenza”. Basta questo. Dieci di voi “per bene” potreste fare molto anzi tantissimo per la nostra città e salute. Fate una opera di bene…. adottate un pezzo della nostra causa e per noi, la salute di Sora. Per il bene di Sora. Lo chiedo anche al vescovo di Sora, sua Eminenza Mons. Gerado Antonazzo, ci aiuti ora. Chieda a Don Felice i motivi urgenti di tale aiuto. Dico davvero Eminenza, ci aiuti. Fatelo ora che è Pasqua. Ora o sarà troppo tardi per tutti. Grazie».

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