29 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Continua l’epopea infinita dei lavoratori Lsu di Sora, Arpino, e di tutta la Regione

Dopo tanto peregrinare le lavoratrici e i lavoratori del Lazio, che pochi giorni fa avevano ripreso le attività presso Comuni e Comunità Montane, hanno ricevuto, tramite gli Enti, l’ennesima sospensione da parte della Regione Lazio. Il 24 luglio con una nota a firma del neo Dirigente Ferlito, Dirigente che proviene dal Ministero del Lavoro dove era Dirigente del settore LSU nazionale e dal Direttore della Direzione, indirizzata a tutti Enti Locali che utilizzano tali lavoratori, si sospendono di nuovo tutte le attività lavorative fino a quando non arriverà l’autorizzazione formale della Regione.

In tutto il Lazio sono 860 LSU tornati da quest’anno nel bacino, nella sola Provincia di Frosinone è altissima la percentuale di questi lavoratori umiliati da un mero errore o vizio di procedura o superficialità di atti di cui non sono responsabili ma che nel giro di un anno, gli hanno creato vicissitudini senza eguali. Non è accettabile che lavoratori, che hanno una dignità, subiscano soprusi di una burocrazia che li costringe ancora all’incertezza lavorativa, non è più possibile che si giochi a prendere per i fondelli sempre i più deboli. Mi scrive pochi minuti fa uno di questi lavoratori disperati “intanto le bollette continueranno ad arrivare, gli affitti non pagati si accumuleranno, il cibo si dovrà comprare ugualmente, le auto e le tasse correlate dovranno esser pagate, le finanziarie chiederanno il dovuto, la scuola a settembre inizierà ed i soldi per i libri non ci saranno, come farò? Quel sussidio di 577€ da LSU, visto che mi hanno ributtato nel bacino, chissà dove sarà, sospeso forse tra lo scambio dati tra Regione Lazio, Italia Lavoro ed INPS? Cosa risponderò ai miei figli quando mi diranno che non vogliono più restare in questo Paese che non offre nulla?”. Dirigenti e Politici lautamente retribuiti che hanno in mano le sorti di migliaia di famiglie, non possono mai capire come ci si sente quando viene a mancare anche un modesto lavoro, o come si può vivere con uno stipendio minimo di circa 500 euro al mese ma peggio ancora non possono neppure immaginare come si fa ad arrivare a fine mese senza una minima entrata.

Tutto ciò descritto è l’ennesima ingiustizia e offesa alla dignità nonché ulteriore tremenda beffa che si aggiunge alla lunga lista dei danni subiti da questi lavoratori, molti dei quali avevano firmato al 31/12/2010 un contratto a tempo indeterminato (per citarne solo un paio: Comune di Sora 48 lsu, Comune di Arpino 23 lsu), da parte di una classe politica che ormai tutti stanno constatando agisce solo a discapito di chi la crisi non l’ha causata facendo pagare ad ignari cittadini una qualsiasi colpa di cui altri ne hanno responsabilità. Si spera, ma non era questa la soluzione, che nel frattempo, i lavoratori possano fare in tempo a riprendere l’iter per l’indennità di disoccupazione, o meglio che non abbiano sospeso la richiesta al momento che hanno ripreso servizio presso gli Enti Locali o Comunità Montane, così almeno nell’attesa degli eventi, possano essi prendere un sussidio.

Nessuno, a questo punto, osi giudicare se famiglie e persone che sono state private di un lavoro, che si sentono prese in giro, se sono stanche di credere nelle buone intenzioni di questo o di quell’altra Amministrazione, pensano ad una qualsiasi giusta protesta, che sia un’accamparsi sotto il Comune, come stanno facendo da 100 giorni i 250 lavoratori Frosinone Multiservizi, provenienti anch’essi dal percorso lavorativo LSU, che malgrado coprivano vuoti organici degli enti, sono stati ritenuti figli di un dio minore e da 2 anni privati ingiustamente del Diritto al Lavoro e che nonostante sopportano uno stress indescrivibile non si stancano di lottare per i loro legittimi diritti, oppure sotto la Regione, oppure al Ministero del Lavoro o in Prefettura, ogni forma di protesta troverebbe tutte le ragioni di questo mondo.

Al di la di ogni retorica, viene in mente che tutto ciò non rispetti la Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, artt. 1 e 15, attualmente parte integrante del Trattato di Lisbona, a tutela della dignità umana e del diritto di lavorare. Intanto, da parte di questi “lavoratori” sfruttati, indignati e stanchi, stanno arrivando in questi giorni, al Presidente Zingaretti, al Direttore Noccioli e al nuovo Dirigente Ferlito, una pioggia di email di protesta. Le leggeranno? E soprattutto cosa risponderanno? Staremo a vedere, intanto il 5 agosto forse ci sarà un Consiglio Straordinario alla Pisana, mentre nell’attesa degli eventi centinaia di famiglie sono sull’orlo della disperazione.

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