6 marzo 2012 redazione@sora24.it
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Crisi maggioranza: nessun inciucio possibile con l’opposizione

I consiglieri comunali d’opposizione Massimo Ascione, Fausto Baratta, Lino Caschera e Enzo Petricca dichiarano: “A margine di tutte le polemiche e le spaccature interne alla maggioranza che oggi sostiene il Sindaco Tersigni, è nostra intenzione rimarcare quanto sia importante concentrarsi esclusivamente sui reali problemi di Sora che, fuori dal palazzo dei veleni, sono più incombenti che mai. È proprio nell’ottica dell’interesse generale che ci auguriamo di non aver assistito, negli ultimi giorni, a situazioni riconducibili soltanto a logiche individuali, ad invidie, a ripicche in alcun modo riconducibili al bene della collettività, che in ogni momento deve essere la stella polare del nostro impegno. Nessuno immaginava, dunque, a pochi mesi dall’avvio del quinquennio amministrativo, che una maggioranza all’apparenza granitica si potesse già trovare a fare i conti con questa seconda crisi, grazie alla quale è stata messa a nudo tutta la sua intrinseca debolezza. Non possiamo consentire che siano i sorani a pagare lo scotto maggiore di questa paralisi amministrativa, per cui auspichiamo un tempestivo chiarimento tra le parti da effettuarsi pubblicamente e alla luce del sole, vale a dire in Consiglio Comunale. Solo in questo modo, infatti, sarà possibile sgomberare il campo da dubbi riguardo a manovre di carattere poco chiaro che nulla hanno a che vedere con l’interesse generale, come potrebbe essere, ad esempio, la volontà di una parte della maggioranza di far pagare caro all’amministrazione la repentina esclusione di Giorgio Rea dalla giunta. Ad ultimo, precisiamo che intendiamo continuare con grande responsabilità e determinazione a svolgere il ruolo che i cittadini, nel segreto delle urne, hanno voluto assegnarci: quello di un’opposizione corretta, propositiva, attenta a richiamare la maggioranza alle proprie prerogative per il bene della Città. Sora non può permettersi di aspettare oltre: si giunga presto ad una soluzione o si prenda atto dell’impossibilità di proseguire”.

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