domenica 4 settembre 2016 redazione@sora24.it

Festival delle Storie, si chiude a San Donato Val di Comino con Bartoletti e Pinto

Due spettacoli sulla magia di Roma 1960, avventura straordinaria di un Paese felice di rinascere. Ma c’è tanto altro: la voce storica di Ughetta Lanari, la poesia di Davide Rondoni, miti e leggende del ciclismo.

Ultimo giorno di Festival delle Storie domani, domenica 4 settembre, a San Donato Val di Comino. Anche quest’anno chiusura in grande stile, con la magica voce di Ughetta Lanari, la criminologa Roberta Bruzzone e le storie olimpiche (ma di Roma 1960) di Marino Bartoletti e Francesco Pinto.

Dopo il pranzo con il Festival (ritrovo all’Agriturismo La Cicala, info e prenotazioni 333.3867927 e 0776.508684), si parte alle 17: appuntamento in largo Lago, ci sono Umberto Mucci – dell’Italian-American Museum di Manhattan – e Alberto Giuffrè. Il racconto degli di un’Italia oltre oceano, ex migranti con la valigia, oggi popolo con la propria identità. Un “giro d’Italia” dentro i confini statunitensi.

Alle 18 l’incontro con il poeta Davide Rondoni e le giornaliste Maria Pia Ammirati e Maria Ranieri Panetta. È l’occasione per riscoprire la storia. Messalina, si racconta, era stata più lasciva di Cleopatra; più dissoluta di Poppea; più intrigante di Agrippina. Verità o damnatio memoriae?

Dietro ogni eroe, dietro ogni epopea c’è una voce. Raccontiamo un volto che si cela dietro una “voce” storica: quello di Ughetta Lanari, la cantrice di “Sfide”, un mostro sacro di dizione e doppiaggio. Ci si vede (e ci si sente, in questo caso) alle 19, ancora in largo Lago. Modera Max Veronese.

Alle 20 lo spettacolo teatrale di Emanuele Arrigazzi e Fabio Martiniello Volti: storie e leggende del ciclismo epico. Aneddoti tra mito e leggenda: Sarachet e la sua bicicletta con le ali, Gerbi detto il diavolo rosso, Guareschi e i suoi viaggi in bilico tra realtà e fantasia e naturalmente la rivalità tra Bartali e Coppi, che poi vera rivalità non era.

Alle 21 c’è la criminologa Roberta Bruzzone. Consigli utili per sopravvivere nella giungla dei social media, popolata da varie tipologie di nuovi predatori e di nuove potenziali vittime. Modera Rachele Brancatisano.

Alle 22 Massimo Arcangeli e Roberto Mulas raccontano la mappa, in continua evoluzione, dei muri e confini d’Europa. Muri antichi, muri di cemento, muri di filo spinato, muri di pensiero e muri di parole nei reportages di un critico letterario e di un giornalista di confine.

Quindi spazio allo spettacolo di Marino Bartoletti sulla leggenda di Roma ’60: il racconto dell’avventura straordinaria di un’Italia che mette in scena un sogno olimpico per festeggiare la sua rinascita.

A chiudere il Festival, strettamente collegato, lo spettacolo di Francesco Pinto: un lungo viaggio nell’Italia del dopoguerra. Il racconto dei personaggi caparbi e visionari, coraggiosi e divergenti, con il buon senso di saper improvvisare che rivivono nelle pagine della sua trilogia.

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