11 luglio 2014 redazione@sora24.it
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Giorgio Lucarelli dagli Usa ci racconta l’avventura del 12° giorno di viaggio

Dodicesimo giorno: Giorgio Lucarelli, tu sei un pazzo. La giornata di oggi l’annovero tra quelle da ricordare, insieme alla 24 ore in Svezia dove con il sole di mezzanotte percorsi 357 km. Come la 36 ore in Alaska, dove percorsi 297 km. Oggi 224 km in 11 ore e 2 minuti. Partenza alle ore 6,05 da Ely, destinazione Lages, attraverso la strada n. 97 del Nord. Complice la strada con pochissimo dislivello, un paesaggio per nulla interessante, sono arrivato a Lages alle ore 11,00 dopo aver percorso 101 km: davvero una veloce pedalata.

A quel punto, con stupore ho visto che l’unico motel era chiuso e i campeggi inesistenti. Non ho nemmeno riflettuto, ho tirato dritto per Wells, distante 123 km. Non avevo altre alternative, avrei dovuto montare la mia tenda praticamente in mezzo alla strada. Non ho fatto i conti però con il vento proveniente da Nord, ho rivisto i fantasmi dell’ Alaska. Un terribile vento contrario ha rallentato la mia corsa, avevo ancora molta strada da percorrere. È stato un flagello. Ho avuto anche qualche momento di sconforto, pensavo: arriverò questa sera alle 8,00.

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Il rischio maggiore era quello di non trovare posto per dormire. Wells, è un importante crocevia, perché vi confluiscono molte arterie stradali e l’ interstate n. 80. Comunque dovevo andare avanti, al massimo avrei montato la tenda in un posto sicuro casomai non ce l’avessi fatta per la stanchezza. I chilometri non scorrevano, la pedalata sempre meno veloce, la mia scorta di acqua terminata. che sofferenza!

Il tempo trascorreva, gli ultimi chilometri, terribili. Alle ore 19,00 sono arrivato a Wells, ho visto un beer store, ci sono andato dentro con tutta la bici, tra lo stupore del titolare. Ho bevuto una bella birra da 750 ml tutta di un fiato. Ho anche trovato il motel. Felicissimo. Domani si arriva al confine con l’Idaho.

Concludo raccontandovi due episodi: il primo, quando mi sono dovuto fermare davanti ad un stop-men (io li chiamo gli uomini semaforo), cosa che accade quando ci sono dei lavori stradali. Ebbene hanno fatto arrivare apposta una macchina pilota per traghettarmi dall’altra parte, per 8 chilometri, l’auto davanti e io dietro a pedalare. Si era formata una fila di auto di almeno 200 metri, nessuno, dico nessuno ha detto una parola, anzi mi incitavano. E’ stato molto bello, questa si chiama civiltà.

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L’altro episodio: mi sono accorto dal mio specchietto che c’era un auto della Patrol Highway, la nostra polizia stradale, con il lampeggiante acceso. Ho pensato: questo cosa vuole ? Immediatamente mi sono accorto che stava transitando un carico eccezionale. Di scorta c’erano ben 4 auto della Patrol Highway, più due auto con lampeggianti accesi. Voglio ringraziarvi per le belle parole che mi regalate. Però ve lo dico con amore non scomodate Santi, Padre Pio. La mia è pur sempre una vacanza, Loro devono intercedere per le persone che soffrono davvero. A presto!

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