17 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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Il vescovo Gerardo Antonazzo incontra i Sindaci dei Comuni della Valle di Comino

Mons. Gerardo Antonazzo, fin dal suo insediamento, ha sempre caldamente espresso il desiderio di avere un incontro di conoscenza e di amicizia con tutti i sindaci del Comuni, inclusi nell’ambito territoriale della Diocesi di Sora-Aquino-Pontecorvo. Ultimamente è stata la  volta  di avvicinare e confrontarsi con  i  primi cittadini  della zona della Valle di Comino. Il vescovo Gerardo desidera sempre più conoscere a fondo la realtà sociale, civile ed economica del nostro territorio. Insieme ai sindaci hanno preso parte all’incontro anche i presbiteri della zona della Valle di Comino. L’incontro si è tenuto il 23 Novembre scorso presso il convento di Vicalvi offrendo  frutti di speranza. “Il vescovo Gerardo e i sindaci della Valle di  Comino,  ha comunicato don Alessandro Rea, parroco di Fontechiari e responsabile della pagina diocesana di “Avvenire Lazio7”, hanno dato luogo a idee, riflessioni e progetti per concordare un cammino condiviso. Il nostro vescovo ha affermato che l’intersecazione delle due sfere di competenza è necessaria: nature diverse ma unica intenzione di promuovere l’uomo». I sindaci, ci ha detto don Alessandro, hanno così esposto le loro idee. Riccardo Frattaroli, sindaco di Settefrati: «Le forti divergenze tra le istituzioni Chiesa e Comune, hanno contraddistinto le singole azioni; vedersi insieme è necessario per il bene comune. Nessuna contrapposizione, ma una vera convergenza trasparente». Il sindaco di Casalattico, Giuseppe Benedetti: «Decadimento sociale: la gente è arrabbiata con i capi di governo. Ci sono problematiche di socializzazione: c’è bisogno di coinvolgimento giovanile per una progettualità di unione. L’aggregazione sportiva o una cooperativa sociale potrebbero essere delle soluzioni. Incentiviamo le giovani coppie ad abitare nella nostra vallata».Il sindaco di Casalvieri, Franco Moscone: «Creare strutture che non solo aiutino le famiglie a sopravvivere nei bisogni materiali, ma costituire centri di ascolto, per questo è necessario una collaborazione con la Caritas».Il sindaco di Alvito, Emilio Martini: «Comune e Chiesa parlano la stessa lingua. La Chiesa poi ha una capacità di attrazione fondamentale per le feste religiose, quindi la collaborazione con l’istituzione civile è possibile, attuabile ed efficace». Il sindaco di San Donato V.C., Antonello Antonellis: «Dove si è deboli ci si sostiene a vicenda. Bisogna creare un progetto, grazie anche al GAL, per un artigianato giovanile, in collaborazione tra Chiesa e Comune. Riscopriamo l’attività della formazione umana e lavorativa, come fece don Bosco. In realtà si tratta di una dimensione culturale unica, dove il divario di competenza riesce tranquillamente a scomparire con una intenzione sociale senza interesse o pretese». Il sindaco di Gallinaro, Piero Volante: «Sottolineo solo la mancanza dei giovani alla vita sociale, probabilmente per sfiducia in questo frangente politico–governativo. Impegniamo le strutture esistenti nell’interesse dei giovani». Il sindaco di Posta Fibreno, Santino Mele: «È l’aggregazione che ci rende forti. Dobbiamo trovare fondi per le nostre attività e dare ai giovani l’immagine del Gruppo: Non il palazzo, non la politica. Abbiamo bisogno di un Paracadute Spirituale per non lasciare mai soli i nostri giovani». Il sindaco di Fontechiari, Pietro Muscedere: «Il cittadino si rivolge alle due figure che maggiormente dovrebbero ascoltare: il sindaco e il parroco. Dovremmo ascoltare, con ingegno saper dare un aiuto, anche senza soluzione. Seguiamo i giovani, sì; ma diamo attenzione agli anziani». Il sindaco di Vicalvi, Gabriele Riccardi: «La tecnologia e l’era delle comunicazioni stanno isolando il giovane. Non comunichiamo più in maniera tradizionale. Mi chiedo, da padre, come si può formare un giovane e dove ci porterà questo meccanismo?». Il sindaco di Picinisco, Marco Scappaticci: «In sinergia con al Chiesa si deve ricentrare la comunicazione verso una direzione corretta. I social network la stanno incanalando verso scelte e visioni dove il contatto è inesistente e l’emozione diventa digitale».

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