8 maggio 2015 redazione@sora24.it
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Insieme per Sora: «Libri impacchetati e biblioteca chiusa nel pomeriggio, ecco la cultura del Comune»

Che il processo di trasferimento della biblioteca comunale fosse un passaggio delicato e laborioso era noto. Ma che anche in questo campo l’amministrazione comunale dovesse dare prova di disorganizzazione e impreparazione, be’, questo poteva essere meno scontato. Prova che, invece, è arrivata puntuale anche stavolta.

A quanto pare, infatti, in seguito alle operazioni di trasloco dei libri (tutti impacchettati addirittura sin dal mese di dicembre) nei locali che furono (nei tempi in cui ancora contavamo qualcosa a livello territoriale) degli uffici del Tribunale, questi non sono ancora stati completamente liberati degli imballaggi e messi a disposizione dei cittadini. Ragion per cui, da quasi sei mesi questi volumi non possono essere letti o consultati da chi ne avesse voglia.

E non è tutto, perché sembrerebbe che gli orai di apertura siano, al momento, limitati alla sola mattina e comunque in coincidenza con quelli di ufficio. Ciò significa che nelle ore pomeridiane, quelle cioè di maggiore afflusso, la biblioteca rimane chiusa. Tutto questo, in barba al principio di accessibilità al sapere e alla necessità di favorire la vita culturale dei sorani. In parole povere, in seno all’amministrazione comunale sono riusciti a complicare anche un procedimento che, governato con maggiore cura, sarebbe stato possibile risolvere in poco tempo.

Se solo, ad esempio, avessero dedicato la metà dell’attenzione con la quale hanno scelto di pubblicizzare una mostra pittorica proprio nell’area antistante al Municipio, sul cui manifesto campeggia come sponsor una ditta riconducibile alla famiglia Tersigni, allora questo problema sarebbe stato risolto da un pezzo. Anche in questo caso, tutto è riconducibile ad una questione non sono di cultura e decoro, ma anche di decenza.

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