15 settembre 2017 redazione@sora24.it
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Intitolazione area nei pressi della Cascata Grande alla memoria dell’Ing. Angelo Viscogliosi

Viscogliosi nacque ad Arpino nel 1873 da una famiglia di imprenditori prima tessili, divenuti poi cartari.

«Domenica 17 settembre 2017, alle ore 18, si terrà la cerimonia di intitolazione della parte di forma triangolare di Via Cascata sita di fronte al Palazzo Palermo, all’Ing. Angelo Viscogliosi (Arpino, 1873- Napoli, 1958) con la denominazione “Largo Angelo Viscogliosi – Ingegnere- (1873-1958)”. Alla cerimonia, che si segna l’inizio delle celebrazioni della “Madonna delle Grazie”, sarà presente la famiglia Viscogliosi, oltre alle Autorità Civili, Militari e Religiose della Città di Isola del Liri. A seguire, riportiamo le motivazioni del conferimento della intitolazione.

“Angelo Viscogliosi nacque in Arpino nel 1873 da una famiglia di imprenditori prima tessili, divenuti poi cartari con il nonno Giovanbattista (detto Battistone, per la sua corporatura e per distinguerlo dal compare d’anello Giovanbattista Mancini, detto Battistino più mingherlino in confronto al primo) e con il padre Beniamino. Costoro avevano rilevato dal francese Coste la Cartiera Nibbio nel 1857, con il nuovo nome di Cartiera Beniamino Viscogliosi e Fratello e puntavano su Angelo per lo sviluppo di tale industria allora appena agli albori della tecnologia cartaria. Così Angelo, conclusi gli studi classici al Liceo Tulliano di Arpino, intraprese quelli tecnici.

Correva l’anno 1891, ed erano quelli gli anni della scoperta e del perfezionamento dell’energia elettrica per uso industriale, quando Angelo poco più che diciottenne, lasciò patria e famiglia per trasferirsi a Zurigo per frequentare il locale e già prestigiosissimo Politecnico dal quale uscì Ingegnere Meccanico ed Idraulico. Dopo la laurea si impiegò nelle Officine Escher Wiss dove attese alla progettazione e alla costruzione di turbine idrauliche e di macchine da carta. Fu poi nelle Cartiere di Perlen nel Cantone di Lucerna dove apprese molti segreti sulla fabbricazione di carte fini e finissime. Specializzatosi in chimica applicata nel Tecnicum di Witertkur, si trasferì nella cartiera fiumana Smith & Meyner, specializzata nella fabbricazione di carte fini e carte valori per il governo ungherese.

Passato in Germania fu a Berlino nel 1899 dove frequentò l’istituto Imperiale per l’Analisi dei Materiali – Sezione Carta, diretto allora dal celebre Prof. Martens. Tornato in Italia ormai trentenne, ma con un bagaglio di cultura e di esperienza più unico che raro per quei tempi e per questi territori, iniziò a profondere con lena le sue conoscenze nella cartiera di famiglia di Isola del Liri, di cui assunse completamente le redini nel 1918, alla morte del padre Beniamino.

Uomo di vaste vedute imprenditoriali trasformò l’assetto societario della cartiera in Società Anonima per le Forze Idrauliche del Liri. Si devono a lui la realizzazione dell’ardita centrale idroelettrica di Villa Correa, sulla Cascata Grande di Isola, la prima centrale in caverna d’Europa, ancora oggi un gioiello di tecnologia e di salvaguardia del paesaggio; il Lanificio sul Liri – ex Mazzetti – per la fabbricazione di feltri per la cartiera propria e di molte altre fra le più importanti d’Italia; il restauro del Castello Boncompagni che 100 anni prima aveva spaventato il Re di Napoli e il particolare incremento ad una azienda agricola che si estendeva da Arpino fino a Castelliri e che contava 21 coloni.

Nel 1944, quando Isola del Liri rappresentava le retrovie tedesche del fronte di Cassino, molte delle sue opere subirono danni gravissimi. La cartiera fu mitragliata dagli aerei inglesi e minata dai guastatori tedeschi che fecero saltare anche la stupenda centrale di Villa Correa. Il castello si salvò perché fu raccomandato da Angelo al comandante della locale brigata tedesca, un gentiluomo austriaco appassionato di arte che ne garantì l’incolumità, chiedendo solo che tutte le porte fossero smontate e i portoni lasciati aperti.

Alla fine del conflitto, ormai settantenne, ma assolutamente non rassegnato, né segnato dagli eventi, Angelo si dedicò alla ricostruzione coadiuvato dai tre figli Beniamino, Luigi e Carlo. Nel 1946 riprese per primo l’attività il Lanificio, con la nuova e più appropriata denominazione di Feltrificio sul Liri. Fu del 1947 la completa ricostruzione della Centrale Villa Correa fornita di impianti completamente nuovi. Nel 1948 anche la cartiera riprese la sua produzione integrata da una seconda centrale idroelettrica detta Nibbio e di una seconda macchina monocilindrica.

Nel campo del sociale Angelo si distinse quale fondatore e primo presidente della Unione Industriali di Frosinone. Fu consigliere di Amministrazione del Banco di Napoli; Presidente provinciale della Cassa Mutua; Consigliere Comunale; Vice Pretore onorario; Vice Presidente della Camera di Commercio di Frosinone. Per i suoi grandi meriti aveva ricevuto la Commenda della Corona d’Italia; quella al Merito della Repubblica Italiana; e l’onoreficenza a Grande Ufficiale al Merito della Repubblica. In campo industriale era uno dei migliori tecnici della carta in Italia.
La straordinaria esistenza di Angelo Viscogliosi fu stroncata dagli esiti di una polmonite il 16 Aprile del 1958 in Napoli dove era stato ricoverato alla ancora giovanile età di 85 anni che gli consentiva di salire le scale di orsa a due scalini per volta!

Tutte le sue opere sono ancora vive e continuano a dare ricchezza e lavoro al territorio, segno della qualità e della validità dei singoli progetti. La memoria storica di Angelo Viscogliosi è stata anche resa imperitura dal Comune di Roma che gli ha intitolato una importante strada nel quartiere degli industriali italiani nel polo industriale del Tiburtino accanto ad altri importanti nomi quali Campari, Lepetit, Ermolli, Falck, Borletti, ecc. “». È quanto dichiara l’Assessore alla Cultura, Lucio Marziale.

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