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La risposta di Di Stefano al “No, grazie” di Vinciguerra

Pubblicato ilmercoledì 3 febbraio 2016   
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Questo quanto dichiarato da Enzo Di Stefano, in un comunicato stampa inviato stamane ad alcune testate locali, in risposta al no ricevuto dal Dott. Augusto Vinciguerra in merito ad un’alleanza elettorale tra i due (clicca qui per leggere).

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“Sicuramente, l’aspirante candidato Vinciguerra avrà avuto le sue buone ragioni per l’apertura al sostegno e alla collaborazione da parte mia, ma è altrettanto vero che ci sono modi e modi, per cambiare successivamente idea. Non certo quelli utilizzati da Augusto Vinciguerra ex Consigliere Comunale della costituente cittadina nel 1993 ed ex segretario del Pd di Sora, sono espressioni di verità sull’accaduto. Nel suo comunicato, narra di “un’operazione di facciata e non la base di una rivoluzione”: invece, l’incontro che si è tenuto in casa sua, per suo invito, il giorno 21 gennaio alle ore 21,30, doveva essere il primo momento di un percorso inclusivo per tutte le forze sane di questa Città, dal quale avrebbe preso il via una nuova stagione di crescita.

L’impegno da me preso e da me chiesto era quello a sostenere un candidato in grado di unire e non dividere ancora la Città. Prendo atto, dunque, che il Vinciguerra non ritiene consono l’appoggio di Enzo Di Stefano ed i suoi amici. Molto bene: staremo a guardare chi si sceglierà come compagni di strada, e non vorrei che in qualche incontro successivo qualcuno ha voluto la divisione. Comunque Sora deve uscire da questa esperienza dell’amministrazione ultima, ma non può cadere nelle mani di entusiasti e privi di programmi e della necessaria ‘educazione’ politico-amministrativa di base.

Abbiamo contrastato con forza e caparbietà l’amministrazione comunale, coerentemente e con l’obiettivo di creare una solida alternativa . Un cammino lungo che poteva giungere alla sua conclusione positiva: ha bisogno di idee solide, non di utopie. Inoltre, anche le norme di buona educazione avrebbero voluto che il sottoscritto e gli altri fossero avvisati di persona della indisponibilità del gruppo Vinciguerra a camminare insieme essendo venuta fuori all’incontro del sabato: invece, ho dovuto apprendere da una telefonata di qualche secondo e poi meglio dai giornali che siamo troppo diversi per stare insieme.

E’ vero: siamo troppo diversi! Noi la politica la mastichiamo per strada, con la gente, tra la gente, mentre il dottore ha ricominciato ad annusarla tra i salotti dei soliti noti: complimenti al suo modo di fare politica! Tutti i presenti ai nostri incontri possono confermare la mia apertura, e quella di coloro che condividono le mie idee, era sincera, senza se e senza ma: abbiamo offerto la possibilità di stare insieme per creare l’alternativa, non abbiamo posto sul tavolo condizioni o ricatti, o ruoli, ma solo il bene di Sora. Se questi sono i giochetti della politica, allora è vero: abbiamo fatto la vecchia politica, quella che fece il bene della Città e che oggi le nuove classi ignorano.

Il nostro gruppo lo ha incoraggiato ad uscire subito allo scoperto, a diventare leader e a motivare la cittadinanza, ad aggregare man mano che si camminava sul nuovo progetto. Queste idee sono state interpretate come vecchie tattiche: aspettiamo di vedere quelle nuove. Altro particolare non da poco: alla richiesta di informazioni su chi lo appoggiasse, su chi erano gli altri gruppi che volevano sposare la sua causa, ci è stato risposto con un generico, “vediamo chi aggregheremo, sicuramente sarà uno schieramento che comprenderà tutti gli attori della mia storia personale”. Salvo capire tra le righe, poi, che forse vuole e non vuole partiti ed incontra segretari di partiti ? Forse non gode neanche del completo appoggio dell’Associazione Dipendenti Ospedalieri, suddivisi ed impegnati già con gli altri candidati a Sindaco, ci è stato detto con poca chiarezza.

Sarebbe bello, allora, se Vinciguerra raccontasse dei tentativi di approccio con i partiti tradizionali: anche questi tentativi sono stati esperiti alla luce del sole? Se si intraprende la strada dei duri e puri, caro Vinciguerra, non si accettano compromessi con nessuno, altrimenti si è i primi responsabili di ciò che si afferma di voler combattere. Noi, comunque, non ci arrendiamo: sosterremo il candidato Sindaco che unisce, e non divide, la Città”.

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