23 giugno 2012 redazione@sora24.it
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L’Avv. Bono sul taglio di alcuni alberi a Sora

Pensiamo a un regolamento del verde urbano che tuteli il benessere e la salute degli alberi. Pensiamo sia il caso di riattivare la consulta delle associazioni ambientali. La proposta non cala dall’alto ma è stata elaborata dopo essere venuti a conoscenza di fatti e prese di posizione contrastanti che di seguito rappresentiamo. Certamente interessante la recente iniziativa comunale “Adotta un albero” proposta con notevole soddisfazione dal sindaco della città qualche giorno fa. Ogni cittadino in pratica può dare il proprio contributo (50 euro) per ripopolare di piante il territorio comunale. Bene, anzi benissimo, se non fosse per una particolare presa di posizione da parte dell’ente pubblico rispetto a una vicenda legata al taglio di alcuni esemplari di pinus pinaster (pino marittimo) di 50 anni che a nostro dire va a contrastare con la lodevole iniziativa. La storia la vogliamo proprio raccontare: il signor Gallozzi Giuseppe abita in un condominio all’interno di un parco privato. Verso la fine del mese di settembre rientra a casa e nota con incredulità degli operai che abbattevano tre alberi di pino di alto fusto. Chiede immediatamente spiegazioni telefoniche all’amministratrice di condominio la quale dice di essere in possesso di tutte le autorizzazioni. Non contento si reca in comune, presso l’ufficio ambiente, scoprendo che lo stesso aveva rilasciato una “presa d’atto” e non una autorizzazione  motivando che non era di specifica competenza, a meno che i suddetti alberi non avessero, tra l’altro, caratteristiche di monumentalità. Peccato che nessuno abbia controllato perché i pini in effetti sono classificabili come monumentali! Ma andiamo avanti: ancora non contento, il signor Gallozzi fa delle ricerche, anche consultando associazioni ambientaliste e regolamenti di altri comuni italiani. Legge anche il regolamento edilizio del comune di Sora e scopre che la richiesta esclusivamente arbitraria di abbattimento da parte dell’amministratore difettava in regolarità perché priva di marca da bollo, di copia del verbale di assemblea condominiale nel quale si evidenziava da parte di tutti i condomini il parere favorevole all’abbattimento e soprattutto mancava di una perizia tecnica di un agronomo, e/o di una ordinanza da parte delle autorità competenti quali vigili del fuoco o vigili urbani con conseguente transennamento e successivo ordine di abbattimento. Possibile che il comune non si sia accorto di tali gravi carenze?!?

Inoltre, nessuno ha preventivamente appurato se quegli alberi fossero monumentali o meno: il signor Gallozzi, dopo aver verificato, è sicuro che lo siano! Eppure ormai è troppo tardi, gli alberi non ci sono più! Ma chi doveva controllare? Il comune avrebbe potuto accertarsi e “adottare” anche quei tre alberi monumentali, evitando un abbattimento ingiusto e scellerato, anche se si trovavano all’interno di un parco privato.

Affinché non si abbiano a ripetere situazioni anomale come questa, affinché si tuteli davvero l’ambiente, pensiamo sia necessario prevedere un regolamento del verde urbano che tuteli il benessere e la salute degli alberi oltre che riattivare la consulta delle associazioni ambientali.

Avv. Bono

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