23 luglio 2013 redazione@sora24.it
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L’Estate Sorana è esistita davvero oppure è il frutto della nostra immaginazione?

In questi giorni ho letto su Facebook una serie di critiche nei confronti dell’estate sorana, alcune delle quali con chiari riferimenti al passato. Non è certo una novità, perché anch’io “ai bei tempi”, essendo sistematicamente insoddisfatto degli eventi o presunti tali organizzati nella nostra città, sceglievo di recarmi altrove. Cosa che, tra l’altro, a volte mi capita di fare ancora oggi, fermo restando il profondo rispetto nei confronti di chi si adopera per fare qualcosa a Sora.

Ricordo ad esempio che già nelle sere d’estate anni ‘90 ero solito trasferirmi con gli amici a Isola del Liri, Posta Fibreno, Alvito, San Donato ecc, perché sul Corso de’ Volsci non c’era anima viva. I locali frequentati d’estate dai noi ventenni dell’epoca erano sovente fuori dal centro cittadino o addirittura fuori città.

Qualche esempio? “Red Arrow” in via Barca San Domenico, “Smile” a Posta Fibreno, “Jimy’s” a Ponte Melfa (si scriveva così?), “Harem” a Gallinaro, “Chalet” a San Donato. Per chi invece voleva correre dietro alle fanciulle francesi, americane e irlandesi figlie di emigranti in ferie, erano sufficienti anche le feste patronali della Valle di Comino. Si tornava a Sora solo dopo le due, magari per un panino da Fabrizio al Down Town che ci aspettava pazientemente per chiudere la serata.

Venti estati dopo la storia non è cambiata, con i paesi limitrofi spesso pieni di giovani Sorani e Sora vuota. Devo sottolineare, per onestà intellettuale, che a volte ripenso anch’io al passato con nostalgia, magari ricordando la mitica Festa di Costantinopoli cui partecipavano migliaia di persone, con il Tagadà ed il Ranger che polverizzavano la nostra paghetta.

Al tempo stesso, però, ripercorrendo tutti i miei 37 anni, fatta eccezione per i ventimila che vennero a vedere Nek nel 1997 non ricordo altri momenti in cui bisognava sgomitare per camminare a piedi nelle strade del centro di Sora. Quanto al contesto giovanile, penso che l’ultimo tentativo di trattenere stabilmente i giovani Sorani a Sora andato a buon fine sia stato quello del Boario Village, che però, come tutte le cose, ha avuto un inizio e una fine.

Sorge pertanto una domanda, anzi una provocazione: l’Estate Sorana come la ricordiamo noi Sorani, ossia bella e piena di gente ogni sera, è esistita davvero oppure è solo il frutto della nostra immaginazione?

Lorenzo Mascolo – Sora24

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