15 ottobre 2012 redazione@sora24.it
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L’INTERVISTA – Ernesto Tersigni: “Non eleggeremo un sorano neanche stavolta, a meno che…”

Otto telefonate prima di iniziare il colloquio; venti persone che nel frattempo attendono di essere ricevute fuori dal suo ufficio: la giornata tipo di Ernesto Tersigni, sindaco di Sora, è più o meno così.

Sindaco, è sempre convinto della sua scelta di candidarsi alla guida della città fatta nel 2011?
Sostanzialmente sì, anche se con le tante grane quotidiane diventa assai complicato concentrarmi sul resto e svolgere il mio ruolo come vorrei, ossia dedicando più tempo alle opere da progettare e realizzare, nonostante la cronica carenza di fondi e i continui tagli inflitti agli enti locali. Ma la gente va ascoltata e nei limiti del possibile aiutata, su questo non c’è dubbio.

Naturale. Tuttavia la maggioranza non sembra disposta ad aiutarla.
Non capisco. Si spieghi meglio.

Si parla di un ammutinamento in vista e si legge di un “pareggio 8 a 8” tra maggioranza ed opposizione in grado di far traballare il suo mandato.
Non mi risulta. Anzi, per me siamo 12 a 5, perché va considerato anche il voto del sottoscritto.

Ora sono io a chiederle di spiegarsi meglio.
Dopo il “salto della quaglia” effettuato dai consiglieri Farina e Pontone avevamo a disposizione 10 voti di maggioranza più il mio, contro i 6 dell’opposizione. Dalla prossima assise avremo un voto in più.

Qualcuno è tornato all’ovile?
Per quanto mi riguarda non ne è mai uscito. Ci sono state alcune incomprensioni nel primo anno di amministrazione, ma ora è acqua passata. Io non porto mai rancore, ma cerco di essere sempre propositivo. Del resto, in un momento di instabilità politica come questo, è importante dare alla città un segnale di coesione attraverso un’amministrazione forte e compatta.

Ultimamente è facile incontrarla mentre discute intensamente con Salvatore Meglio. E’ lui il dodicesimo?
Lo scoprirà nel prossimo consiglio comunale, per ora non posso dire altro; anche perché lei sa bene come funziona in politica: ciò che è vero oggi potrebbe diventare falso domani mattina.

Capisco, è Meglio. Ad ogni modo, è evidente che la maggioranza da lei guidata viva un costante nonché estenuante tira e molla, con inevitabili ripercussioni negative sull’opinione pubblica: basta leggere i commenti dei lettori su Sora24.
Credo che alcune persone abbiano perso il senso della misura. Non mi riferisco alle critiche di carattere politico che fanno parte del gioco e vanno accettate; al contrario, parlo di alcuni articoli da voi pubblicati riguardanti la nostra attività amministrativa, nei quali si leggono inesattezze seguite spesso da commenti ingenerosi e caratterizzati da una palese disinformazione, come ad esempio nel caso della Borsa di Studio per il Distretto del Tessile della Valle del Liri.

Si riferisce all’articolo di Maurizio D’Andria?
Si, proprio quello. Basta navigare un po’ in Rete per capire che tale contributo si elargisce in genere a persone in giovane età, non certo a cinquantenni come ad esempio il sottoscritto. Peraltro, trattandosi di una borsa di studio e non di un concorso, mi sembra sacrosanto che il Comune di Sora decida autonomamente le regole per l’assegnazione della stessa. Eppoi, senza nulla togliere a coloro i quali si avvicinano all’età pensionabile, non avrebbe alcun senso effettuare un investimento su persone che non hanno davanti a loro almeno 35-40 anni potenziali di lavoro.

E della contestata mitria regalata a S.E. Mons. Iannone cosa ci dice?
Che la decisione di salutare l’Arcivescovo con il “presente” tanto criticato sulle vostre pagine è stata presa all’unanimità, ovvero sia dalla maggioranza che dall’opposizione. Per carità, ognuno è libero di pensare e scrivere ciò che vuole, sebbene sarebbe consigliabile un po’ di self control nella pubblicazione dei propri post: tuttavia noi siamo convinti di aver fatto una cosa buona e giusta per la città. E la condivisione unanime da parte dell’assise municipale testimonia la bontà del provvedimento.

Torniamo alla politica “spinta”: come va con Enzo Di Stefano?
Se davvero vuole il bene di Sora, Di Stefano deve fare un passo indietro insieme a me. Ultimamente ho letto il nome di mio fratello Valter come potenziale candidato alle prossime regionali o addirittura alle politiche: una follia. Noi siamo propensi alla candidatura di una persona nuova, spendibile e di buona reputazione. Se Di Stefano rinunciasse alla sua ennesima discesa in campo in prima persona, saremmo pronti ad individuare insieme a lui l’uomo o la donna da sostenere. In caso contrario, ognuno per la sua strada.

Sembra quasi un out-out.
Lo è. Di Stefano si è già candidato tante volte; è stato per due mandati Sindaco di Sora e in due occasioni ha conquistato un seggio al Consiglio Regionale del Lazio: ora basta, dobbiamo avere la forza di voltare pagina. Non è certo un dramma continuare a fare politica in una posizione di secondo piano, dando spazio a chi è più giovane di noi, nel tentativo di ringiovanire la classe dirigente locale. Del resto la gente ci chiede una sola cosa: il rinnovamento.

Crede che Di Stefano raccoglierà il suo appello?
Penso di no, lui è già abbondantemente in campagna elettorale. La verità è che Enzo continua a perseverare nel suo, mi passi il termine, “narcisismo”: è convinto di essere l’unica risorsa politica a disposizione della città e del territorio; e in virtù di tale certezza è sempre in prima linea in ogni tornata elettorale. Peccato che dallo scorso anno è oltremodo evidente che non può più vincere senza di noi.

Quindi rischiamo di non eleggere un sorano neanche stavolta?
Direi che è quasi certo, soprattutto alla luce del recente Decreto Legge n. 274 riguardante i tagli ai costi della Politica, tramite il quale si è stabilita la diminuzione dei consiglieri regionali del Lazio da 70 a 50, con inevitabili conseguenze negative in termini di eleggibilità dei candidati che verranno espressi nel nostro territorio. Per non parlare poi delle conseguenze elettorali derivanti dall’accorpamento delle province di Latina e Frosinone, oramai sicuro.

Cioè?
La Provincia di Latina vanta un maggior numero di comuni popolosi rispetto a quella di Frosinone: solo il capoluogo pontino conta ben 120mila abitanti. Sarà pertanto complicato eleggere un nostro rappresentante in Regione se non saremo uniti.

E alle Politiche? Ci attenderà lo stesso destino?
Tutto dipenderà, come ho già detto, da quanto bene dimostreremo di volere a Sora e quanto a noi stessi. In più, nel caso delle Elezioni Politiche ci saranno da considerare i contenuti della prossima riforma elettorale: se si voterà con il Porcellum difficilmente ci sarà spazio per un sorano. Se invece si tornerà alle preferenze, avremo qualche possibilità. In ogni caso tutto sarà strettamente correlato alla nostra capacità di fare squadra. Ernesto e Valter Tersigni non intendono candidarsi per dare spazio a volti nuovi. Se l’invito, parlando di centro destra, verrà raccolto anche da Di Stefano, conquisteremo quasi sicuramente un seggio, alla Camera oppure al Senato. In caso contrario continueremo a morderci le mani per i prossimi cinque anni.

Nel caso in cui riusciste a fare squadra, quale sarà il partito in cui confluirete? Il Pdl sembra in procinto di deflagrare.
Tra poco il Pdl non esisterà più. Ci sarà una divisione tra le varie forze politiche: una parte migrerà verso destra e l’altra verso il centro.

Lei non è storicamente di destra, bensì moderato. Il suo gruppo si sposterà verso il centro?
Penso di sì.

Udc?
Non è il momento di sparare sigle a casaccio. Bisogna invece ragionare con calma e senza compiere scelte avventate. La politica non è un giochetto: una decisione sbagliata può compromettere il fututo politico del territorio anche per un decennio. Eppoi, i sondaggi danno il partito di Casini ancora al 6% nonostante tutto quello che è accaduto.

Le persone sono ancora fuori che attendono, arriva il momento dei saluti. Una dipendente comunale sussurra al sindaco: “Sono imbufaliti”. Dopo aver parlato di Camera, Senato, Regione, Porcellum e preferenze, si torna sulla Terra per affrontare i problemi della quotidianità popolare, sicuramente più importanti delle elezioni.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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