23 ottobre 2013 redazione@sora24.it
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L’odissea quotidiana dei pendolari sul treno Frosinone-Roma raccontata dal giovane Andrea

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera di un pendolare che utilizza abitualmente la linea ferroviaria Frosinone-Roma.

Buongiorno,
Vi scrivo per comunicarvi ancora una volta gli ingenti disagi che sono costretti a subire i pendolari che dal capoluogo Ciociaro viaggiano per Roma. Dopo aver viaggiato costantemente nei giorni recenti come animali trasportati alla fiera del bestiame, in condizioni pessime ed indecorose a causa di ripetute chiusure di alcuni vagoni, e dopo aver subito ritardi indecenti per tutto il mese di Ottobre (praticamente una costante), stamane di nuovo gli ennesimi “colpi di scena” che, a questo punto, definirli disagi è davvero riduttivo!

Proprio nei minuti in cui sarebbe dovuto transitare il treno delle 7,08 viene comunicato che lo stesso treno avrebbe subito addirittura un “ritardo imprecisato”. Chi viaggia quotidianamente è a conoscenza del fatto che quando si annunciano 10 minuti di ritardo spesso essi si tramutano in ore, per cui a molti è stato chiaro fin da subito che “un ritardo imprecisato” si sarebbe tradotto ben presto in una cancellazione del treno, tra l’altro comunicata solo nel momento in cui il treno sarebbe dovuto transitare.

A sua volta, come se non bastasse, il treno successivo previsto in transito alle ore 7,45 subisce anch’esso l’ennesimo ritardo e, anche in questo caso, comunicato soltanto nel momento in cui lo stesso sarebbe dovuto transitare! Al momento viaggia con oltre 35 minuti di ritardo…destinato ad un incremento sensibile anche per via di fermate non previste che invece dovrà effettuare per sopperire al precedente treno “non pervenuto”.

All’ennesimo annuncio lavoratori e studenti arresi, hanno deciso in larga parte di abbandonare la stazione di Frosinone. Tutti gli altri saranno costretti a giustificare ancora una volta il proprio catastrofico ritardo al datore di lavoro, confidando nella comprensione di quest’ultimo.

Di certo con Trenitalia c’è una cosa soltanto: i pendolari sono davvero stanchi e ridotti allo strenuo, in quanto sono costretti non solo a subire quotidianamente viaggio e giornata lavorativa fuori sede, ma anche gli ormai innumerevoli ed enormi disagi che chi paga un abbonamento a tariffe notevoli non si aspetterebbe mai di subire. Ritardi notevoli, affollamenti indecorosi, sporcizia e sicurezza inesistente: qualcuno si mobiliti per consentire una rapida inversione di rotta (non del treno).

Andrea De Ciantis

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