16 giugno 2011 redazione@sora24.it
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L’Oltreuomo di Friedrich Nietzsche

L’oltreuomo abbandona le ipocrisie dei moralisti e afferma se stesso, ponendo di fronte alla morale comune i propri valori. Egli identifica il ritorno al mondo del pensiero dionisiaco, guidato dalle passioni. Nietzsche è convinto dell’esistenza di un’unica vita terrena, legata a un corpo fisico; l’uomo è dunque solo corpo e deve lasciarsi guidare dalle proprie pulsioni, lacerando così il “Velo di Maya” introdotto da Schopenhauer, ovvero la Volontà che opprime l’individuo. Lo scopo dell’oltreuomo non è posto in un universo trascendente ma trascendentale che punta alla felicità immanente la capacità creativa. Egli è visto come il grado più alto dell’evoluzione, ed esercita il diritto dettatogli dalla forza e dalla superiorità sugli altri. Questo diritto gli si presenta tuttavia anche come dovere di contrapporsi all’ipocrisia della massa e va contro la stessa tradizionale etica del dovere. L’oltreuomo contrappone al “Tu devi!” cristiano e kantiano l'”Io voglio!”. Nel concetto di oltreuomo è essenziale la volontà di potenza, che ha visto come movente della storia dell’uomo. Essa si presenta nella creazione della natura così come nelle strutture sociali, e va continuamente oltrepassata. Nell’oltreuomo non rientra tuttavia alcuna prospettiva di violenza o spirito di dominio. Nietzsche non va assolutamente inteso come precursore di Hitler, in quanto nella figura dell’oltreuomo non viene identificato un capo carismatico, ma un profeta religioso quale Zarathustra. Nonostante esso sia un modello del tutto a-morale, non può essere identificato come celebrazione del germanesimo, né con il superomismo legato al modello estetico di Gabriele d’Annunzio.

Fonte: http://it.wikipedia.org/wiki/Oltreuomo

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