30 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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Intervista al campione sorano Vito Rea: “Mi Manca Sora, la mia città”

E’ uscita in questi giorni la prima intervista in esclusiva al nostro Vito Rea, a cura di Enrico Bertelli “Taigermen”, sul website di Wrestling più seguito in Italia: zonawrestling.net. La riportiamo integralmente di seguito rivolgendo i nostri più affettuosi complimenti al campione sorano, grazie al quale anche in California sventolano alti i “sacri colori” bianconeri.

VITO_REA

Nuovo appuntamento con l’editoriale dedicato alla scena italiana, questa volta  ho il piacere di avere ospite un’atleta italiano che sta affrontando l’esperienza  nella realtà delle Indies USA, nella fattispecie nella Knokx Pro dell’Ex-WWE e NWE Rikishi: Sto parlando di Vito Rea, con cui abbiamo avuto piacere di parlare poco prima delle festività natalizie.

Enrico: Grazie Vito di aver accettato questa intervista innanzitutto…. come sta procedendo la tua esperienza USA? Ce la vuoi raccontare?

Vito: Grazie a voi ed un caloroso saluto a tutti gli amici di Zona Wrestling. Un’esperienza importante, che non si limita di sicuro all’allenamento o ad un periodo, ma un’esperienza forte, vera, che mi ha spinto a lasciare definitivamente l’Italia per trasferirmi qui a Los Angeles e fare Pro-Wrestling negli USA. Arrivato a metà giugno, a meno da un mese dall’arrivo ho fatto il mio debutto in uno show ad Hollywood con la presenza al mio fianco della fotomodella Regina Salpagarova  ed il team di Carollo Group Milano. Da quel giorno in poi ho partecipato a 15 show, avendo avuto la possibilità di salire sul ring insieme a leggende del calibro di Rikishi, Gangrel e Black Pearl.

Enrico:  Cosa ti ha colpito maggiormente degli USA? Com’è stato il tuo inizio?

Vito: A 6 mesi dall’arrivo posso dire che sicuramente all’inizio ci sono state le tipiche difficoltà che in genere si hanno quando una persona inizia a costruirsi una vita in un nuovo paese, capire cosa è utile e cosa no, quale casa prendere, quale macchina, iscriversi di nuovo a scuola guida ecc. ma è qualcosa che bisogna mettere in conto quando si lascia il proprio paese per un altro. Chiaramente sarebbe stato differente e più semplice se fossi venuto solo come turista, ma ciò è possibile per tre mesi e non credo che allenarsi così poco in America faccia davvero la differenza. Ho un forte legame con gli Stati Uniti, i miei nonni immigrarono dall’Italia dopo la Seconda Guerra Mondiale ed hanno lavorato qui per oltre 50 anni nello Stato di New York. Grazie a loro ed a mia madre nata a Poughkeepsie ho avuto la possibilità di ottenere un doppio passaporto. Sono stato negli USA molte volte in passato ed ho ricordi straordinari; Adoro questo paese:  Anche se per me è la prima volta a Los Angeles, è bellissimo vivere la mia vita qui dedicandola a questo business a 360°, soprattutto come un regolare cittadino e con la consapevolezza di fare bene alla Knokx Pro Entertainment. Le persone qui sono molto accoglienti e c’è chi capisce le tue difficoltà e ti aiuta ad integrarti. Qui si rispetta qualsiasi libertà di pensiero, chiunque può sentirsi libero ed integrato e non ci sono pregiudizi. Negli USA devi rispettare le regole ma ognuno ha la possibilità di vivere il suo Sogno Americano.

Enrico:  Da italiano cosa hai portato negli USA?

Vito: Tutto:  L’Italia è il mio cuore, il mio sangue, le mie radici; In Italia ci sono i miei famigliari, i miei cani, gli amici, i ragazzi della mia palestra che sono stato costretto a lasciare e per la quale ho fatto molti sacrifici.  L’Italia per me è stata la mia vita, mi manca Sora la mia città, i nostri piatti tipici e magari anche un po’ il camino acceso perché qui a Los Angeles è estate tutto l’anno. Dell’Italia non mi mancano due cose perché le ho portate qui con me, i miei diamanti più preziosi: mia moglie e la mia piccola Pallina, un dolcissimo Chihuahua a pelo lungo. Io potrei dire tutto sull’Italia, ma guai a chi la tocca; Noi siamo un popolo con un grande cuore, ma spesso non abbiamo la possibilità di realizzarci.

Enrico: Tu vieni da un background come quelle delle MMA, in particolare sei Campione Mondiale di Pancrazio, una disciplina poco nota agli italiani che conoscono maggiormente il K-1 o l’UFC, ci puoi spiegare le sue origini e differenze? Vito: Il Pancrazio, meglio conosciuto all’estero come Pankration, è la disciplina più antica del mondo e documentata. E’ l’arte di combattimento di Alessandro Magno e del suo esercito, l’arte dei Gladiatori nel Colosseo e fu insegnata nelle grandi palestre degli antichi tempi, inclusa la grande scuola di Capua. E’ stata per più di mille anni disciplina Olimpica ed uscì in seguito a dispute religiose ma oggi è ripresa all’interno dei Giochi Olimpici delle Arti Marziali, i World Combat Games e dalla FILA. E’ un’arte marziale e sport da combattimento al contempo:  è  quell’arte che gli esperti definiscono come la madre delle MMA, poiché è stata la prima espressione di combattimento totale e viene ripresa oggi con l’eccezione di qualche regola. In questo sport è possibile utilizzare colpi in piedi ed a terra, tra cui pugni, calci, ginocchiate e gomitate. La lotta a terra ammette finalizzazioni su tutte le articolazioni del corpo potendosi avvantaggiare anche dall’indumento (Endyma/GI), anche se alcune leghe non lo utilizzano;  Negli USA è una disciplina molto conosciuta e ci sono dei circuiti professionistici.

Le selezioni per il Team USA si svolgono tutti gli anni a Las Vegas presso la “Extreme Couture MMA” dell’Hall Of Famer UFC Randy Couture ed il Pancrazio è stato impiegato come arte di combattimento dagli attori del film “300”. Ho stabilito record importanti in Italia ed all’estero divenendo Campione del Mondo FILA nei pesi massimi con la Nazionale ed i ragazzi della mia palestra hanno titoli Nazionali ed Internazionali, quali Marco D’Ambrosio e Fausto Incollingo due volte Campioni Italiani nelle categorie giovanili, Lorenzo Svezia nei pesi leggeri e Luca Rocca, Campione Italiano e Bronzo Mondiale FILA.

Enrico: Cosa ti ha spinto ad avvicinarti al mondo del Wrestling?

Vito: La mia passione per il mondo del Wrestling è nata quando mio padre mi fece vedere in tv uno show della WWF ed avevo circa 5 anni. Una passione che ho coltivato nel corso degli anni grazie anche al mio legame con gli USA che mi ha permesso spesso di venire qui a seguire questa realtà da vicino e che di riflesso mi ha dato modo di iniziare a praticare le Arti Marziali in Italia. La prima volta che ho assistito ad uno show della WWE è stato alla Knickerbocker Arena di New York con mio nonno all’età di 9 anni: in quello show riuscii a dare la mano a Sgt. Slaughter, per me fu qualcosa di indimenticabile. Nel 2003 mi sono avvicinato alla pratica con i primi stage in Italia. Purtroppo ci furono solo pochi stage a causa dei costi, appoggiandoci in palestre che peraltro non avevano nemmeno il materiale adatto per lo svolgimento degli allenamenti.

Enrico: Hai militato a lungo nella realtà italiana, che differenze hai notato rispetto alla Knox Pro e alla scena USA?

Vito:  Le differenze con l’Italia sono abissali. Sono abissali soprattutto perché c’è una diversità di fondo per ciò che riguarda la cultura del Wrestling. Qui il Pro-Wrestling è un business come ad esempio lo è purtroppo solo il calcio in Italia: pensate solo che l’ultima edizione di Wrestlemania ha ospitato oltre 80 mila persone e gli show della WWE sono seguiti da oltre 13 milioni di spettatori alla settimana, senza calcolare i numerosi paesi nei quali grandi compagnie come la WWE e la TNA esportano il loro prodotto. Ho citato appena solo l’Elite, ma qui ci sono grandi Indies che sono seguite allo stesso modo di come in Italia vengono seguite le leghe di livello più basso nel calcio. Altra grande differenza è che qui le Accademie appartengono quasi tutte ad ex Wrestlers della WWE come la Knokx Pro in cui mi alleno io, gestita da Black Pearl, Rikishi e Gangrel. La storia di Rikishi e Black Pearl è legata alla più grande famiglia Samoana nel mondo del Pro-Wrestling, partendo dai Wild Samoans, Yokozuna, Umaga, The Rock ed i figli di Rikishi gli Usos, attualmente in WWE;  inoltre hai l’onore di lottare al fianco di superstar che hanno un trascorso formidabile in questo business, come Peter Jr. Maivia e dalla Knokx Pro è partito anche un grande talento ora presente ad NXT quale Aleksander Rusev (nella foto sopra, Ndr) che ho conosciuto in occasione di uno show svolto quest’estate il giorno prima di Summerslam (evento quest’anno ospitato a Los Angeles) e con il quale abbiamo preso parte ad una Battle Royal. La Knokx Pro organizza anche allenamenti extra con grandi nomi di questo business, come ad esempio Sinn Bodhi ex WWE ed ora tra i più affermati nelle Indies nonché in Territory League. Queste per il momento le differenze sostanziali con l’Italia dove invece si ha la possibilità di allenarti con insegnanti che hanno imparato tramite stage di fine settimana o venendo negli Stati Uniti come turisti. Un altro aspetto negativo purtroppo è che in Italia lo sport è visto solo come amatoriale, in quanto qualsiasi realtà sportiva deve essere praticata tramite un’associazione dilettantistica perché altrimenti non viene tutelata dagli Enti di Promozione riconosciuti dal CONI. In questo modo il Wrestling ha perso un po’ parte della sua identità una volta importato in Italia poiché è visto come uno sport qualsiasi pari al calcetto o alla sagra della bruschetta, in quanto anche quest’ultimi devono essere organizzati allo stesso modo tramite un’associazione. Questa però non è colpa di chi prova a fare Wrestling in Italia ma è l’unica soluzione che il sistema legislativo Italiano ti permette ai fini di organizzare eventi e di lavorare tramite Enti Promozionali, Comunali, Pro-Loco e così via. Il Pro-Wrestling invece io lo definisco un ARTE, poiché non vi è solo l’aspetto sportivo ma è anche e soprattutto intrattenimento, componente fondamentale del business e che caratterizza la cultura del divertimento Americano.

Enrico: Tutti i lottatori hanno un Dream Match, il tuo contro chi sarebbe?

Vito: Uno già l’ho realizzato contro Rikishi. Non ho un Dream Match con nessuno in particolare perché sono cresciuto seguendo molte leggende del Wrestling ed ogni traguardo che raggiungo è la realizzazione di un mio sogno.

Enrico: I fondatori della Knokx Pro e Trainer, Black Pearl, Rikishi e Gangrel e molti altri parteciperanno alla Territory Wrestling League 2014, un campionato a squadre fra team in rappresentanza di varie parti degli USA… che ne pensi? E’ un progetto che magari potrebbe funzionare anche in Italia?

Vito:  La Territory League quest’anno inizia la sua nuova stagione a Febbraio 2014. Il progetto è innovativo ed unico nel suo genere. Nei match saranno selezionati i lottatori nei vari team che rappresentano le proprie città d’appartenenza e sin dall’inizio dell’evento saranno presenti ognuno nella propria gabbia in un torneo ad eliminazione. Per quanto riguarda l’Italia prima di tutto si dovrebbe iniziare una collaborazione ed una crescita professionale tra le realtà esistenti e magari in un futuro perché no, potrebbe essere uno tra gli obiettivi da raggiungere.

Enrico: Ti rivedremo su un ring Italiano? E che messaggio ti senti di dare ai fans italiani che vogliono intraprendere la carriera di Wrestler?

Vito: Per quanto riguarda il mio prossimo futuro non c’è nessuna possibilità di vedermi su di un ring in Italia, anche se sono felice di quello che ho dato al Wrestling Italiano e Ringrazio i tantissimi fan che mi seguono dal bel paese ed ai quali voglio bene. Il consiglio che do a chiunque voglia praticare il Pro-Wrestling è innanzitutto quello di provare ad avvicinarsi a questo settore perché è un modo di capire se si tratta solo di un’esperienza passeggera o se può divenire una vera e propria passione. Per iniziare in Italia può andare bene, ma poi consiglio a chi veramente ha voglia di raggiungere traguardi più ambiziosi di uscire e vedere altre realtà; di allenarsi con Accademie importanti gestite da grandi nomi ed anche se possono farlo per pochi mesi all’anno ma di essere costanti e di ripetere i viaggi per più anni senza cedere alla tentazione di sentirsi dei “professionisti” o “insegnanti” avendo svolto dei brevi periodi di allenamento. L’umiltà, il duro lavoro, la costanza e rimanere con i piedi per terra sono le basi per chiunque abbia intenzione di realizzare le proprie ambizioni. E’ difficile lasciare il proprio paese con le proprie comodità, ma se si ha il coraggio di farlo ti si apre un mondo davanti fatto di nuove conoscenze, di emozioni ed adrenalina a mille nel vivere nuove culture, si sceglie la strada più dura ma che è anche la più bella perché dà una marcia in più alla tua personalità ed alla tua voglia di arrivare.  Accettate qualsiasi lavoro, dormite anche tre ore al giorno ma praticate il vero Pro-Wrestling: una cosa che a me fa piacere è vedere qualcuno che si sta muovendo dopo che sono partito io, ma ancora poca roba, ci vuole più decisione e lo dico per il bene di chi crede veramente in questo al di la dei traguardi. Non fate scelte affrettate per gelosie, invidia o per dispetto. Fate le cose che sentite veramente di fare, soprattutto, credete in voi stessi.

Enrico: Come nasce la tua collaborazione con Sylvano?

Vito:  Ho conosciuto Sylvano nell’estate del 2012 come Manager di una realtà Italiana: quell’anno Sylvano riuscì a portare in Italia Antonio Thomas, Super Nova e Chris Masters. Al termine della sua collaborazione in Italia Sylvano ha continuato a seguirmi anche dall’Inghilterra introducendomi prima alla NWE e poi alla Knokx Pro Entertainment che mi ha voluto qui. Ho una grandissima stima di lui come Professionista del Wrestling e lo reputo una persona straordinaria e di grande umiltà.

Enrico: Hai debuttato nel 2013 nel Tour  NWE a Milano, Torino e poi a Napoli davanti a quasi 3,000 persone, che ricordi hai di questa esperienza?

Vito: Ricordo che nel tour il mio primo match fu contro Titan, altra NWE Star, un ragazzo davvero in gamba e che stimo molto. A Napoli lottare davanti a tutta quella gente fu un’emozione formidabile. Ho avuto modo di lavorare in un roster altamente professionale fatto di grandi talenti europei ed Americani quali Nunzio, Carlito e Sam Elias sotto la supervisione di Vampiro.

Enrico: Dopo 6 mesi di allenamento in USA, vuoi raccontarci che opportunità intravedi nel suolo americano nell’immediato futuro?

Vito: 6 mesi al contrario di come qualcuno pensa non credo che siano molti, ovvio che qui in America rispetto al livello europeo sono moltissimi, ma ciò a cui punto è diventare un Top-Wrestler, tutto il resto viene e verrà con merito. Per il momento voglio continuare il mio duro lavoro con l’intenzione di rimanere negli USA.

Enrico:  Hai contatti con i tuoi colleghi Italiani?

Vito: Il Wrestling in Italia mi ha dato l’opportunità di conoscere belle persone e vere come poche tra le quali Jacopo Martina, un ragazzo dotato di un’intelligenza straordinaria e considero parte della mia famiglia, un ragazzo molto giovane e di grande talento poiché un “Art Director”; Sensational George, una persona di grande serietà e con un grande cuore per il Wrestling e Filippo Malvezzi, un ragazzo in gamba e che è molto considerato nel suo lavoro. Queste sono delle persone che ritengo degli amici poiché sono stati al mio fianco appoggiandomi nelle scelte che ho fatto ed i quali mi piacerebbe un giorno ospitarli a casa mia per fargli conoscere Los Angeles, per il resto massimo rispetto per tutti ma gli altri si sono persi per strada.

Enrico: Cosa puoi dirci dei tuoi trainer alla Knokx Pro? Che impressione ti hanno fatto ?

Vito: Alla Knokx Pro il primo grande insegnamento è il termine “Famiglia”. La prima cosa che hanno fatto Rikishi, Black Pearl e Gangrel è farmi sentire parte delle loro vite con le loro famiglie nei giorni di festa ed hanno fatto sempre di tutto per farmi sentire a casa mia dandomi supporto dentro e fuori dal ring, grazie anche a dei compagni di allenamento straordinari che mi sono stati d’aiuto. Come Trainer stiamo parlando di tre grandi professionisti che pretendono sempre il massimo fino a raggiungere la perfezione tecnica perché nel loro lavoro hanno dato sempre il cuore, il sangue ed il sudore per arrivare al top sacrificando le loro vite, le loro famiglie e la loro salute per il Pro-Wrestling. I Trainer della Knokx Pro non sono solo grandi insegnanti di tecnica e di Wrestling, ma sono soprattutto insegnanti di vita e di come ci si comporta nel business, mettendomi sotto duro allenamento ogni giorno.

Enrico: Un ultimo messaggio per i Fans italiani e di ZonaWrestling ?

Vito: Grazie per l’intervista e colgo l’occasione dato che siamo sotto le feste per Augurare a tutti voi un Buon Natale ed un Felice 2014.

Enrico Bertelli “Taigermen”

Foto © Knokx Pro

Link all’intervista originale con altre immagini – Clicca qui

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