1 dicembre 2013 redazione@sora24.it
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Luigi Gabriele: “Lettera al Sindaco di Sora Ernesto Tersigni”

Riceviamo e pubblichiamo la seguente lettera a firma del Dott. Luigi Gabriele (responsabile delle Relazioni Istituzionali e degli Affari Regolatori dell’Associazione Consumatori CODICI).

Egr. Sindaco di Sora, Ernesto Tersigni, con questa missiva voglio esprimere i nostri più sentiti ringraziamenti per aver partecipato e portato nella discussione l’esperienza di un amministratore locale, al WorkShop di Codici che si è tenuto a Roma presso il Parlamentino del CNEL (Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro) il 28 novembre 2013.

Fondamentale per gli stakeholders seduti al tavolo, molti dei quali rapresentanti di Autority, istituzioni e multinazionali non sempre collegati con le dinamiche locali, comprendere come un sindaco di frontiera possa oggi, nel periodo più buio dal 1927, far fronte alle numerose necesità di una popolazione sempre più stremata, anche per capire cosa si possa fare per ripartire o perlomeno per attutire i disagi.

In quest’ottica s’inquadra anche la sua riflessione, cioè che nonstante il suo comune non sia tra quelli più disagiati tra gli 8.000 comuni italiani, che soffrono ristrettezze di trasferimenti governativi e povertà diffusa, sta cercando lo stesso di garantire servizi pubblici sempre più complessi e onerosi (tema dell’evento). Il suo, come per molti altri, è diventato un ruolo di portavoce senza voce e strumenti, in un contesto dove le istituzioni governative nazionali e sovranazionali sono sempre meno interessate ai bisogni locali e dei singoli cittadini, poiché concentrate su dinamiche globali finalizzate alla quadratura dei PIL e degli indici finaziari come lo Spread.

Mi ha lasciato molto riflettere, ma non sorpreso, la sua affermazione che in pochi anni le liste delle famiglie sorane iscritte ai servizi sociali per beni di primaria necessità sono passati da 200, agli attuali 800. Con numeri anche molto superiori, le assicuro che è successo ovunque. Come mi ha lasciato riflette il fatto che il suo comune inoltri ad AEEG richieste di Bonus gas ed energia per 100.000 €, per sole 1.200 utenze circa. Mi hanno fatto riflettere, ma non sorpreso, poiché, come emerso dalla discussione, abbiamo segnalato che i dati ISTAT certificano come 6 persone su 10 nella nostra penisola sono infra o sotto la soglia di povertà, e che su circa un milione di richieste, secondo le dichiarazioni ISEE, ad avere diritto dei bonus gas ed energia in realtà sarebbero circa 4.500.000 di utenze. Quindi, a confrontare i dati e a contestualizzare le sue riflessioni, in effetti si può ritenere che la sua sia una città ancora vivibile e certamente non rientrante tra quelle più disagiate.

Certamente non spetta a noi poter esaminare le ulteriori cause sociologiche del disagio sociale della sua città, ma conoscendo il contesto locale, vorrei certamente spezzare una lancia a suo favore per non essere causa dell’affondamento della nave, che lei non ha comuque abbandonato. Anzi, è rimasto ben saldo al suo timone, caricandosi di responsabilità che spesso tolgono alla famiglia e all’attività professionale l’impegno di padre e professionista, preferendo quello di cittadino impegnato. Se oggi dovessi dire qual’è il ruolo più difficile e oneroso per un uomo delle istituzioni, direi che è certamente il suo. Ruolo a cui molti ambiscono, ma pochi sanno o saprebbero fare senza aggravare la situazione. Sopratutto se questo ruolo viene svolto in un contesto di mediocrità, disinteresse, protervia e individualismo diffuso (anche aggravato dalla crisi) in cui spesso è costretto a mediare con forze e uomini non sempre all’altezza delle loro responsabilità, ma che ha scelto l’elettorato, anziché potersi concentrare sull’amministrazione e sulla governance della città.

Mi chiedo se può contare in una classe politica costruttiva e propositiva, o in un’insieme di personalità sterili e teatrali (a riprova potrebbe rendere noti gli interventi in proposte, mozioni e atti consiliari, e non i commenti sui social network o i comunicati stampa, dei suoi colleghi).

Mi chiedo se può contare in un tessuto produttivo solido, dinamico e aggregante, o in un contesto propenso all’utilitarismo, disaggregato e riluttante alla crescita e agli investimenti (a riguardo potrebbe rendere noti gli investimenti dell’alta borghesia imprenditoriale locale a vataggio dell’occupazione e dello sviluppo, anche mediante l’attività delle associazioni di categoria che mi risultano numerose, ma nessuna influente o con vision d’insieme).

Mi chiedo se può contare in una cittadinanza attiva e informata, o se si trova ad avere a che fare con cittadini inerti e a tratti inosservanti persino delle minime responsabilità civiche.

Mi chiedo se il disagio casa sia dovuto all’assenza di alloggi pubblici per aventi diritto, o se gli stessi non siano numerosi ma già occupati da non aventi titolo e se quelli privati siano sul mercato delle locazioni a prezzi idonei o siano semplicemente fuori mercato.

Mi chiedo se i numerosi cartelli fittasi dei locali commerciali siano solo perché, come ovunque, non ci sono persone disposte ad investire per la crisi o se per la sua città non vi sia l’aggravio di prezzi dei locali fuori mercato.

Mi chiedo se i lavoratori di attività commerciali e PMI abbiamo stipendi e contratti adeguati e regolari o se siano ancora, come lamentano in molti, sottopagati (spesso in nero) e privi di ogni prospettiva per colpa di chi pensa di voler fare margine con facilità.

Mi chiedo se gli operatori economici, gli imprenditori onesti e laboriosi, godano di una concorrenza leale e costruttiva, o se subiscano la concorenza sleale di numerosi abusivi, che magari svolgono anche un secondo lavoro presso uffici pubblici e privati.

Soprattutto mi chiedo se la città stia facendo proprie le numerose sue battaglie per mantenere i servizi, ovunque sottoposti ai tagli, come l’ospedale civile, il tribunale, le scuole e le facoltà universitarie, o se siano solo in pochi e molti altri solo a starnazzare come avvoltoi pronti a lanciarsi sulle carcasse.

Mi chiedo, signor Sindaco Tersigni, se lei è solo con tutto sulle spalle, o se può contare su una città che la sostiene, le propone e la indirizza, anche contestandola democraticamente.

Mi spiace, caro Sindaco, manifestarle la sensazione che forse lei è quasi completamente solo e che quando deciderà di non impegnarsi più per i suoi concittadini, gli incolpevoli della crisi odierna e del degrado saranno diventati la minoranza silenziosa e la rimpiangeranno, mentre la maggioranza responsabile avrà torvato il suo nuovo eroe. Quell’eroe che li porterà nel terzo millenio a commerciare e confrontarsi con il resto del mondo con quella dimanicità culturale e sociale che altrove hanno almeno tentato di avere e in molti casi anche anche trovato, perché un po’ tutti si sono rimboccati le maniche e non solo il sindaco eroe. Con il rispetto che le è dovuto come rappresentante delle istituzioni, ma sopratutto come uomo che non ha mai dato senso di voler lucrare sul suo mandato, oltre a farle i miei più sentiti ringraziamenti per la partecipazione, le esprimo la mia solidarietà per il momento e il contesto in cui si trova ad operare. Non si dispiaccia, lei ci ha provato. La ricorderanno come il sindaco che li ha tirati fuori da metri di neve e gli ha garantito, durante la crisi più forte della storia, che non soccombessero più velocemente del dovuto.

Ora che può, avvisi in sui cittadini con un SMS che il mondo fuori dalla passeggiata del Corso De’ Volsci sta cambiando drasticamente e che le cose non saranno mai più come prima. Probabilmente passeremo dal PIL al BES (benessere equo e sostenibile), ma se vorrano parteciparvi dovranno prendersi per mano e formare una catena umana, solida e solidale. Se vi riusciranno non dipende certo da lei! Con affetto, un suo ex concittadino.

Luigi Gabriele

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