23 settembre 2011 redazione@sora24.it
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Marco Urbini: riflessione politica

Non sono mai intervenuto nel periodo successivo alle scorse elezioni comunali, in rispetto delle regole di partito, lavorando dietro le quinte insieme a tanti altri compagni al fine di favorire l’unità all’interno del partito in cui milito (Sinistra Ecologia e Libertà).

Dopo circa 4 mesi vorrei fare un analisi politica da cittadino e iscritto in un partito di sinistra sul quadro politico del centro sinistra in città.

Le ultime elezioni comunali non sono servite per far capire al centro sinistra che per vincere serve l’unità, ma ancora oggi si continua con i tatticismi al fine di salvare la propria posizione personale all’interno di un partito.

Manca una collettività, un’azione che porta alla vittoria e l’esaltazione di un idea politica. Il centro sinistra di oggi è irriconoscibile, ognuno cerca di curare i propri orticelli, con pseudo festival economici da salotto, oppure libri fotografici ma tutto ciò ha poco a che vedere con lo sviluppo di una coalizione di una idea tra cittadini che possa cambiare giudizio sull’attuale maggioranza del Parlamento che sta affossando il nostro Paese in termini di diritti e di lavoro.

Sinistra ecologia Libertà è di fatto gestita da una figura esterna con il compito di riunire i due circoli divisi da un giudizio politico e da frizioni antiche di molti anni.

Sono passati tre mesi, con pochi incontri e con il risultato di un nulla di fatto. Quello che più deve far preoccupare i cittadini e gli elettori del centro-sinistra è il forte personalismo che negli ultimi anni, dall’amministrazione Casinelli ad oggi ha permesso la scomparsa in città del centro-sinistra.

L’attuale rappresentante in consiglio comunale dell’area del centro sinistra “civico” non mi lascia tranquillo. Lui insieme al suo gruppo rappresenta la politica da salotto, la politica dell’apparire, il sentirsi superiore a chi intende oggi la politica un servizio nel popolo e non un interesse personale.

Quello che manca è un progetto politico, delle figure nuove, una costruzione di idea in città, una progettualità per la città.

Tutte queste mie riflessioni nascono dai timori della politica nazionale e della crisi che stiamo affrontando, non solo economica ma sopratutto morale, e dalla paura che in caso di elezioni anticipate a Sora non siamo pronti rischiando di essere di nuovo bocciati.

Per questo mi appello a tutti gli addetti ai lavori, di mettere da parte personalismi e di fare tutti un passo indietro per il bene comune, e per quei giovani che oggi non riescono a trovare un lavoro o per quei lavoratori che vedono calpestarsi i propri diritti. Chiedo a tutti gli iscritti, ai dirigenti dei partiti del centro-sinistra, di pensare alla crisi che sta vivendo il nostro Paese e a come ricostruire il sociale, il welfare ed evitare le lotte interne sterile a se stesse e di certo dimostrano la povertà del nostro impegno politico.

Il salotto lasciamolo ad altri, armiamoci di forza coraggio e  andiamo per le strade, tra i cittadini ad illustrare la nostra idea, nella speranza di ricostruire un blocco sociale.

La politica non è un lavoro, non è interesse, non è una competizione di voti, non è una conquista di poltrone. Dobbiamo tutti essere orgogliosi di servire la collettività attraverso la forma più democratica quale la politica. Ad oggi invece la moralità e il bene comune anche a sinistra sono stati sostituiti da interessi personali e dalla fame di successo.

Marco Urbini (iscritto a Sinistra Ecologia Libertà)

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