20 ottobre 2012 redazione@sora24.it
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Massimiliano Bruni (La Destra Sora): “Cambiamento un impegno popolare”

Il degrado etico e la caduta di credibilità della politica hanno raggiunto livelli che neppure negli anni di Tangentopoli erano stati così drammatici. Gli show televisivi di Fiorito, le spaventose ruberie e le numerose inchieste che dilagano sulle spese di certi consiglieri regionali, offrono uno spettacolo desolante. Parlare di questione morale è necessario e forse anche opportuno, l’imbarbarimento del costume civico, la corruzione, il potere che compra il consenso per perpetuare se stesso, lo smarrimento del bene comune, non sono soltanto un problema di moralità delle persone ma, diventa una questione politica di primaria importanza.

Il cambiamento come può radicarsi ? Come può diventare un impegno popolare in assenza di un clima di fiducia e in presenza di personaggi che da un ventennio non intendono dare spazio alle nuove generazioni? Il degrado morale è oggi un impedimento al cambiamento. Oltre al danno che produce in sé, è una zavorra che spinge il Paese lungo il declino e nel declino aumentano le ingiustizie, la disuguaglianza, i rancori, persino l’individualismo.

Questa grave crisi di etica pubblica marcia insieme alla più grave crisi economica del dopoguerra e la crisi economica non è neutrale: allarga la forbice sociale, impedisce la salita dei ceti più deboli, arricchisce pochi e impoverisce molti. La crisi morale corrode e taglia le reti di solidarietà politica, spinge verso la rabbia e la solitudine, accredita la sfiducia più radicale, quella di chi dice… sono tutti uguali, rubano tutti alla stessa maniera, non c’è differenza tra destra e sinistra, non c’è alcuna speranza che la democrazia possa aiutarci. Invece non siamo tutti uguali, c’è differenza tra destra e sinistra, c’è differenza tra noi de La Destra e il PDL e c’è differenza per chi, come noi, crede al rinnovamento e al cambiamento.   

Il nostro impegno passa da qui una battaglia per il cambiamento politico ma, senza quel “riscatto morale” rischiamo di perderci, rischiamo di perdere quel senso di comunità che è la premessa della giustizia, prima ancora che della buona politica. Ecco come sono indissolubilmente legate la questione morale e la questione politica del cambiamento.

Questo comporta grandi responsabilità, collettive ovviamente, ma anche personali e siccome non è vero che siamo tutti uguali, deve essere sempre più vero che la reazione a fatti corruttivi e a pratiche illegali deve essere più severa nelle forze del cambiamento. Non si tratta di cedere all’antipolitica, che anzi con coerenza e onestà vanno sempre contrastate a testa alta, si tratta di applicare regole di austerità nella rappresentanza, decisioni democratiche, di altruismo laddove il potere diventa conservazione e autoreferenzialità.

Il rinnovamento vero comincia dal progetto di società. Il cambiamento è una necessità vitale e lo richiedono i cittadini. Occorre battersi e al tempo stesso ricostruire,occorre spezzare l’illusone individualista come quella del leader solo al comando, oggi al bivio storico del nostro tempo non si può più esitare.

Guai a sottovalutare questa crisi di fiducia, perché può distruggere la speranza e paradossalmente fare il gioco di chi si vuole riproporre nuovamente, si fa il gioco di chi è pronto ad auto-congratularsi per il salvataggio di un reparto dimenticando di essere stato responsabile del depotenziamento dell’intera struttura ospedaliera. La città è stufa, la città è stanca questi signori devono lasciare la politica i risultati da loro prodotti sono stati micidiali oltre che devastanti. Ma, se proprio questi signori non capiscono, siamo pronti a scendere in piazza, siamo pronti a farlo insieme ai nostri concittadini, con la loro stessa rabbia e con la stessa voglia di… CAMBIAMENTO!

Massimiliano Bruni

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