venerdì 4 aprile 2014 redazione@sora24.it

Maurizio D’Andria sulla qualità dell’aria di Sora e l’Associazione Tofaro Insieme

Riceviamo e pubblichiamo il seguente comunicato a firma di Maurizio D’Andria: Coordinatore Class Action vs. Burgo SpA.

«Mi corre l’obbligo di fare alcune precisazioni in merito all’articolo pubblicato dall’associazione Tofaro Insieme  e ai miei interventi di commento sotto questo onde chiarire aspetti, competenze e responsabilità legate a questa vicenda e sgombrare il campo  da eventuali reciproci malintesi.

Nell’articolo pubblicato su Sora24  ho trovato diverse imprecisioni e arretramenti che sono certamente risultate ambigue per la maggior parte della popolazione sorana motivo per cui ho dovuto prenderne le distanze e sottolineare le criticità.

L’associazione Tofaro Insieme e il suo presidente , pur restando nel pieno diritto di scrivere ciò che vogliono su qualsiasi argomento vogliano, nell’articolo citato si sono concentrati esclusivamente sull’inquinamento atmosferico e non anche su un eventuale inquinamento della terra e delle falde acquifere li presente. Questa “esclusività” di genere (aria) ha provocato la mia piccata reazione per i seguenti motivi:

  1. L’aria, in quanto tale, non è di pertinenza della associazione Tofaro Insieme perchè l’aria la respirano tutti i sorani. Viceversa si può dire della terra e dell’acqua che li si trovano che può essere di maggiore competenza del quartiere.  Avrei perciò valutato molto bene l’articolo se l’argomento trattato da Tofaro Insieme fosse stato circoscritto all’eventuale inquinamento del terreno e delle falde acquifere. L’aria non è nemmeno di mia esclusiva competenza, ma dopo numerosi esposti, cause penali e civili e ben 6 anni di duro lavoro sul tema, magari qualche diritto l’ho acquisito.
  2. L’ordinanza del Sindaco non rappresenta la condizione “minima dovuta” bensì rappresenta solo l’ennesima presa in giro verso la popolazione sorana. In casi di emergenza ambientale e sanitaria quale quella rappresentata dai cronici valori di PM2,5 presenti nell’aria di Sora il Sindaco per legge, può e deve intervenire  su tre fattori di inquinamento posti sotto il suo controllo e cioè, le caldaie domestiche, il traffico automobilistico e le INDUSTRIE. Questo lo dice la Regione Lazio nella documentazione pubblica ufficiale. Il Sindaco e l’Assessore questo lo sanno benissimo, l’associazione Tofaro Insieme perchè non lo sa?
  3. La richiesta all’assessore D’Orazio e al sindaco Tersigni di richiedere ALLA REGIONE Lazio (coimputata) una centralina fissa per il monitoraggio dell’aria di Sora è politicamente perciò un gesto almeno “ambiguo” giacchè gli stessi residenti a Tofaro sanno benissimo, almeno quelli che hanno firmato per la causa civile – class action, che il Comune di Sora è chiamato in causa quale coimputato insieme alla Provincia di Frosinone e alla Regione Lazio (oltre alla Burgo SpA imputato principale), proprio per il motivo di non essere intervenuto/i sull’industria Cartiera del Sole fonte principale dell’inquinamento da PM2,5 registrato nell’aria di Sora.
  4. Sbaglia l’associazione a mettere in dubbio o nel non citare esplicitamente quale sia la principale fonte dell’inquinamento da PM2,5  presente nell’aria di Sora e ciò detto, senza minimamente ricordare che c’è una class action contro la BURGO SpA depositata presso il Tribunale Civile di Cassino.
  5. Prova della inconsistenza dell’azione del Comune di Sora è proprio il piano dell’aria messo in campo, che non si rivolge minimamente alla turbogas della Cartiera del Sole e alle industrie locali.
  6. L’associazione Tofaro Insieme perciò, nel non tener conto di queste evidenze portate da noi 105 cittadini sorani all’attenzione della Giustizia tramite un Giudice togato, a mio avviso, ha commesso un grave errore di disinformazione nei confronti dell’opinione pubblica in generale e verso gli stessi cittadini di zona Tofaro, lasciando intendere erroneamente che il Comune di Sora, potesse farsi promotore di una qualsiasi azione risolutiva mentre esso, ripeto è chiamato in concausa nel procedimento d’urgenza intrapreso da 105 cittadini con il ricorso al giudice civile del Tribunale di Cassino che ha già fissato la data della prima udienza per il 12 maggio p.v.  e che si pronuncerà successivamente sullo stato di crisi atmosferica dovuta all’inquinamento CRONICO dell’aria da PM2,5, ORDINANDO eventualmente allo stesso Comune di Sora, oltre che a Burgo SpA, Provincia di Frosinone e Regione Lazio l’adozione delle misure ritenute indispensabili per il contenimento dell’inquinamento atmosferico da PM2,5 (filtri anti PM2,5 alla turbogas) sotto valori di assoluta tutela della salute pubblica locale cioè, sotto i 25 microgrammi per metro cubo d’aria. A Tofaro, nell’ultimo monitoraggio di ARPA LAZIO si è registrato un picco di 325 microgrammi per metro cubo d’aria, cioè il + 940% al di sopra della soglia massima prevista per legge. Ma l’aria che si respira a Tofaro è la stessa aria che si respira per tutta Sora e oltre.
  7. Sarà perciò il Giudice del Tribunale Civile di Cassino a fare Giustizia (e non l’assessore) e ad imporre alla Cartiera del Sole di Sora le giuste misure di abbattimento delle nano polveri PM2,5 prodotte dalla turbogas. Ci sarà una sentenza dove verranno accolte le richieste dei 105 firmatari della class action. La tutela della salute pubblica, dei bambini, non è barattabile con niente. E il Giudice così dirà. D’altronde, c’è già una lunga giurisprudenza in tal senso…quotidiana.
  8. L’associazione Tofaro Insieme avrebbe dovuto chiedermi copia dell’atto depositato in tribunale, perchè leggendolo avrebbe visto quali sono le misure che i firmatari hanno chiesto al Giudice, tra le quali, quella di ORDINARE alla Regione Lazio di installare una centralina fissa di monitoraggio della qualità dell’aria anche a Sora. Dunque, non si tratta nè di “consiglio” nè di “favore” che l’assessore  può fare o richiedere quanto semmai, di rispettare una ordinanza del giudice in tal senso.

Dunque a me personalmente le argomentazioni esposte dall’associazione Tofaro Insieme mi sono sembrate quanto meno inopportune e poco documentate. E’ tutta farina del presidente sig. Giuseppe Recchia? Detto ciò, senza ulteriori indugi, visto e considerato che i miei commenti possono aver urtato la suscettibilità di alcune persone, me ne rammarico ma ne confermo nel contempo la validità. Tutti ne facciano tesoro per la prossima volta e per il prossimo articolo.

Su questo argomento non ci si può improvvisare nulla, senza prima avere piena conoscenza dello stato di diritto giuridico a cui si è arrivati, senza l’associazione Tofaro Insieme.

Invito perciò l’associazione ad avere più stretti rapporti di informazione con il sottoscritto o di informarsi maggiormente rivolgendosi al nostro avvocato Massimiliano Contucci che potrà fornire ogni chiarimento di merito.»

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