11 giugno 2012 redazione@sora24.it
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Maurizio D’Andria: “Una causa per la difesa della salute pubblica e per la legalità” (Domani ore 15 presso il Tribunale di Sora)

Riceviamo e pubblichiamo la seguente nota del Dott. Maurizio D’Andria, alla vigilia del processo contro la Regione Lazio per la Cartiera di Sora, che lo vedrà direttamente coinvolto come testimone domani alle ore 15 presso il Tribunale di Sora.

<<Domani 12 giugno potrebbe essere il giorno del riscatto della Giustizia e del riscatto prima sociale e poi ambientale dei sorani verso una azienda inquinante e verso dei politici incoscienti che a spregio di ogni legge industriale ed ambientale pretendono il versamento di un contributo inesigibile, la nostra salute. Non siamo ne contenti ne dispiaciuti dalla azione penale che la Procura della Repubblica di Cassino ha intrapreso verso tre dirigenti della Regione Lazio e l’ex direttore della Cartiera del Sole. Ci sentiamo invece troppo carichi di responsabilità, quelle che dovevano essere assunte dai politici regionali, provinciali e comunali e che invece, chissà per quale motivo, non hanno voluto vedere e intervenire, non hanno pensato alla salute dei propri concittadini. Noi non condividiamo questo modo di “amministrare” i cittadini. Mettere la testa sotto la sabbia non è un modo di governare, è il suo contrario. Noi crediamo che prima dei soldi, degli interessi privati, ci sono le persone con i loro diritti e le loro necessità, la salute per prima cosa. Ci sono diritti della persona che sono inviolabili.  Bisogna ricordare che le associazioni ambientaliste ed io, una volta riscontrato le molteplici violazioni di leggi in materia industriale ed ambientale e soprattutto, verificato le quantità e il grado di pericolosità degli inquinanti per la salute umana abbiamo sempre, fin dal primo giorno, chiesto che l’azienda mettesse i filtri idonei per abbattere le elevatissime emissioni di polveri ultra sottili (PM2,5) prodotte dalla turbogas. Polveri che bisogna ricordare, sono  causa di molte patologie cliniche quali le malattie cardio respiratorie che si traducono in aumenti delle allergie, degli ictus ed anche dei tumori agli organi intra toracici. Nano polveri che “accelerano” le  patologie già presenti negli anziani, creandone di nuove per i bambini di età infantile.  L’Organizzazione Mondiale della Sanità così descrive gli effetti patogeni derivanti dall’inalazione delle PM2,5 : “I rischi per la salute: la valutazione sistematica dei dati completata nel 2004 dall’OMS Europa, indica che: il PM aumenta il rischio dei decessi respiratori nei neonati al di sotto di 1 anno, influisce sullo sviluppo delle funzioni polmonari, aggrava l’asma e causa altri sintomi respiratori come la tosse e la bronchite nei bambini; il PM2.5 danneggia seriamente la salute aumentando i decessi per malattie cardio-respiratorie e  cancro del polmone. La crescita delle concentrazioni di PM2.5 aumenta il rischio di ricoveri ospedalieri d’emergenza per malattie cardiovascolari e respiratorie; il PM10 ha un impatto sulle malattie respiratorie, come indicato dai ricoveri ospedalieri per questa causa”.

Denunciare questi rischi non significa fare dell’eco terrorismo ma al contrario, significa fare salvaguardia della salute umana, la nostra e quella delle generazioni future. Il monitoraggio della qualità dell’aria effettuato da ArpaLazio in data 1 – 14 febbraio u.s. ha riscontrato elevatissimi picchi quotidiani di questo particolato ultra fine tanto che se ne registrano superamenti della soglia di garanzia per la salute umana per 13 giorni su 14. Il PM2,5 è infatti presente nei fumi uscenti dai camini della turbogas (principalmente) in maniera massiva, superiore al 95% del totale delle polveri prodotte. Questo lo dichiara tranquillamente la stessa General Electric, azienda produttrice della turbogas in questione. E lo dice senza problemi perchè, essendo americana, si attiene scrupolosamente ai dettami previsti dalle leggi americane che obbligano le aziende che l’adottano per produrre energia elettrica, ad installare efficaci sistemi di abbattimento degli ossidi di azoto (NOx) e del particolato ultra fine PM2,5 e PM10. Tali sistemi industriali (SCONOx e EMx) sono installati presso tutte le turbogas americane e anche in molte di quelle italiane poste prevalentemente a nord Italia. Le turbogas inquinano meno delle caldaie a combustibile fossile (carbone e petrolio) ma comunque sempre tanto, soprattutto quella della Cartiera del Sole che utilizza pezzi di impianti datati anni 60.   La Turbogas in questione brucia più di 84 milioni di metri cubi di gas l’anno, una mostruosità che si misura solo rispetto al totale del consumo annuale nazionale italiano. Sessanta milioni di italiani con le loro caldaie e cucine, più tutte le aziende, più tutte le auto a metano, più tutti gli altri impieghi di metano a livello agricolo ed altro, per tutto l’anno (77 miliardi di metri cubi nel 2011) sono soltanto circa 1000 (mille) volte di più di quanto da sola consuma la turbogas della Cartiera del Sole di Sora. Vi sembra una cosa da niente? E la nostra salute e quella dei bambini/e sorani? Allora chiedetelo al dottor Ganino, non in Comune ma nel suo studio di medico, chiedetelo ai vostri medici curanti, chiedetelo ai dottori che stanno in ospedale. Chiedete: dottore, ma è vero che le polveri sottili fanno così male alla salute? Ecco, alcuni di noi si sono presi la responsabilità di rispondere a queste domande e di agire di conseguenza, visto che chi doveva darvele non lo ha mai fatto e chi doveva salvaguardare la vostra/nostra salute non lo ha fatto. Domani andremo in tribunale avendo in mano “le carte”. Quelle del Comitato tecnico del Comune di Sora formato da 6 ingegneri sorani, quelle dell’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (ISPRA), quelle del Comitato Tecnico Ministeriale per la VIA/VAS (50 scienziati e super esperti), quelle del Ministero dell’Ambiente e quelle dei periti tecnici nominati dalla Procura della Repubblica di Cassino. Tutte queste carte dicono tre cose: le polveri prodotte sono troppe e troppo pericolose, i documenti prodotti dalla società non contengono dati veritieri, le autorizzazioni concesse non dovevano essere rilasciate senza prima aver sottoposto l’azienda alla procedura di Valutazione di Impatto Ambientale – V.I.A. (D. Lgs del 12 aprile 1996). In più, molto probabilmente la competenza sarebbe stata del Ministero e non della Regione Lazio. Visto il grandissimo casino che è stato compiuto da certi politici regionali, provinciali e comunali (tutti di un partito), anche la Procura inizia a mostrare segni di “nervosismo” non sapendo come fare per salvare “capre e cavoli”. Se si dovesse fare “Giustizia”, quella prevista per legge, si andrebbe incontro a casini tali da investire diversi “profili istituzionali”. Questo dicono le carte, quello che teme lo stesso Ministero dell’Ambiente. Che ci sia chi deve “pagare” per tutto questo casino è poco ma sicuro, ma forse è già pronta una “uscita di sicurezza”. Noi non abbiamo piacere nel far licenziare 3 dirigenti della Regione Lazio (o forse si). Noi vogliamo che la Burgo SpA metta in sicurezza i camini della turbogas con i filtri anti particolato, come quelli che oramai hanno tutte le auto di nuova generazione. Volendo, siamo in grado di fare i conti in tasca alla Burgo SpA per quanto guadagnano vendendo l’energia elettrica prodotta a Sora e che rivendono al Gestore (ENEL). Altro che assunzioni, la cassa integrazione continua. Hanno voluto fare i loro affari sulla salute di noi sorani? Ora  facciano buon viso e cattiva sorte. Mettano i filtri alla turbogas e basta, mettano mano al portafogli per pagare i conti. Chiuderemmo così tutte le vicende giudiziarie presenti e future (D.Lgs 121/2011). Probabilmente vinceremo la causa in corso e si andrà incontro al blocco della turbogas. Un invito: gli operai mantengano la calma e le famiglie scendano al nostro fianco. E’ della salute dei vostri figli che stiamo parlando, anche dei figli degli operai. E poi c’è la Legge. Che ne facciamo? Stiamo uniti e vinceremo, per la salute di tutti e per il lavoro degli operai.

LA SALUTE NON SI COMPRA… NON LA POSSIAMO VENDERE.>>

Maurizio D’Andria

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