13 gennaio 2012 redazione@sora24.it
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Mons. Antonio Lecce: “La Chiesa Diocesana guarda con attenzione il fenomeno della mobilità umana”

Il nostro territorio è stato da sempre interessato dal fenomeno dell’emigrazione. Non c’è stato paese e città della Diocesi di Sora Aquino e Pontecorvo e dell’Italia intera che non abbiano conosciuto questo vero e proprio esodo verso le Americhe ed i  Paesi europei. Ora siamo noi a ricevere tanti fratelli  migranti, provenienti soprattutto dai Paesi extracomunitari. Ma si sta verificando un “ricorso storico”. Assistiamo, con la grossa, profonda  e attuale crisi, ad una “fuga” dei nostri giovani in cerca di lavoro e   di una futura e dignitosa sistemazione, sia verso l’estero che nel nord Italia.  E da questa situazione nasce la sfida di un nuovo atteggiamento ed un nuovo annuncio. Ce ne parla mons. Antonio Lecce, vicario della Diocesi di Sora Aquino Pontecorvo, già direttore della “Caritas”. “Viene da lontano l’interessamento della Chiesa per il variegato mondo delle migrazioni. Attualmente l’organismo ecclesiale che promuove e coordina le risorse è la Fondazione della C.E.I. chiamata “Migrantes”. In molte realtà diocesane si preferisce abbinare la Migrantes con la Caritas, anche se le finalità dei due organismi non sono perfettamente coincidenti. In teoria la “Caritas” si dovrebbe occupare della promozione umana, sociale ed economica dei migranti, mentre la “Migrantes” si dovrebbe occupare dell’evangelizzazione e della cura pastorale. Questa distinzione è artificiosa e rimane solo a livello giuridico e istituzionale. Nella nostra Diocesi la “Migrantes” vive nella “Caritas” e il direttore Caritas, don Aquino Toma  Teofilo,  è anche direttore della Fondazione. Ricordiamo, continua mons. Antonio Lecce,  tutto questo proprio, il 15 gennaio, quando si celebra la Giornata mondiale delle migrazioni, che vede tutte le comunità attente a cogliere il messaggio lanciato dal Santo Padre. “Migrazioni e nuova evangelizzazione”, è il titolo del messaggio, che ricorda come la Chiesa si trovi di fronte alla sfida di aiutare i migranti a mantenere salda la fede, anche nei contesti culturali diversi. Occorre perciò individuare nuove strategie pastorali, metodi e linguaggi per l’accoglienza della Parola di Dio. La celebrazione di questa “Giornata”, come delle altre “Giornate” che costellano l’anno liturgico, ha una duplice valenza: anzitutto serve per cogliere l’aspetto culturale e formativo, e poi serve a raccogliere le offerte in denaro, occorrenti a sostenere le opere legate alla Giornata. Lo scorso anno, nel 2011, dalle nostre comunità, conclude mons. Antonio Lecce,  si è raccolta la somma di € 3.000,00, che sono stati trasmessi alla “Migrantes” nazionale”.

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