3 settembre 2013 redazione@sora24.it
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Mons. Bruno Antonellis e i giovani d’oggi: “Anch’io quando ero ragazzo giocavo a pallone in Piazza…”

Il tam-tam è iniziato nel primo pomeriggio di Domenica scorsa, quando il Presidente del Consiglio Comunale, Giacomo Iula, ha postato su Facebook un suo pensiero sull’omelia mattutina di Mons. Bruno Antonellis. Uno dei sacerdoti più amati della città, tanto per la sua dolcezza, quanto per quel suo spirito per così dire ribelle, che continua a renderlo “inquieto”, come lui stesso ama ripetere, anche dopo oltre 50 anni di servizio nella Casa di Dio. Questo il messaggio di Iula: “Mi ha colpito e mi fa male, molto male, la frustata domenicale di don Bruno Antonellis: “Sora, città nel più assoluto degrado …”. Ieri mattina, dopo la S. Messa delle 9:00, ci siamo recati proprio dal prete originario di San Donato Val di Comino, per rivolgergli alcune domande e conoscere il suo stato d’animo. Come sempre abbiamo avuto l’ennesima conferma dello spessore di un uomo che, a nostro parere, è davvero grande.

Monsignore, abbiamo saputo della sua omelia. Cosa è accaduto?
Niente di nuovo rispetto a ciò che accade sempre. Domenica ho fatto un passaggio sulle condizioni di degrado della zona intorno a Santa Restituta. Mi riferivo più che altro a tutto quel che trovo ogni mattina quando apro la chiesa. Se dà un’occhiata alle foto che ho sparso qui sulla scrivania, si rende conto di cosa parlo. Mi sento impotente.

In che senso?
I ragazzi si riuniscono ogni sera sotto i portici della collegiata ed anche intorno alla chiesa, d’estate come d’inverno. Si trattengono fino a tarda notte. Sono tanti, decisamente di più rispetto a quelli della generazione precedente. Quindi è difficile stabilire un rapporto con loro, confrontarsi, magari chiedere un po’ di sensibilità in più per il luogo e, se possibile, anche per chi dorme. Prima era diverso.

Ovvero?
Quelli di vent’anni fa, ad esempio, erano di meno e li conoscevo quasi tutti. Raramente mi capitava di trovare tutti i rifiuti che trovo oggi al mattino.

Le mancano di rispetto i ragazzi?
No no, anzi! Quelli che mi conoscono salutano. Scene di violenza non ne ho viste. Li vedo giocare a calcio-tennis con le transenne usate come rete. A volte mi sveglio, vorrei alzarmi e chiedere un po’ di silenzio. Poi penso che forse è meglio lasciarli qui sotto, perché altrove potrebbero incappare in altre situazioni più tristi. Del resto io sono qui da 19 anni e non ho mai cercato lo scontro, anche perché non avrebbe alcun senso.

Saggiamente. Anche perché se i ragazzi non sono maleducati, non sono neanche irrecuperabili.
Ovvio. Capisco che hanno tanta energia da spendere. Quando ero ragazzo, tra l’altro, anch’io aspettavo che la piazza si svuotasse per tirare due calci al pallone con gli amici. Ma non prendevo certo a pallonate la chiesa, perché sapevo che per riparare eventuali danni sarebbe stato necessario ingaggiare ditte specializzate e spendere cifre onerose.

Proposte?
Così su due piedi non saprei cosa rispondere. Una cosa è certa: la situazione di degrado di cui ho parlato nella mia omelia è di tipo materiale, quindi risolvibile. Serve un po’ più di controllo da parte delle famiglie, ma anche le Istituzioni e la Chiesa devono fare la loro parte, offrendo ai giovani più opportunità per occupare il loro tempo libero.

Lorenzo Mascolo – Sora24

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